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Voi siete qui: Biblioteca » Da Les Flâneurs Edizioni “La Canaria” di Mara Fortuna

25 Aprile 2026

Da Les Flâneurs Edizioni “La Canaria” di Mara Fortuna

La Canaria di Mara Fortuna (Les Flâneurs Edizioni, 2025) racconta la storia di due sorelle e di un mondo. La vicenda inizia nel 1900, poco dopo l’attentato a Umberto I e termina negli anni Sessanta del secolo scorso.

Un giorno Ida irritata o confusa, sentendosi minacciata da una famiglia che risale la strada, dopo essere stata sulla spiaggia di Mergellina, tira dal balcone degli oggetti. Il comportamento di Ida spinge sua sorella Gilda ad andare a casa della sorella e trascorrere con lei la notte, consapevole che quello è solo l’inizio di una malattia degenerativa che l’ha colpita.

Durante la notte, che Gilda passa insieme a Ida, si ripercorre la storia delle due donne e della loro famiglia. Ma sarebbe riduttivo pensare a La Canaria come a una saga familiare. Maria Fortuna racconta di due donne che hanno talento e vorrebbero seguire una strada impossibile: quella dell’autoaffermazione e di una vita nel mondo della musica per Ida, che oltre a cantante è anche compositrice; nel mondo del cinema per Gilda come attrice. Sogni pieni di ambizione, in una società che alle donne imponeva solo obbedienza.

La vita delle donne è quella di pensare a un buon matrimonio. Cercare un buon partito e stare in un angolo. Ma Ida e Gilda non riescono a vivere la vita che impongono loro la famiglia e la società. Sentono di avere dentro di sé qualcosa di più. Qualcosa che le può portare fuori dalla famiglia. Così di nascosto ognuna inizia a percorrere la propria strada. Ida nei teatri e nei cinema di Mergellina; Gilda nel mondo della cinematografia.

Le cose sembrano andare per il verso giusto: entrambe hanno un buon esordio. Ida è apprezzata come cantante sia dal pubblico sia da coloro che sanno scovare il talento negli altri. Gilda riesce anche a recitare in un film. Ma la famiglia non permette loro di proseguire.

Sebbene provengano da una famiglia che si interessa di musica − lo zio delle due sorelle aprirà a un certo punto una casa discografica – questo non rende affatto semplice realizzare i loro sogni. Per il buon nome della famiglia, infatti, loro non devono esporsi. I valori sociali hanno la meglio sul talento. Ida e Gilda non sono sole nella loro famiglia, hanno una sorella più grande in età da marito.

Per il mondo e per la loro famiglia avere due ragazze nel mondo artistico è una cosa che non è possibile accettare. Il mondo del teatro e quello del cinema sono considerati ambienti pieni di compromessi, in cui lavorano persone dal torbido passato e dalle intenzioni losche. Per questo e per le alterne fortune economiche alla quale la famiglia di Ida e Gilda è sottoposta, le due non possono realizzarsi. L’unico in famiglia che può fare della sua vita ciò che vuole è il fratello. Che, a un certo punto, dopo aver appreso i rudimenti in bottega decide di andare in Francia per diventare uno scultore.

Maria Fortuna racconta il legame tra le due sorelle fatto anche di rivalità e solidarietà, di dipendenza, desiderio e rinuncia. Poi c’è una Napoli viva, sensuale e contraddittoria, fatta di festa a Piedigrotta, di magazzini Mele, passando per il fermento artistico e politico del primo Novecento. Una città dinamica che accoglie Elvira Notari, la pioniera del cinema muto, Eduardo Dalbono, il pittore napoletano. Ma anche una città che cambia volto, attraversa la guerra ed entra nel fascismo.

L’autrice sceglie di raccontare due piani temporali diversi: il primo del Novecento e il 1965, seguendo salti temporali e scarti emotivi. Tra i ricordi prende forma anche la figura di una “piccerella”. È un fantasma o una proiezione del talento perduto, dell’innocenza negata, che Ida vede fin da bambina e che la porterà a essere confinata per un periodo in un ospedale psichiatrico.

La Canaria è anche il nome dell’uccellino che, una volta sposata, Ida compra e accudisce con cura. Simbolo della condizione di tutte le donne artiste che non hanno avuto la possibilità economica (e non solo) di alimentare il proprio talento perché relegate in un mondo chiuso e fatto anche di una violenza invisibile propria del mondo borghese.

Il libro di Mara Fortuna si rivela ben scritto, curato nei dettagli ed elegante. Fortuna scrive con misura, evitando melodrammi. Il suo sguardo sulle protagoniste è lucido, ma anche partecipe.

Claudio Cherin

Mara Fortuna
La Canaria
Les Flâneurs Edizioni
Collana Montparnasse
2025, 292 pagine
19 €

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