Oggi pomeriggio, sabato 16 maggio, alle ore 17.00 si terrà al Teatro Dal Verme di Milano il penultimo concerto della ottantunesima stagione di concerti sinfonici dell’Orchestra I Pomeriggi Musicali, dal titolo Sèntiti pàrte. L’anteprima è stata giovedì mattina – evento a cui ho assistito – con la première alla sera dello stesso giorno.
Seduto su uno dei divanetti in attesa di prendere posto in platea, ho sentito uno spettatore riassumere così, sbrigativamente, all’amico il programma che l’orchestra averebbe eseguito: «Mozart, moderno, Brahms». Dove “moderno” sta per Filippo Del Corno, compositore e docente di composizione, nonché già assessore alla Cultura al Comune di Milano tra il 2013 e il 2021. Definizione cronologicamente ineccepibile – visto che Del Corno è nato nel 1970, oltre due secoli dopo Mozart e quasi centocinquanta anni dopo Brahms – ma troppo arida.

I lavori precedenti e quello eseguito in questo concerto – composto su commissione dei Pomeriggi Musicali e dell’Orchestra Haydn di Bolzano e Trento – meritano al musicista la conoscenza del pubblico che frequenta le sale da concerto, a cominciare da quelle milanesi.
Púrpura per viola e orchestra è stato il pannello centrale di un trittico unito da un elemento. Così lo definisce il musicologo Raffaele Mellace all’inizio della presentazione nel programma di sala: «Accomuna gli autori, tra loro lontanissimi, dei lavori in programma un’intenzione: l’esplorazione dei timbri dell’orchestra, del colore sonoro».

Questo il programma del concerto:
- Wolfgang Amadeus Mozart, Sinfonia n. 44 in Re maggiore K81
- Filippo Del Corno, Púrpura per viola e orchestra
- Johannes Brahms, Serenata n. 2 in La maggiore op. 16
A dirigere l’Orchestra I Pomeriggi Musicali un pimpante Carlo Boccadoro che – tra le altre cose – ha fondato insieme a Del Corno e ad Angelo Miotto il progetto culturale Sentieri Selvaggi dedicato alla diffusione della musica contemporanea.
Alla viola solista Timothy Ridout, dedicatario e primo esecutore della composizione. Inglese di Londra, nato nel 1995 (anno in cui Del Corno si è diplomato in Composizione al Conservatorio di Milano), Ridout suona una viola di Peregrino di Zanetto della seconda metà del Cinquecento, offerta da un mecenate della Beare’s International Violin Society.

Spiega Mellace nelle note di sala: «Púrpura deve il titolo al termine spagnolo per il colore viola. Non si tratta tuttavia d’un semplice calembour sul nome dello strumento solista: il colore è al cuore stesso della composizione, che consiste in una sistematica, vertiginosa esplorazione dei timbri orchestrali. Di quello umbratile, caldo, straordinariamente ricco di risonanze della viola di Timothy Ridout […]; ma, in dialogo con la viola, anche del timbro di singoli strumenti o sezioni orchestrali».
Una composizione da ascoltare questo pomeriggio dal vivo al Dal Verme e riascoltare poi in altre future occasioni per apprezzarne appieno la struttura articolata e tutte le sfumature di colore.
Saul Stucchi
I Pomeriggi Musicali
Teatro Dal Verme
Via San Giovanni sul Muro 2
Milano
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