Nono appuntamento con l’ispettore Morse di Colin Dexter, nella serie di romanzi pubblicati da Sellerio. È il turno di Il gioiello che era nostro, uscito nell’originale nel 1991 e nella collana La memoria nel 2016, sempre nella traduzione di Luisa Nera.
Il detective fa la sua prima comparsa a pagina 32 senza essere esplicitamente menzionato: basta il riferimento all’amato Wagner, con il suo Crepuscolo degli dei diretto da Furtwängler, riprodotto da una puntina nuova di zecca (ma il disco ha i solchi consunti a testimonianza dell’ascolto assiduo).
Il racconto del caso che dovranno districare e risolvere Morse e il fido sergente Lewis è ricco di rimandi al Macbeth di Shakespeare, ma ci sono anche richiami alla guida di Oxford scritta da Jan Morris, nata James nel 1926 (il 2 ottobre dell’anno prossimo cadrà il centenario).

Come di consuetudine, ecco dieci curiosità su Il gioiello che era nostro.
- Dedicato alla moglie Dorothy, il romanzo porta in esergo alcuni versi di una poesia di L. Cooper, autore di cui non viene riferita alcuna notizia se non le date di nascita e di morte, ovvero 1904 e 1981 (ovvero dieci anni prima della pubblicazione del libro). Devo a un articolo di Mike Ripley, pubblicato sulla rivista online Shots, la soluzione del piccolo enigma riguardante l’identità dell’autore: si tratta della suocera di Dexter, Lilian Cooper.
- A pagina 68, durante una visita al cimitero di Holywell a Oxford, viene menzionata la tomba dello scrittore Kenneth Grahame (1859 – 1932). Alcune fotografie della sua lapide sono pubblicate sul sito Find a grave.
- Venti pagine più avanti, Morse si trova a osservare alcune illustrazioni realizzate da Osbert Lancaster per il romanzo Zuleika Dobson di Max Beerbohm e pensa che forse dovrebbe decidersi a leggere il libro. Nella stessa collana La memoria Sellerio ha pubblicato nel 1982 Storie fantastiche per uomini stanchi, chiuso da una nota di Mario Praz (autore della traduzione di uno dei quattro racconti, mentre gli altri tre sono stati tradotti da Roberto Birindelli). Tra le illustrazioni di Lancaster ne ho trovata in Rete una che raffigura un professore che pare spaventato dalla vista delle statue della recinzione del Teatro Sheldonian, ovvero sub imperatoribus, dove qualche pagina prima sono stati visti due personaggi del romanzo.
- La seconda parte del romanzo inizia con un brano che qui riporto: «A metà dell’Adagio del Quartetto americano di Dvorák – mentre Morse dibatteva tra sé e sé se quell’opera meravigliosa non meritasse di scalzare l'”In paradisum” del Requiem di Fauré dal numero otto della classifica dei brani che si sarebbe portato su un’isola deserta – il telefono squillò».
Colin Dexter ha partecipato nel gennaio del 1998 alla celebre trasmissione Desert Island Discs della stazione BBC Radio 4, in cui l’ospite di turno è invitato a scegliere otto brani musicali, un libro e un oggetto di lusso che si porterebbe su un’isola deserta. Come libro scelse la raccolta delle opere dell’amato Housman, mentre la lista dei brani si apre proprio con l’In Paradisum di Fauré, mentre Dvorák non trova posto nella playlist. - A pagina 158 viene menzionato Amor-di-donne (Love-o’-Women) di Kipling, «uno dei racconti più belli del ventesimo secolo!». Nel capitolo 18 del romanzo Al momento della scomparsa la ragazza indossava (alla pagina 187) è indicato come il racconto preferito dell’ispettore che lo trova in una piccola pila di libri sul comodino di una donna, naturalmente insieme a un libro di Housman e a una biografia di Wagner…
- A pagina 170 Morse deve fare delle comunicazioni al gruppo di turisti sospettati del crimine (dei crimini) e leggiamo che l’ispettore aveva la «convinzione che la Fama non avesse mai perso quella capacità di spostarsi a gran velocità che aveva ai tempi di Virgilio». Il riferimento è al IV libro dell’Eneide, in particolare ai versi 174 (Fama, malum quo non aliut velocius ullum) e seguenti.
- A pagina 210 il lettore è testimone di un divertente siparietto tra Morse e Lewis, con quest’ultimo che fa una citazione imprecisa, di cui sbaglia peraltro la paternità. Morse ovviamente lo corregge, riconoscendo a William Congreve (1670-1729) quel che il sergente aveva dato a Shakespeare: «Se vuole usare le citazioni, deve essere preciso, Lewis! “Il cielo non ha collere pari all’amore trasformato in odio, né l’inferno ha furia pari a una donna disprezzata”». Nell’originale: “Heaven has no rage like love to hatred turned, Nor hell a fury like a woman scorned”, citazione da The Mourning Bride, la tragedia La sposa in lutto composta nel 1697.
- Poco più avanti – siamo a pagina 218 – ci imbattiamo in una citazione da L’ebreo di Malta di Marlowe, già usata in altro romanzo. Più precisamente è la citazione in esergo e quella che dà il titolo a La fanciulla è morta (recensito giusto il mese scorso). Frate Bernardino dice a Barabba: «Thou hast committed—», al che l’ebreo di Malta risponde «Fornication: but that was in another country; / And besides, the wench is dead».
- A pagina 247 il patologo Max fa una delle sue battute a Morse: «Immagino che tu sia convinto che i Brakspear di Henley abbiano contribuito al bene dell’umanità in misura maggiore dei loro parenti di St Albans?». Il primo riferimento è a un celebre birrificio di Henley-on-Thames nell’Oxfordshire (fondato nel 1756 e chiuso nel 2002). Il secondo, invece, richiama Nicholas Brakspear, ovvero papa Adriano IV, l’unico pontefice britannico, sul soglio di Pietro per poco meno di cinque anni tra il 1154 e il 1159.
- L’ultima curiosità riguarda il capitolo finale, il sessantesimo (nessuno spoiler, non temete!), e fa riferimento a un personaggio che era in realtà una persona in carne e ossa, ovvero Roy «il portiere capo con gli occhiali» dell’Hotel Randolph di Oxford. Morse si congratula con «quell’uomo eccezionale che aveva di recente ricevuto la Medaglia dell’Impero Britannico» (conferitagli nel 1990). Roy Harden è morto a 77 anni nel 2008. Al suo funerale l’elogio funebre fu tenuto proprio da Colin Dexter.
Saul Stucchi
Colin Dexter
Il gioiello che era nostro
Traduzione dall’inglese di Luisa Nera
Sellerio
Collana La memoria
2016, 392 pagine
14 €