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Voi siete qui: Biblioteca » “Il rivoluzionario e la maestra” di Gaja Cenciarelli

17 Maggio 2026

“Il rivoluzionario e la maestra” di Gaja Cenciarelli

Sono tre le vite che Gaja Cenciarelli nel suo romanzo, Il rivoluzionario e la maestra (pubblicato da Marsilio) intreccia. La prima è quella di una maestra che s’imbatte in un libro che le illustra la vita di coloro che, in Uruguay, erano contro il regime autoritario.

La vita della maestra è fatta di suoi lutti (le muoiono il padre e la madre, dopo che li ha assistiti). Le altre due sono quella di Adolfo Wasem e Sonia Mosquera. Rapiti nel 1972 i due, durante la dittatura militare, vengono sottoposti a dodici anni di torture. Così in modo intimo e personale le tre vite si legano le une alle altre due.

Ad accomunarli è l’indifferenza dei più: di coloro che non si sono chiesti o hanno protestato attenzione alle persone che scomparivano all’improvviso durante la dittatura; quella di coloro che evitano o scrollano le spalle quando si parla della precarietà di alcuni settori lavorativi − come la scuola, ad esempio – quando di questa si discute.

Vite diverse quelle che racconta Gaja Cenciarelli; eppure, a un certo punto, si capisce che i motivi per cui la maestra e i due dissidenti si avvicinano sono: la sofferenza − una sofferenza fisica nel caso dei due dissidenti uruguayani; quella interiore fatta di ansia per la maestra −; l’essere (e sentirsi) invisibili ai più; e la continua − inesorabile − impossibilità di trovare sollievo. Poi l’essere e il sentirsi perennemente in bilico: per i due dissidenti sono le vessazioni, il continuo essere sposati da un prigione all’altra, dal non sapere quanto accade fuori; per la maestra i continui traslochi alla ricerca di una casa adeguata alle sue finanze.

Anche se nel romanzo non è detto in modo chiaro si capisce che gli Stati, in modi diversi, si accaniscono contro i singoli perché non si è in linea con le idee di un regime o semplicemente perché si vuole fare il lavoro dei propri sogni. La vita passa e non rimane che un buco di vita non vissuta.

Nel caso della maestra questa è fatta di attesa e di indigenza che la lacera dentro (a un certo punto la donna rimane senza soldi per pagare l’affitto e comprarsi da mangiare, perché la scuola non la chiama), nel caso di Wasem e Sonia Mosquera perché non hanno la possibilità di vedere il loro figlio, Adolfo, crescere.

La solitudine e la perdita di identità sono altri temi che affronta il romanzo. Si diventa soli e senza identità se si è privi di mezzi («la povertà è una prigione, perché essere senza scelta è una prigione». Le «persone che mi circondano, hanno paura di ciò che racconto, perché apparentemente sono come loro» si legge a un certo punto. Così come poco dopo si dice che «una loro pari che sostiene di essere povera. Com’è possibile?»). O perché la tortura e le violenze delle guardie annullano Adolfo Wasem e Sonia Mosquera. Con amarezza constata Sonia che «stanno negando la nostra natura, non ci considerano esseri umani».

Altro motivo è quello dell’idea di casa come luogo dove ci sono i ricordi del passato, quelli del presente e si formeranno quelli del futuro. Luogo fatto anche di risate, di alterchi ma soprattutto di parole che fanno la vita privata ma soprattutto identità.

La maestra (che non ha un nome) Adolfo Wasem Alaniz e Sonia Mosquera la perdono quando gli viene sottratta l’identità. I primi perché rinchiusi nei calabozos diventano solo corpi a cui non è permesso neanche di fare le docce da soli. Alla maestra nei continui traslochi che è costretta a fare per trovare una casa per le sue modeste finanze.

Cenciarelli racconta storie di sopravvivenza in una prigione nella quale si consumano torture o una vita all’apparenza comune che nasconde l’indigenza.

In questo romanzo una pagina oscura di storia contemporanea si incontra e si scontra con la precarietà contemporanea così presente in Italia.

Questo libro è stato candidato, ma non selezionato, per la dozzina del Premio Strega 2026.

Claudio Cherin

Gaja Cenciarelli
Il rivoluzionario e la maestra
Marsilio
Collana Romanzi e Racconti
2026, 224 pagine
17 €

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