Mi ero ripromesso di visitare la Pinacoteca di Brera una volta al mese durante il 2020. Avevo iniziato alla grande, con due visite prima della metà di gennaio. A febbraio il calendario degli eventi si è però infittito tanto da non consentirmi di rispettare l’impegno.
Finché non è successo quello che tutti sappiamo per l’emergenza Coronavirus che ci tiene chiusi in casa a cercare una qualche forma di evasione, finestre aperte sulla nostra vita di prima e – speriamo – su quella del prossimo futuro. Ovviamente non mi sarà possibile visitare la Pinacoteca di Brera a marzo.

La buona notizia è che, in qualche modo, è Brera ad avvicinarsi ai visitatori. Lo fa con tutti i mezzi di quest’era “social”. Nella newsletter che ho appena ricevuto – intitolata significativamente “Brera è con voi!” – vengono presentate le proposte della prestigiosa istituzione milanese per mantenere aperto e attivo il canale culturale tra il museo e i suoi numerosi appassionati (negli ultimi giorni, informa la stessa newsletter, il sito della Pinacoteca è stato visitato da più di un milione di utenti).
Il menu delle proposte ha per antipasto le pillole “Appunti per una resistenza culturale”, giunte all’ottava puntata, dedicata al rientro dalla mostra di Leonardo da Vinci al Museo del Louvre di Parigi del “Ritratto di giovane” di Giovanni Antonio Boltraffio.
Nella settima puntata, invece, la storica dell’arte Ilaria Pelosi, dell’Associazione Amici di Brera e dei Musei Milanesi, presenta in inglese al pubblico dei più giovani (ma non solo) una delle perle più preziose della collezione: lo “Sposalizio della Vergine” di Raffaello Sanzio. È proprio davanti a questo capolavoro che Clive Britton suona al pianoforte “Sposalizio” di Franz Liszt che fu ispirato al musicista ungherese proprio dalla visita a Brera nel 1837. Lo ammiriamo nel video realizzato dall’agenzia SBH per la regia di Giulio Fiorito. La curatrice del progetto musicale, realizzato da Viva!, è Katja Todorow.
Sono alcuni spunti per “visitare” Brera e i suoi tesori a distanza. A me ne viene in mente un altro, molto meno elaborato ma forse non meno efficace: riguardare le foto che nel corso delle precedenti visite ho scattato alle opere della Pinacoteca, prima, durante e dopo i lavori di ammodernamento delle sale. Come sempre soffermandomi su quelle che preferisco, dalle tre tavole con le “Storie di Santa Colomba” di Giovanni Baronzio alla “Predica di san Marco ad Alessandria d’Egitto” di Gentile e Giovanni Bellini, fino alla “Pala di Brera” di Piero della Francesca, passando per Caravaggio, Rubens, Hayez e Fattori.
Saul Stucchi