Questa mattina – sabato 10 giugno – lo scrittore argentino naturalizzato canadese Alberto Manguel è stato ospite dell’Associazione La Lettura Nonostante per un incontro che si è tenuto nell’Auditorium Stefano Cerri presso la Biblioteca Valvassori Peroni di Milano Lambrate.

Tre sono state le opere scelte per presentare ai lettori la ricca produzione dell’autore, in gran parte tradotta anche in italiano (da diversi editori: citiamo almeno Einaudi, Feltrinelli, Sellerio, Vita & Pensiero e Olschki).
Luca Ferrieri, bibliotecario nonché presidente de La Lettura Nonostante, ha parlato di Para cada tiempo hay un libro, pubblicato da Sexto Piso nel 2014. Il libro, corredato da fotografie di Álvaro Alejandro, non è stato ancora tradotto in italiano, ma ha dato il titolo all’evento di oggi, appunto: Per ogni tempo c’è un libro. Fabrizio De Giovanni della compagnia teatrale Itineraria ne ha letto alcuni brani, iniziando dalla dodicesima e ultima riflessione di Manguel, per chiudere con la prima.

Il giornalista Luigi Gavazzi ha scelto Don Chisciotte e i suoi fantasmi, pubblicato qualche mese fa da Sellerio con la traduzione di Maria Nicola.
Marilena Cortesini, anche lei bibliotecaria e conduttrice di L’occhio e l’indice, trasmissione sui libri di Radio Itineraria, si è invece soffermata su La biblioteca di notte, pubblicato in Italia da Archinto (nel 2007).
È stato poi il tempo dei lettori, sollecitati dallo stesso scrittore a consigliargli qualche libro italiano, tra quelli al momento in lettura. Sono stati fatti diversi nomi, quasi tutti di romanzieri (da Jonathan Bazzi a Michela Murgia), mentre il sottoscritto ha menzionato il saggio Catilina di Luciano Canfora (da Laterza), autore – tra le altre decine di opere – dell’imprescindibile La biblioteca scomparsa (Sellerio).
Parlando di un libro a cui sta lavorando e che verrà prossimamente pubblicato in Italia, Manguel ha menzionato una lettera di Galeno ritrovata alcuni anni fa nella quale il grande medico dell’antichità in qualche modo “ridimensionava” la tragedia di perdere una biblioteca. Una biblioteca può infatti perire, ma i libri non moriranno mai, almeno finché non rimarrà un lettore a leggerli. In qualunque formato e con qualunque tecnologia.
Saul Stucchi