Ultime settimane per visitare la mostra “Roma medievale. Il volto perduto della città”, allestita al Museo di Roma in Palazzo Braschi, nel cuore della capitale. Promossa da Roma Culture – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, in collaborazione con la Sapienza Università di Roma – Dipartimento di Storia Antropologia Religioni Arte Spettacolo, è organizzata da Zètema Progetto Cultura con la curatela di Anna Maria D’Achille e Marina Righetti.

Racconta la storia della città per otto secoli, da Gregorio Magno a Bonifacio VIII, attraverso centosessanta pezzi squadernati lungo un percorso espositivo suddiviso in nove sezioni, non secondo un criterio cronologico, bensì tematico, pensato come un itinerarium ad Urbem, scandito nelle sue basiliche: San Pietro in Vaticano, San Giovanni in Laterano, San Paolo fuori le mura, Santa Maria Maggiore. E poi il rapporto dei papi con la città, il Tevere e i suoi affluenti e tanto altro.
Roma dentro e fuori
Nella sezione dedicata allo “spazio sacro” due finestroni offrono una vista spettacolare su Piazza Navona e per qualche minuto – confesso il peccato veniale – l’attenzione passa dalla mostra al palcoscenico urbano. Poi lo sguardo torna a concentrarsi sui bacini ceramici della metà del XII secolo.

Oltre ad essi ci sono affreschi e mosaici, monete e placchette votive dei pellegrini, dipinti e libri (tra sacramentari, bibbie, graduali, Libri Pontificales, Homiliae in Evangelia, lezionari), oggetti sacri e paramenti, elementi di amboni e cibori, arrivati in prestito da sessanta istituzioni tra musei ed enti religiosi.
Ma naturalmente i veri capolavori sono là fuori, disseminati per Roma: uno degli scopi della mostra è proprio quello di invitare i visitatori a scoprirli o, eventualmente, a riscoprirli. Infatti la mostra si chiude con un pannello – una sorta di viatico – che segnala gli itinerari medievali in città.
Un altro è esplicitato nel pannello di sala iniziale:
Obiettivo di questa mostra è quello di far scoprire il volto di Roma durante i quasi mille anni in cui fu faro dell’Europa medievale, una città verso la quale convergevano re e pellegrini, intellettuali e prelati provenienti dalle regioni più lontane, attoniti davanti alle testimonianze dell’antichità intessute con quelle della cristianità, alle grandi basiliche sfavillanti di mosaici e arredi preziosi, cresciute sulle tombe dei martiri”.
Visitando l’esposizione non mi sono sfuggiti alcuni punti deboli. Innanzitutto l’illuminazione non è impeccabile. Alcune didascalie sono poco visibili, così come alcune riproduzioni fotografiche di monete, sulle pareti, sono male illuminate. Per non parlare delle luci verticali puntate sulle teche: piegandosi in avanti per ammirare le monete si finisce con il metterle in ombra. Personalmente sono anche contrario all’inserimento di copie, come quella del disegno su pergamena con la Veduta di Castel Sant’Angelo di Giuliano da Sangallo.
La mia selezione
Detto questo, il materiale esposto è molto interessante e la visita alla mostra è consigliata a tutti gli appassionati di storia e di arte (e di storia dell’arte, ovviamente). Qui voglio indicare le dieci opere che maggiormente hanno attirato la mia attenzione.

- Mosaico con Testa virile (San Luca evangelista)
Secondo quarto del XIII secolo, dai Musei Vaticani. - Virgilio Vaticano
Manoscritto miniato in pergamena, della fine IV – inizio del V secolo, arrivato dalla Veneranda Biblioteca Ambrosiana di Milano. - Mosaico con Adorazione dei Magi
Datato al 705-706, proviene dall’oratorio di Giovanni VII in San Pietro in Vaticano (ora è conservato in Santa Maria in Cosmedin). - Custodia cruciforme di papa Pasquale I
817-824, in argento lavorato, dal Tesoro del Sancta Sanctorum, ora ai Musei Vaticani. Presenta cinque scene sulla parte superiore e dodici sui lati: tutte da osservare con calma per ammirarne i dettagli. - Augustali di Federico II di Svevia
1231-1250, coniati dalla zecca di Brindisi. In prestito dal Medagliere del Museo Nazionale Romano. - Coltello eucaristico di Guala Bicchieri
1170-1179. In ferro, legno, argento, paste vitree e cristallo di rocca. Proveniente dall’Abbazia di S. Andrea di Vercelli, è stato concesso dalle Civiche Raccolte d’Arti Applicate del Castello Sforzesco di Milano. - Piviale in opus cyprense
Secondo quarto (?) del XIII secolo. Dal Museo della Cattedrale di Anagni. - Tondo con battesimo di Cristo
Pittura murale datata al 1128 circa, dalla cripta di San Nicola in Carcere a Roma, ora ai Musei Vaticani. - Lastra in marmo con scensione di Alessandro Magno
Datata al X-XI secolo. Sembra un elemento architettonico di una chiesina maniota (della penisola del Mani, nel Peloponneso). - Madonna che allatta il Bambino e angeli, detta Madonna della Catena
Dipinta a tempera su tavola e pastiglia in argento dorato nel secondo quarto del XIII secolo. È conservata nella chiesa di San Silvestro al Quirinale ed è proprietà del Fondo Edifici di Culto.
Per visitare la mostra “Roma medievale. Il volto perduto della città” rimane tempo fino al 5 febbraio 2023.
Saul Stucchi
Didascalie:
- Testa virile (San Luca evangelista)
Secondo quarto del XIII sec.
Mosaico
Città del Vaticano, Musei Vaticani
Credits: Foto @ Governatorato SCV – Direzione dei Musei. Tutti i diritti riservati - Piazza Navona vista da Palazzo Braschi (Museo di Roma)
Foto di Saul Stucchi - Custodia cruciforme di papa Pasquale I (817-824)
Argento lavorato
Città del Vaticano, Musei Vaticani
Credits: Foto @ Governatorato SCV – Direzione dei Musei. Tutti i diritti riservati
Roma medievale
Il volto perduto della città
Informazioni sulla mostra
Dove
Museo di Roma – Palazzo BraschiPiazza Navona 2, Roma
Quando
Dal 21 ottobre 2022 al 5 febbraio 2023Orari e prezzi
Orari: da martedì a domenica 10.00 – 19.00La biglietteria chiude un’ora prima
Lunedì chiuso
Biglietti: intero 11 €; ridotto 9 €