
Macbeth o il dramma del pensiero che, inchiodato alla sua crudeltà, soccombe di fronte a inganni e a enigmi indecifrabili. Sfrondata degli eventi, relegati oltre una metaforica parete, della tragedia rimangono, come un’ossatura, i trasalimenti, le paure, le percezioni alterate, gli strepiti e i furori. Al male fatalmente conduce la deviazione dalla realtà.
E’ uno stato mentale quello che si vuole esplorare, mettendo sotto una lente i pensieri dell’atroce coppia, focalizzando l’attenzione su di essa anziché sull’andamento della storia in tutti i suoi passaggi. Uno stato mentale alterato dagli eventi. Prima di tutto dal progetto iniziale di uccidere il re. Spinti dall’ambizione Macbeth e la Lady superano le paure e i dubbi ma i loro pensieri si corrompono fino alla dissoluzione finale. La macchina inizialmente è mossa dalla feroce Lady che tiene le fila della storia e manovra il suo sposo. Ma gli avvenimenti tradiranno i propositi e si rivelerà una Lady fragile e un Macbeth travolto dal gioco sanguinario.
Negli intrecci di pensieri, intenti e conflitti dei protagonisti prendono forma le streghe, emanazioni delle loro stesse menti nutrite di visioni inconsistenti. Le fatidiche sorelle appaiono e scompaiono come fantasmi /spettri che predicono e maledicono, affascinando il protagonista che ha sete e smania di sapere e di conquistare. Nell’atmosfera notturna e sinistra di cui è impregnata la tragedia non si vedrà mai un raggio di sole. Il viaggio finisce la sua corsa non nella sua plausibile conclusione tragica. Il tragico stop è dato dall’Autore che sceglie di far dichiarare a Macbeth la sua funzione di attore. In quel momento la narrazione è abbandonata e quel che rimane è un attore in scena, solo a dichiarare la sua misera esistenza come uomo e come personaggio.
La vita non è che un’ombra in cammino; un povero attore che si agita e si pavoneggia per un’ora sul palcoscenico e del quale poi non si sa più nulla. È un racconto narrato da un idiota pieno di strepito e di furore e senza alcun significato. (Macbeth, Atto V, Scena V)
MACBETH
di William Shakespeare
regia Raffaella Boscolo
con Raffaella Boscolo e Stefano Braschi
e con Chiara Anicìto, Arianna Aragno e Odìssea
allestimento scene Sergio Cangini,
scenografi Alessia Spinelli e Giovanni Silva
coreografia Camilla Frontini
tecnico luci Rossano Siragusano
consulenza musicale Ulisse
assistente Silvia Marcacci
produzione Elsinor
Teatro Sala Fontana
Dal 10 al 27 gennaio
Via Boltraffio 21
Milano
M3 Zara
Orari spettacoli: dal martedì al sabato 20.30; domenica 16.00
Biglietti: 16 / 12 / 8 €
Biglietteria: apertura durante la programmazione degli spettacoli dalle ore 18.00; domenica dalle 14.00
Prenotazioni:
Tel. 02.69015733 / 606021
fontana.teatro@elsinor.net
www.teatrosalafontana.it