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Voi siete qui: Arte » “Omnirica. Spazi desideranti” alla Casa degli Artisti

30 Marzo 2026

“Omnirica. Spazi desideranti” alla Casa degli Artisti

Ancora ammaliato dalla lingua di Shakespeare sentita risuonare nel ventre di Milano – mi riferisco alla rappresentazione del Julius Caesar messa in scena da Dual Band nel mezzazino del passante a Porta Vittoria – mi torna in mente una delle citazioni più celebri del suo Hamlet: «I could be bounded in a nutshell, and count myself a king of infinite space». Concordo.

Eppure, ogni volta che metto piede nella Casa degli Artisti a Milano, mi punge l’invidia per i fortunati artisti che godono della residenza in quel luogo magico, nel cuore della metropoli. A un passo da tutto, ma protetti da guscio molto più grande e scenografico della noce immaginata dal principe di Danimarca.

Fino a giovedì 2 aprile sarà possibile approfittare dell’apertura al pubblico della prima Open House di Omnirica. Spazi desideranti, ovvero il nuovo programma di residenza artistica del 2026.

Questi sono gli artisti che vi partecipano, con il titolo della rispettiva opera:

  • Cegobi (Matteo Bicego)
  • Roxy Ceron / Liminal Zone
  • El Gato Chimney / SUMI-e
  • Sofia Guzzo / Invisible Cities
  • Julija Kasteluči / Singing Bicicleta
  • Sara Passerini / Unbounded (We’re not really at home here, in our interpreted world)
  • Clara Storti / PANIPURI

Sono stati selezionati dopo una call interdisciplinare a livello internazionale e durante questi giorni i visitatori hanno la possibilità di farsi raccontare direttamente da loro genesi, sviluppo, tecnica e significato dei lavori che presentano qui, oltre a scambiare quattro chiacchiere sul loro percorso artistico.

In qualche modo, ma senza che sia stato prestabilito a tavolino, diverse opere sono collegate tra loro dal tema della natura che dalle splendide vetrate della Casa lancia i suoi richiami anche nel centro di Milano. Prendiamo per esempio gli animali che riempiono le grandi pitture di El Gato Chimney, figure che rendono omaggio al Giappone tanto nelle tecniche di realizzazione quanto per il riferimento al ricchissimo patrimonio fiabesco a cui si ispirano. Per dirne una: nel folklore giapponese il gatto e la volpe sono animali trasformisti per antonomasia (ma anche qui in Occidente ne sappiamo qualcosa…).

Unbounded di Sara Passerini – che si apprezza maggiormente quando scende la sera perché utilizza anche video amatoriali – indaga su un fenomeno che abbiamo sotto gli occhi tutti ormai da anni e che nel periodo dei vari lockdown per la pandemia si era mostrato in tutta la sua forza: la persistenza – sarebbe il caso di dirla resilienza – del selvatico nel nostro spazio urbano. Ecco quindi una volpe tutt’altro che impaurita aggirarsi per le strade di Chinatown a Milano.

Allo spirito animale sono collegati i riti di passaggio invernali, al centro del lavoro che propone Matteo Bicego, in arte Cegobi. Insieme al fotografo Giovanni Caruso – di cui sono esposti diversi scatti in bianco e nero – ha partecipato ad alcuni di essi in varie parti d’Italia.

A un viaggio molto più lungo e articolato si ispira invece l’opera Singing Bicicleta o Sonic Diary di Julija Kasteluči. Quando la giovane artista della Macedonia del Nord ha scoperto che l’atelier a lei assegnato è intitolato a Hidetoshi Nagasawa che nel 1979 aveva fondato l’attuale Casa degli Artisti ed è venuta a sapere del suo viaggio in bicicletta dal Giappone fino all’Italia (dove la bici gli venne rubata alle porte di Milano…), ha deciso di lavorare a una sorta di colonna sonora, a un viaggio parallelo nella memoria di canzoni, musiche e suoni dei Paesi che l’artista giapponese aveva attraversato. Il visitatore è invitato a immergersi in questo percorso sonoro.

Anche chi accede allo spazio dedicato a Clara Storti è chiamato a interagire con l’opera: manipolando i coriandoli di carta o tirando i fili per muovere alcuni dei frammenti che compongono PANIPURI, un progetto multidisciplinare pensato per lo spazio urbano che mescola e unisce circo, arti visive e pratiche partecipative.

Tutti i lavori degli artisti in residenza meritano una visita attenta e partecipante, soprattutto perché invitano a riflettere sulla realtà – e sugli spazi – che ritroviamo poi una volta usciti dalla Casa degli Artisti. A proposito di spazi desideranti: il bistrò Degustazione è il posto ideale per godersi una pausa al termine del percorso oppure tra una tappa e l’altra.

Concludo segnalando che giovedì 2 aprile alle 19.00 e alle 20.30 ci sarà un evento dal titolo Open Studio Musicale con Francesco Ciampa e Brail.

Il calendario della Casa degli Artisti prevede poi per il 17 aprile l’inaugurazione di Erbario e Gli invasati, il doppio progetto di Ugo La Pietra che, il caso vuole, è l’artista ospite dell’attuale MicroMostra di ALIBI. Tout se tient.

Saul Stucchi
Foto di Angelo Iaia

Casa degli Artisti

Corso Garibaldi 89/A
Milano

Informazioni:

www.casadegliartisti.org

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