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Voi siete qui: Teatro & Cinema » Al Litta “Il giorno della civetta” di Leonardo Sciascia

3 Febbraio 2026

Al Litta “Il giorno della civetta” di Leonardo Sciascia

Fino a domenica 8 febbraio le Manifatture Teatrali Milanesi propongono al Teatro Litta lo spettacolo Il giorno della civetta nell’adattamento che Filippo Renda ha tratto dal romanzo breve – o racconto lungo che dir si voglia – di Leonardo Sciascia (pubblicato nel 1961, ma terminato l’anno precedente). Ne firma la regia Antonio Syxty, mentre gli interpreti in scena sono Gaetano Callegaro nel ruolo che riassume i “continentali”, rappresentati soprattutto dal capitano Bellodi, contrapposti ai personaggi siciliani a cui dà corpo e parola (e cadenza) Giuseppe Lanino.

Immagino che tutti questi nomi che ha appena citato, coinvolti nel progetto – e gli altri che non ho menzionato, ma li trovate in calce alla recensione – sentano, ciascuno in un proprio personalissimo grado, una profonda nostalgia dello scrittore siciliano. Nostalgia che non si attenua ma anzi si accentua con il passare degli anni: ormai trentasei dalla sua scomparsa (cinque anni fa si è celebrato il centenario della nascita).

Basta peraltro un titolo in cronaca per riaccendere, almeno in chi scrive, una connessione sinaptica con il maestro di Racalmuto. Il giorno in cui io ho visto lo spettacolo, per esempio, testate e siti riportavano la notizia dell’uccisione di tre cacciatori nelle campagne messinesi. Come non pensare a Sciascia? «E Sciascia che ne dice?» è il titolo che Francesco Izzo dell’Associazione Amici di Sciascia ha dato a un libro dedicato allo scambio epistolare tra lo scrittore e l’artista Mino Maccari, pubblicato da Olschki (breve parentesi sugli anniversari: la casa editrice fiorentina compie 140 anni, mentre 50 sono quelli festeggiati dal Teatro Litta e altrettanti sono quelli passati sulle assi di un palcoscenico da Gaetano Callegaro).

E ne Il giorno della civetta a un certo punto viene menzionato il circolo dei cacciatori… è una di quelle tessere che compongono il mosaico della società siciliana, quel mosaico fatto (anche) di un aggrovigliatissimo intrico di fili che Sciascia ha cercato per tutta la vita di dipanare. Così un caso di cronaca nera – la solita ammazzatina – diventa lo spunto, se non il pretesto, per raccontare la Sicilia.

Lo svela apertamente la citazione di Renato Guttuso proiettata a un certo punto: «anche se dipingo una mela, c’è la Sicilia», con il sottinteso della presenza incorporata del verme che scava sotterraneo e rovina il frutto, pur di bell’aspetto. È un gioco delle parti questo Giorno della civetta perché è un gioco delle parti la realtà siciliana, tanto che Salvatore Colasberna, l’imprenditore edile freddato nella piazza del paese, è indicato nel libretto di sala con la qualifica di “vittima”. È il suo ruolo, a lui tocca quella parte nel teatrino degli appalti truccati, degli scambi di favori, degli avvisi e delle minacce via via più intimidatorie.

Un teatrino fatto di regole ferree, dove nessuno parla, ma tutti scrivono, anche se poi dimenticano di firmare. Cosa invece che fa Sciascia, di mestiere ma ancor più come professione “politica” (nel senso più nobile del termine, ma il chiarimento serve soltanto per chi non abbia ancora mai letto un suo libro). «La nera semenza della scrittura» viene gettata con amorevole cura sulla pagina dall’autore, consapevole di lavorare «nero su nero» (per citare il titolo di un’altra sua opera, del 1979. L’Italia è un Paese senza memoria, con una classe dirigente senza etica né morale.

Si è fatto una Weltanschauung tutta sua don Mariano Arena e la spiega al capitano Bellodi durante l’interrogatorio che li vede contrapposti:

«Io ho una certa pratica del mondo; e quella che diciamo l’umanità, e ci riempiamo la bocca a dire umanità, bella parola piena di vento, la divido in cinque categorie: gli uomini, i mezz’uomini, gli ominicchi, i (con rispetto parlando) pigliainculo e i quaquaraquà… Pochissimi gli uomini; i mezz’uomini pochi, ché mi contenterei l’umanità si fermasse ai mezz’uomini… E invece no, scende ancor più giù, agli ominicchi: che sono come i bambini che si credono grandi, scimmie che fanno le stesse mosse dei grandi…E ancora più giù: i pigliainculo, che vanno diventando un esercito… E infine i quaquaraquà: che dovrebbero vivere come le anatre nelle pozzanghere, ché la loro vita non ha più senso e più espressione di quella delle anatre… Lei, anche se mi inchioderà su queste carte come un Cristo, lei è un uomo…».

Questo “catalogo” è diventato celeberrimo, facendo dimenticare – ahinoi – che Sciascia l’aveva messo in bocca a quel personaggio per prenderne le distanze, non per condividerlo!

Dobbiamo ringraziare Syxty, Callegaro, Lanino (che fa anche la parte della vedova Colasberna: «era bellina, la vedova: castana di capelli e nerissimi gli occhi, il volto delicato e sereno ma nelle labbra il vagare di un sorriso malizioso». Ma naturalmente noi gli preferiamo la Claudia Cardinale del film di Damiano Damiani…) e tutti gli altri per averci risvegliato la nostalgia di Sciascia.

Saul Stucchi

Il giorno della civetta

di Leonardo Sciascia
adattamento Filippo Renda
con Gaetano Callegaro e Giuseppe Lanino
regia Antonio Syxty
scene Andrea Taddei
costumi Giulia Giovanelli
collaborazione artistica al progetto audio Marco Balbi
con le voci di Marco Balbi, Paolo Bessegato, Natale Ciravolo, Raffaele Fallica
voce di Leonardo Sciascia campionata e rielaborata con autorizzazione degli eredi
disegno luci Fulvio Melli
assistente alla regia Tommaso de Rienzo
assistente costumista Beatrice Viacava
sound design delle voci registrate Paolo Re
staff tecnico Stefano Lattanzio, Davide Villa, Ahmad Shalabi
delegata di produzione Susanna Russo
produzione Manifatture Teatrali Milanesi

Informazioni sullo spettacolo

Dove

MTM Teatro Litta
Corso Magenta 24, Milano

Quando

Dal 27 gennaio all’8 febbraio 2026

Orari e prezzi

Orari: da martedì a sabato 20.30
domenica 16.30
lunedì riposo
Durata: 90 minuti senza intervallo

Biglietti: intero 30 €; convenzioni 24 €; under 30, over 65 e università 17 €

Maggiori informazioni

Sito web ufficiale:

www.mtmteatro.it

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