Referti di Fabrizio Bregoli (e più in generale la poesia di questo autore) possiede un valore preliminare, necessario, fondamentale per la scrittura in versi: l’originalità della voce, la sua individualità; valore ancor più decisivo in questo tempo in cui moltitudini di poeti presentano gli stessi tic verbali, l’utilizzo delle stesse immagini e delle stesse figure retoriche, spesso associate al corpo, suggerendo una disorientante impressione di uniformità e intercambiabilità.
Bregoli sfugge anche a un altro dei vizi diffusi oggigiorno, quello del verso a effetto, non di rado ammantato di oscurità: il suo scrivere è difatti preciso quanto lessicalmente ricco, lascia trapelare uno strenuo sforzo di comunicazione, la tensione verso il possibile grado raggiungibile di chiarezza.

Originale è anche il mondo attraversato dalla raccolta, quello della scienza e della tecnica, ambito di formazione ed esperienza del poeta, a conferma dell’autenticità delle liriche.
Se ciò vi fa ipotizzare una certa freddezza del dettato, un eccessivo razionalismo o addirittura un trionfalismo positivista, vi trovate fuori strada.
I testi di Referti (quasi tutti brevi quando non brevissimi, a suggerire un senso del limite – spesso non pacificato – e una perplessa riverenza di fronte al mistero delle cose e della materia) sono nutriti di una incandescente intensità esistenziale e metafisica, di dubbio e meditazione e vanno alla ricerca di indizi e segnali e molto bene a parer mio scrive Mario Fresa nella postfazione quando afferma che “Vi è una dolorosa precisione scientifica nella lingua di Bregoli”.
Testi che comunque non cedono al nichilismo, al negativo facile d’accatto e sono invece innervati da un’inesausta disposizione all’esplorazione, alla domanda, all’investigazione di senso, laddove la scienza e la poesia diventano “pilastri per il consolidamento/ di un reale tutto frane, imperfezioni”, nella consapevolezza che c’è un “Ossimoro alla base di ogni vita”.
Giovanni Granatelli
Fabrizio Bregoli
Referti
Società Editrice Fiorentina
Collana Pasifæ
2025, 128 pagine
16 €