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Voi siete qui: Teatro & Cinema » “Unamumo, nessuno e centomila” al Teatro Franco Parenti

27 Marzo 2026

“Unamumo, nessuno e centomila” al Teatro Franco Parenti

Fino a domenica 29 marzo il Teatro Franco Parenti di Milano propone per la sua Sala Blu lo spettacolo Unamuno, nessuno e centomila, scritto da Chiara e Fabio Bussotti, per la regia di Alberto Oliva. In scena lo stesso Bussotti nei panni dello scrittore spagnolo Miguel de Unamuno e Francesco Salvi in quelli di Luigi Pirandello. Be’, la faccenda è più complessa – e complicata – di così…

Un grande specchio occupa il centro della scenografia perché riveste una funzione fondamentale: sdoppia, nasconde e rivela, “rispecchia” appunto i due scrittori, così lontani e insieme così vicini da arrivare a confondersi (e confonderci). Ma il gioco dello specchio prosegue e si amplifica in ulteriori declinazioni perché al rapporto tra i due autori si accosta e incrocia quello tra loro e i loro personaggi. Una situazione borgesiana. O pirandelliana. O unamuniana. Anzi, tutto insieme.

Prima della recita di ieri sera Oliva ha presentato brevemente lo spettacolo, soffermandosi soprattutto sulla figura – in Italia non così nota come in patria – di Unamuno e sulle affinità con le tematiche care a Pirandello. I due quadri che compongono il dittico sono ispirati al romanzo Nebbia (Niebla) dello spagnolo e alla novella La tragedia di un personaggio del siciliano.

Ha poi ricordato che lo spettacolo è nato due anni fa per volere di Federico Grassi, attore e regista scomparso giusto sei mesi fa a 67 anni, chiedendo al pubblico di rendergli omaggio con un applauso. In scena il suo posto è stato preso da Salvi che interpreta il personaggio a modo suo. Questa osservazione, di per sé evidente e lapalissiana, nasconde in realtà un altro grado di moltiplicazione dei livelli di lettura dello spettacolo.

Se gli autori si confondono, sovrappongono e scambiano tra loro e lo stesso fanno i personaggi tra loro e con gli autori, lo stesso vale per gli interpreti… e nel gioco, naturalmente, dobbiamo aggiungere gli autori di questo testo – senza dubbio un atto d’amore per Piranello (e per Unamuno, va da sé) – e lo stesso regista. Ma anche noi spettatori siamo della partita! Dunque ci troviamo in un affollatissimo appartamento in cui tutti sono tutti e insieme nessuno.

Bussotti e Salvi interagiscono tra loro con tempi attoriali calibratissimi, in scambi di battute ben congegnate. Personaggi e autori – essi stessi personaggi – dialogano e litigano, cercano punti di contatto e prendono le distanze, fino ad arrivare a minacciare suicidi e omicidi, fermo restando il vantaggio dei primi sui secondi, la più crudele delle vendette: l’immortalità, come ben sapeva Flaubert. Riflettono su se stessi e sul ruolo che interpretano («Tutti i dialoghi non sono che miei monologhi»), ma in fondo sono – cioè siamo – tutti incapaci di affrontare la vita con equilibrio.

Chiudo aprendo una parentesi personale. Mercoledì sera ho partecipato a una “cena con l’autore” con lo scrittore Matteo B. Bianchi che a un certo punto ha chiesto ai presenti di scrivere cosa ci tornasse in mente pensando alla frase “Mi ricordo”, sulla scia di Joe Brainard (seguito da Georges Perec, il cui libro è stato però tradotto per primo qui da noi in Italia).

A proposito dei due interpreti di Unamuno, nessuno e centomila potrei scrivere: di Fabio Bussotti mi ricordo di aver letto Il cameriere di Borges, di averlo recensito qui su ALIBI e poi di averlo intervistato.

Di Francesco Salvi… mi ricordo che condividevo con il professore d’italiano del ginnasio l’apprezzamento per la sua ironia surreale. Avevo un pulcino di plastica identico al Matteo a cui il comico faceva fare un saltino. E poi un giorno, a lezione, il prof. mi chiamò alla cattedra. Preoccupato mi avvicinai all’insegnante che mi sussurrò una battuta di Salvi. La ricordo come fosse oggi: «Papà, i drogati sono fatti come noi? Di più, di più…».

Del regista Oliva mi ricordo che in una delle nostre prime chiacchierate – anni fa – mi raccontò di quando da ragazzino disponeva dei dinosauri come fossero personaggi di scenette per poi riprenderli con una videocamera.

Ne è passato di tempo da allora e ieri sera ho potuto constatare il grado di abilità che ha raggiunto Alberto nel muovere gli interpreti come pedine sulla scacchiera del palcoscenico. Colpito com’ero dalla stilettata di uno dei due autori (Pirandello o Unamuno? O era di uno dei loro personaggi?): «Maledetti critici, non capiscono niente!».

Saul Stucchi
Foto di Valerio Iglio

Unamuno, nessuno e centomila

di Chiara e Fabio Bussotti
regia Alberto Oliva
con Fabio Bussotti e Francesco Salvi
scenografia Giulio Pace
assistente alla regia Gea Rambelli
promozione Alice Guaglianone
produzione Società per Attori

Informazioni sullo spettacolo

Dove

Teatro Franco Parenti
Via Pier Lombardo 14, Milano

Quando

Dal 24 al 29 marzo 2026

Orari e prezzi

Orari:
martedì 24 marzo: 20:30
mercoledì 25 marzo: 19:15
giovedì 26 marzo: 20:15
venerdì 27 marzo: 19:15
sabato 28 marzo 19:15
domenica 29 marzo 15:45
Durata: 1 ora e 10 minuti senza intervallo

Biglietti: Settore A intero 25 €
Settore B intero 20 €; under30/over65 16 €; convenzioni 18 €
Galleria intero 15 €; under30/over65 12 €; convenzioni 12 €
Tutti i prezzi non includono i diritti di prevendita

Maggiori informazioni

Sito web ufficiale:

https://teatrofrancoparenti.it

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