Sono appena rientrato da Bergamo, dove questa sera ho ascoltato il concerto Le Mezze Stagioni che l’Orchestra Filarmonica Italiana ha tenuto nel Ridotto Gavazzeni del Teatro Donizetti per la quinta edizione della rassegna Il Centro della Musica.
Calorosi applausi per ciascuno dei brani – una quindicina – che hanno costituito il programma, tutto dedicato alla riscrittura delle Quattro Stagioni di Vivaldi. Abituato alle esibizioni dell’Ensemble Locatelli – tanto da identificare ormai il luogo con la formazione bergamasca – mi sono per un attimo sentito disorientato. Ma sono bastate le prime note per assicurarmi: ho capito che sarebbe stato un concerto molto bello e così è stato.
«È bellissimo vedervi così numerosi» ha esordito Cesare Carretta nel presentare il primo brano, ovvero il suo arrangiamento dell’Allegro del primo movimento della Primavera del Prete rosso. Ha poi tenuto una breve introduzione a ciascuno di quelli che l’hanno seguito, tra aneddoti, richiami alle fonti d’ispirazione e alle citazioni. Le composizioni vivaldiane sono infatti rilette e riscritte (con profondo rispetto – ça va sans dire -, testimonianza di vero amore) prendendo qua e là dal repertorio musicale moderno e contemporaneo.

L’OFI Jazz Acoustic String che si è esibito oggi a Bergamo era così composto:
- Cesare Carretta, violino solista, arrangiatore e ideatore del progetto
- Silvia Maffeis, violino
- Matteo Del Soldà, viola
- Nicolò Nigrelli, violoncello
- Nicola Ziliani, contrabbasso
- Federico Negri, batteria
«Non ci sono più le mezze stagioni», ha scherzato Carretta, ma restano le Stagioni di Vivaldi, anche in questa elaborata, e assai sapiente, ricomposizione. I lettori più fedeli di ALIBI sanno della mia passione per il tema della riscrittura (in particolare declinata con i libri e le storie delle Sacre Scritture, a cui ho dedicato negli anni scorsi tre cicli di incontri alla Biblioteca di Vimercate che in autunno diventeranno quattro).
Negli ultimi tempi questo tema si è intrecciato con quello, appunto, della trascrizione: motivo per il quale ho invitato il chitarrista Giacopo Copiello – che ha ideato il Trascrizioni Festival a Vicenza – per parlare dell’ostinazione della trascrizione nel ciclo “I giorni dell’ostinazione” alla Biblioteca Ostinata di Milano.

Carretta ha ricordato che la pratica è antica quanto la musica: da sempre tutti i musicisti vi si cimentano, sull’esempio del sommo Johann Sebastian Bach che “toccava” la musica proprio di Vivaldi, riconoscendone l’altissimo valore. E così ha fatto l’OFI, giocando a suo modo con le Stagioni, tra sonorità jazz, citazioni (dalla risata del picchio Woody Woodpecker dei cartoni animati alla sigla dei Flinstones, passando per Odio l’inverno di Bruno Lauzi, uno dei pochissimi brani italiani a essere assurto al ruolo di standard jazz internazionale).
E poi Gershwin – George, ma ricordando anche suo fratello maggiore, il grande paroliere Ira -, Vernon Duke, Joseph Kosta, alcune composizioni dello stesso Carretta, come Caesar’s Blues che “racconta” del suo incontro con due amici di vita, rappresentati dal contrabbasso e dalla batteria. E ancora: una versione cubista – alla Picasso – di Jingle Bells, grazie alla quale Carretta ha fatto pace con il celeberrimo motivo che ai tempi della scuola, quando studiava flauto dolce, era arrivato a odiare.
Pur avendo tolto dal programma Stille Nacht di Franz Xaver Gruber – sostituito dal primo movimento dell’Inverno vivaldiano – l’ultima stagione ha richiamato irresistibilmente l’atmosfera natalizia, anche se a Bergamo splendeva un sole già estivo, tanto che io pensavo ad Adeste fideles cantata da Giuni Russo (quanto ci manchi, signorina Romeo!).
E siccome il caso non esiste, il viaggio di ritorno in autostrada ha avuto come colonna sonora il Concerto di Natale dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI diretto da Ennio Morricone nella Basilica di S. Francesco ad Assisi il 15 dicembre del 2012, trasmesso da Radio 3 Classica.
Il prossimo appuntamento con la rassegna Il Centro della Musica sarà per sabato 13 giugno con Progetto Verdiano – Verdi 1901 del Mascoulisse Quartet.
Saul Stucchi
Il Centro della Musica
Dal 23 maggio all’11 luglio 2026
Teatro Donizetti
Ridotto Gavazzeni
Piazza Cavour 15
Bergamo
Informazioni e programma: