Infinite sono le strade della cultura e dunque anche della musica. Se l’altro giorno non avessi scritto all’editore Michelangeli per segnalare che il CD Omaggio a Maurizio Pollini in allegato alla rivista Amadeus di marzo “s’impunta” sul quarto brano del programma interamente dedicato a Chopin, ovvero la Polacca in Fa diesis minore op. 44, non avrei ricevuto l’invito per partecipare questa sera alla presentazione del CD del pianista Raffaele D’Angelo al Flagship Store Steinway & Sons di Milano (né avrei avuto l’assicurazione di ricevere a domicilio una nuova copia dell’album di Pollini).
L’editore non avrebbe saputo di me – visto che compro Amadeus dal mio edicolante di fiducia e non in abbonamento – né io di questa presentazione che si è rivelata molto più interessante e “divertente” (in quel senso in cui l’ha inteso e usato lo stesso direttore ed editore, Filippo Michelangeli, stasera) di quanto sperassi.
Ne sono uscito non soltanto con una copia omaggio della rivista Suonare news di febbraio con allegato il CD in questione, ma soprattutto arricchito di un’esperienza molto intensa che ha unito musica, cultura e storia. Merito del talento di entrambi.

Da parte sua Michelangeli – che, confesso, non avevo mai sentito parlare in pubblico – ha presentato il giovane pianista (classe 1999) con una ricca messe di aneddoti e informazioni su quello sfortunato talento troppo presto rapito alla vita dal tifo, ovvero Franz Schubert. Se a diciannove anni Beethoven vide l’Europa scardinata dalla Rivoluzione francese, una generazione dopo, Schubert si trovò a fare i conti con la Restaurazione (e l’occhiuto controllo della corrispondenza privata era il minore dei mali arrecati da quella retromarcia violenta quanto miope).
Alternando domande e risposte all’esecuzione di alcuni brani tra quelli incisi nella registrazione (cominciando dal primo movimento della Sonata n. 13 in La maggiore D664, dove la D indica l’iniziale del cognome del musicologo Otto Erich Deutsch che ne ha curato la catalogazione), l’ora della presentazione ha permesso a noi del pubblico di conoscere le segrete origini del pianista lucano – portiere o panchinaro mancato a Latronico, avviato alla scoperta del piano da mamma Filomena –, le tappe della sua carriera tra cui l’insegnamento al Conservatorio di Sassari, i concerti in sale prestigiose, da Berlino a Madrid passando per il Mozarteum di Salisburgo, la scelta di non competere in concorsi nazionali e internazionali, e soprattutto l’impegno a diffondere la musica nella sua regione di provenienza, attraverso una fitta rete di festival e iniziative a coprire entrambi i capoluoghi di provincia e poi giù per li rami delle località più piccole.

Michelangeli ha giustamente sottolineato questo aspetto che rende ulteriormente interessante il talentuoso pianista lucano, già a vent’anni alle prese con l’organizzazione di eventi musicali: un’età in cui molti coetanei hanno già “appeso le scarpe a qualche tipo di muro”, per dirla col poeta.
Intanto scendeva la sera su Largo Donegani e dalle vetrine dello splendido Flagship Store potevo intravedere il viavai delle persone che osservavano incuriosite quanto avveniva all’interno. E pensavo a quanto detto ieri da alcuni relatori nella prima delle Conversazioni alle Gallerie d’Italia, dedicata al Mestiere invisibile di esporre arte: ovvero al dialogo tra sede museale o espositiva e città là fuori, indispensabile perché un allestimento non soffochi tra quattro mura ma respiri con e nella comunità.
Per un’ora ho avuto il piacere di sentirmi come lo spettatore di un’accademia musicale del Settecento. E non posso che rispondere positivamente alla domanda di un altro poeta nostrano: Ti piace Schubert?
PS: il CD di Raffaele D’Angelo allegato a Suonare news gira senza alcun intoppo e ha fatto da colonna sonora a queste righe. Dunque un doppio grazie all’editore Michelangeli. Il numero di marzo ha invece un CD dedicato all’arpista spagnolo Nicanor Zabaleta.
Domani, giovedì 12 marzo alle ore 18.00, da Steinway & Sons ripartirà la rassegna “ConSteinway” con il piano recital di Antonio Alessandri: informazioni sul sito dello store milanese.
Saul Stucchi