Avendo a disposizione poco tempo – giusto un’ora e mezza – questa mattina ho concentrato la mia visita ai Musei Reali di Torino attorno a due dei suoi tesori che rientrano nella lista dei miei preferiti. Ho avuto comunque modo di osservare anche altre opere e fare qualche scoperta, purtroppo non positiva.
Riassumo la visita in dieci punti o spunti che dir si voglia.

- Stamattina l’accesso alla Collezione Gualino era chiuso da un cordone di delimitazione: per mancanza di personale?
- La Passione di Cristo di Hans Memling – una delle mie opere preferite che di solito è appesa accanto alla tavola di Jan van Eyck raffigurante Le Stimmate di San Francesco – è andata in prestito a Bruges / Brugge per la mostra Bigger Picture. Connected worlds of Bruges 900-1550, allestita fino al 6 settembre al BRUSK della città fiamminga.
- Mi sono soffermato ad ammirare la Madonna col Bambino, san Giovannino, santa Caterina d’Alessandria e altri santi di Andrea Mantegna e bottega (senza trascurare quella di suo cognato, Giovanni Bellini).
- Ho dedicato un po’ di tempo alla piccola esposizione creata attorno alla Sacra Famiglia con santa Caterina d’Alessandria di Lorenzo Lotto, arrivata in prestito dall’Accademia Carrara di Bergamo messa in dialogo con due tele di Giovanni Girolamo Savoldo (Adorazione dei pastori e Adorazione del Bambino tra san Girolamo e san Francesco d’Assisi) degli stessi Musei Reali. Ho trovato interessante in particolare la saletta di approfondimento sugli appunti di Giovan Battista Cavalcaselle.
- Calcolando a spanne direi che un terzo del tempo della visita lampo l’ho riservato ad ammirare la grande tela della Cena in casa di Simone il fariseo di Paolo Caliari detto il Veronese. Mi sono concentrato sui dettagli – dal pappagallo al cane in primo piano, dai capelli biondi della peccatrice sotto il polpaccio di Gesù alla brocca dorata che pare scivolare dal vassoio… – cercando di non perdere mai di vista l’insieme della spettacolare scena.
- Sia nel piccolo bookshop della Galleria Sabauda che in quello al piano terra le cartoline sono in vendita a 3 euro ciascuna! Al Museo Egizio ieri ne ho comprata una – raffigurante uno dei pezzi più celebri della collezione, ovvero l’ostrakon della danzatrice – a 1.20 €.
- Mi sono goduto la Galleria Archeologica tutto solo soletto: e mi pare incredibile, visto che lo considero uno dei posti più belli che si possono visitare a Torino.
- Ho preferito riservare la maggior parte del tempo che mi restava a un’unica sezione, quella dell’area Vicino Oriente Antico. Sarebbe l’ideale per un’esperienza come i Silent Dialogues proposti dal Museo Egizio. Ricordo ancora come una delle esperienze culturali/artistiche più intense provate in un museo l’aver assistito l’anno scorso ai Racconti cuneiformi di Giovanni Calcagno.
- Nella sezione romana è tornata la testa di Cleopatra, al centro di una recente mostra proprio ai Musei Reali, mentre non è esposta quella di Giulio Cesare.
- Prima di uscire mi sono soffermato a osservare quanto rimane del mosaico con Orfeo che ammansisce le fiere – datato alla seconda metà del III secolo d.C. – proveniente dall’area del quartiere di Stampace a Cagliari e a leggere l’interessante didascalia. Prima o poi tornerò a parlarne…
Avendo più tempo a disposizione si possono moltiplicare i percorsi tematici e approfondire molte più storie, scoprendo un’infinità di aneddoti e collegamenti tra le migliaia di opere esposte nelle varie sezioni dei Musei Reali di Torino.
Saul Stucchi
Didascalia:
Paolo Caliari detto Paolo Veronese
Cena in casa di Simone il fariseo (1555 – 1556 circa)
Galleria Sabauda
Musei Reali Torino
Piazzetta Reale 1
Torino
Informazioni: