Stella randagia di Piera Ventre (per NN Editore, 2026) è un romanzo che parla di una giovane donna, Esterina, che parte da un piccolo paese del Friuli-Venezia Giulia e arriva a Napoli per fare la bambinaia in una famiglia importante.
Esterina ha trent’anni, è vedova. È figlia di una cultura contadina, ma ha fatto la maestra nella canonica del suo paese. Il parroco, oltre ad averla aiutata a formarsi, ha anche provveduto a trovarle lavoro presso una famiglia agiata, i Ribas, che vivono nel Palazzo Spinelli, in via dei Tribunali. A Esterina, che prima d’allora non aveva mai visto il mare, viene affidato il compito di badare a Malvina, la figlia disabile che la famiglia tiene nascosta a tutti, in una stanza.

Attraverso gli occhi e i pensieri − il romanzo è in prima persona – di Esterina vengono fuori i vizi e le virtù della famiglia ricca. Che come ogni altra è piena di segreti di rancori e di odi.
Su tutti governa Brigida Catapano, con lei vivono i figli Giacomo e Orsola. Il primo sposato con la graziosa Porzia, da cui ha avuto due gemelline, Malvinia e Lavinia; la prima è sopravvissuta al parto la seconda è morta poco dopo. Giacomo ha sfruttato le conoscenze della madre per entrare a «Il Mattino», fondato da Matilde Serrao, ma non è contento. Le sue aspirazioni sono altre: vuole essere un poeta, come Salvatore Di Giacomo. Orsola, invece, non ha sposato nessuno e, una volta che la madre si è gravemente ammalata, prende le redini della gestione della casa.
Orsola si è innamorata di Porzia e di altre donne, cosa che per il tempo non era possibile neanche immaginare.
Dopo la morte di Brigida le cose in casa Ribas cambiano: Giacomo pubblica a sue spese una raccolta di poesie; iniziano le cene in casa per pubblicizzare il libro; in una di queste è presente Matilde Serrao; poi si assiste a una seduta spiritica; la città è sconvolta dal passaggio della cometa di Halley, che sembrerebbe portare sciagure o fortuna.
Oltre a osservare la famiglia, Esterina è l’unica a prendersi cura di Malvina. Non ha paura di vedere il suo corpo, le parla e le dà quell’affetto che Porzia non riesce o non vuole dare alla piccola. Perché vede nei problemi della figlia un castigo mandatole da Dio per essersi lasciata amare da Orsola.
Poi, c’è Napoli, con i suoi sapori e i suoi colori, il brusio, le voci, i suoni di una città fatta di miseria, ma anche di leggende, di devozione popolare (un luogo centrale, nel romanzo, è la Chiesa delle Anime del Purgatorio). E di fantasmi, che, come raccontano anche altri scrittori (Anna Maria Ortese, ad esempio), vivono accanto agli umani e alle volte ‘intralciano’ le loro vite.
Napoli, come altre città italiane, fatta «di strati e di ripiegamenti, di ampiezze che d’un tratto si riducono a strettoie, di salite e di ripide discese, di scale e scalette», come si legge a un certo punto.
Non meno importante è la scoperta del passato di Esterina. Che rimane il personaggio più umano ed empatico della storia. In lei ci sono le speranze perdute, il desiderio di una vita semplice ma che non disdegna i libri, il desiderio di una famiglia e di un marito che le stia accanto. Ma nei primi anni del Novecento, l’Italia è un Paese agricolo e povero, dove molti sono costretti a emigrare.
La scrittura di Piera Ventre è particolare, elegante, incalzante. La trama, ben studiata, è difficile da dimenticare. Con questo romanzo la scrittrice si conferma una delle voci più interessanti del panorama letterario contemporaneo.
Stella randagia è stato proposto alla LXXX edizione del Premio Strega da Romana Petri.
Claudio Cherin
Piera Ventre
Stella randagia
NN Editore
Stagione 2025
2025, 336 pagine
18 €