Con questa intervista diamo avvio a quella che vorrebbe essere una sorta di rubrica mensile, dedicata alle biblioteche private. Primo ospite Giovanni Granatelli, di cui a ottobre uscirà per l’editore Bolis la raccolta poetica Stelle in fuga che verrà presentata alla Libreria Bocca – in Galleria Vittorio Emanuele II 12 a Milano – il 27 ottobre alle ore 17.00.
Ma prima di iniziare, sveliamo qui un piccolo retroscena: nella prima domanda il numero dei libri era 3, aumentato a 5 su richiesta dell’amico Giovanni.

Quali sono i 5 libri che ti sono più cari nella tua biblioteca (per valore affettivo o economico)?
Non è semplice rispondere, limitare a 5 libri la selezione, ma ci provo: Danubio di Claudio Magris, regalatomi per il Natale 1986 da amici fraterni, a conferma che anche per quanto riguarda la cultura il patrimonio personale che abbiamo esprime quasi sempre un debito di gratitudine verso altri; I fratelli Karamazov; i Sillabari di Parise (una vecchia edizione Oscar Mondadori comprata usata tanti anni fa e le cui pagine sono consumate dalle mie riletture, prima o poi si polverizzeranno); Vita d’un uomo di Ungaretti e le Poesie di Paul Celan (e qui baro mettendo insieme il Meridiano Mondadori del 1998 e la più recente scelta antologica pubblicata da L’Orma editore nella traduzione di Moshe Kahn).
Quali sono i 3 libri più importanti per la tua formazione?
È piuttosto ovvio che rientrino nella scelta fatta sopra: Danubio di Magris perché mi ha aperto infiniti mondi culturali e accessi ad autori e senza il quale sono certo che la mia cultura e il mio sguardo sulle cose sarebbero stati più poveri; Vita d’un uomo perché ha rappresentato da ragazzo la scoperta entusiasmante della grande poesia; l’opera poetica di Celan perché mi ha suggerito che nella scrittura in versi possono e devono esistere l’individualità e l’originalità assolute.

Quali sono i 3 titoli che ti mancano e che vorresti aggiungere alla tua biblioteca?
Devo decidermi prima o poi ad acquistare e leggere Don Chisciotte; mi manca Poesie prime e ultime (edito da Aragno) di Ripellino, poeta che amo molto e rileggo spesso; sto aspettando che un editore che adoro traduca e pubblichi Paul Celan: Eine Bildbiographie, Mit etwa 800 farbigen Abbildungen (Paul Celan, Una biografia per immagini, con 800 fotografie).
In quale ordine tieni la tua biblioteca?
È divisa per settori (narrativa, saggistica, cinema, arte…). La letteratura è divisa per… letterature: italiana, tedesca, russa, americana…
Hai pensato al destino della tua biblioteca dopo di te?
Spero che le mie figlie considerino questi libri un tesoro che il padre ha lasciato loro; che quelli che a loro non interessano li donino a chi possa apprezzarli; che non siano costrette a venderne anche solo una parte perché spinte da necessità economiche (visto il pessimo futuro che gli stiamo apparecchiando, non si sa mai…).
Qual è la tua opera a cui sei più affezionato?
Credo il volume antologico di versi editi e inediti Musica questuante pubblicato nel 2014 da Nino Aragno editore. Al di là del suo essere il libro che ha riscontrato più consensi, ritengo sia sufficiente, in una mole contenuta, a esprimere tutto della mia scrittura poetica, di me e del mio rapporto con l’esistenza.
Quale è il libro con dedica che ti è più caro?
È bella come domanda ma non vorrei che qualcuno dicesse… «ma come, quella dedica? E perché non la mia?». E poi dovrei far passare 3.000 libri per trovarle… [Qualche ora più tardi] Una dedica che mi è particolarmente cara è quella di Andrea Esposito, amico romanziere, che sul suo ultimo romanzo Innocenza mi ha scritto: «a Giovanni, lettore eccezionale!». Perché io mi sento innanzitutto un lettore.
A cura di Saul Stucchi