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Voi siete qui: Biblioteca » Da Oligo “I demoni beati” di Francesco Permunian

30 Gennaio 2024

Da Oligo “I demoni beati” di Francesco Permunian

Un bravo scrittore è anche un bravo lettore? Sembra difficile sostenere il contrario, a ogni modo a scorrere il breve, elegante libretto, l’ultimo con la firma di Francesco Permunian, la regola appare confermata.

I demoni beati (Bracconaggi e scorribande in distretti di caccia riservata), uscito per Oligo, con la prefazione di Luigi Mascheroni e alcuni splendidi disegni di Roberto Abbiati, raccoglie brandelli di letture, citazioni, stralci di recensioni e altro materiale capricciosamente sparso com’è nel modo lunare e divertito dell’autore (ne abbiamo parlato recentemente nella recensione di Tutti chiedono compassione).

Ce lo immaginiamo nelle sue giornate in biblioteca (quello è stato per molti anni il mestiere dell’umbratile scrittore) fulminato da scoperte improvvise, desideri impensati, giravolte lunatiche, a caccia di bizzarrie e rivelazioni congeniali al suo mondo letterario. Non solo sghembi gli autori ripescati però, o le note che li riguardano, come ci aspetteremmo.

A leggere il sottotitolo viene fuori un mentore inatteso, un gigante del Novecento per formazione e immaginario non immediatamente accostabile a Permunian, se non fosse che con Primo Levi egli evidentemente condivide una certa estraneità agli “assembramenti”. “Ho corso insomma da isolato”, scrive il chimico-scrittore, mai troppo l’uno o troppo l’altro, e la fuga da qualsiasi cordata o intruppamento non è ignota all’autore di Il gabinetto del dottor Kafka e altri, eccentrici titoli.

Francesco Permunian, I demoni beati. Bracconaggi e scorribande in distretti di caccia riservata, Oligo

Non sappiamo poi quanto fra i ritagli stipati “con maniacale cura certosina”, nella soffitta, nelle “scorribande tra giornali, libri, riviste, almanacchi, opuscoli e opuscoletti che mi sono capitati tra le mani nel corso degli ultimi decenni”, il prelievo dei frammenti debba a una memoria involontaria, visto che Proust è parte della compagnia di giro.

Nel caso del più grande scrittore della modernità (il parere è tutto di chi scrive), Permunian ripesca l’intuizione di Giovanni Macchia sulla svolta che rappresentò per Proust l’uso dell’imperfetto e il ricordo della fedele Celeste Albaret della mattina in cui lo scrittore le annunciò di aver completato la Recherche. E la nota di George Painter nella sua monumentale biografia che ricorda la chiacchierata appassionata dello stesso Proust con Bergson su insonnia e sonniferi.

C’è il Borges che si offende con Vargas Llosa che aveva scritto del suo appartamento modesto con le “macchie di umidità alle pareti”, e poi gli umorali che soffrono i premi letterari e spesso anche l’umana compagnia: Cristina Campo, Gombrowicz, Bernhard, Schopenhauer – specie gli ultimi due non si facevano mancare gli insulti.

Torna Regis Jouffret, evocato anche nel libretto precedente, Tutti chiedono compassione – e pure qui non sembra mancare il mix di disincantata ironia e acrimonia (“La vicinanza degli scribacchini mi ripugna”).

Ci sono i minori di talento Aldo Buzzi e Achille Campanile, oppure Walter Siti che rifiuta, e ci mancherebbe, l’etichetta di maledetto (“Ci sto bene al mondo, mi piace mangiare, amo la buona compagnia”), il Mandel’štam che percula Stalin, “il montanaro del Cremlino”, in una poesia che l’ottuso regime definì ridicolmente “documento controrivoluzionario senza precedenti” e gli fece pagare tragicamente.

E ancora, il perfido Giorgio Montefoschi che in un’intervista a Matteo Nucci definisce la letteratura italiana al femminile “una cavalcata delle Valchirie” (“In che senso?” – “Non sente la musica? Ogni volta che esce un nuovo libro di una scrittrice italiana tutte le altre si affannano a gridare che ha cambiato le loro vite. Ma quante volte cambiano vita? Quante vite hanno?”).

E poi gli strali già noti contro il vario carnevale di molti letterati, compresi quelli emersi “dal fondo di una tomba”, ombre garrule di sé stessi, senza più niente da dire ma molto da presenziare.

Un piacevole divertissement da lettore – (altrimenti, senza bravi lettori, che si scrive a fare?).

Michele Lupo

Francesco Permunian
I demoni beati
Bracconaggi e scorribande in distretti di caccia riservata

Oligo
Collana Piccola Biblioteca Oligo
Prefazione di Luigi Mascheroni
Disegni di Roberto Abbiati
2023, 160 pagine
13 €

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