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Voi siete qui: Teatro & Cinema » Il maschilismo distrugge la città insegna l’Antigone

25 Febbraio 2020

Il maschilismo distrugge la città insegna l’Antigone

È un peccato che cause di forza maggiore – leggasi ordinanza regionale emessa per contrastare l’epidemia da Coronavirus – abbiano drasticamente amputato la tappa milanese dell’“Antigone” di Sofocle, nella traduzione e adattamento di Laura Sicignano e Alessandra Vannucci, per la regia della stessa Sicignano.

Era prevista in cartellone al Teatro Carcano fino a domenica 1° marzo, ma tutte le date dal 24 febbraio in poi sono state annullate. È un peccato perché il pubblico di Milano non potrà assistere a uno spettacolo vivace e originale, un grande classico a cui è stato imposto un ritmo piuttosto brioso.

Egle Doria, Sebastiano Lo Monaco, Lucia Cammalleri e Barbara Moselli in "Antigone" (foto di Antonio Parrinello)

Prima ancora che si alzi il sipario si ode il flauto magico di Edmondo Romano. L’apporto delle musiche originali suonate dal vivo dal polistrumentista genovese è una delle caratteristiche che rendono peculiare questo adattamento. Scrive il musicista nella brochure a corredo dello spettacolo: “Nelle musiche create per “Antigone” parola, rumori, suoni, note si intrecciano creando un’unica profonda partitura, dove ogni elemento è fondamentale. Il silenzio stesso è composizione capace di grande tensione ed energia”.

Un tiranno irremovibile

Tensione ed energia sprigionano anche dalle scene e i dai costumi firmati da Guido Fiorato. È rivestito da un sontuoso costume persiano da Shah-in-Shah, Re dei Re, più che da sovrano ellenico Creonte, circondato da scagnozzi in tenuta da milizie dell’ISIS.

Sebastiano Lo Monaco interpreta un tiranno che parte volitivo e granitico per chiudere angosciato e abbattuto dalla tragedia che lui stesso ha provocato. Non tanto con il bando iniziale con cui vieta la sepoltura di Polinice che ha osato prendere le armi contro la patria, quanto piuttosto con l’irremovibilità assunta come unica forma di comunicazione. In due diversi momenti prima Antigone e poi il suo promesso sposo Emone abbracciano Creonte che però in entrambi i casi non ricambia l’abbraccio. È un gesto simbolico che rende manifesta la decisione di non dialogare con l’altro. Quello che è più grave è che il presente taglia i ponti con il futuro, sacrificando la nuova generazione. E a pagarne il prezzo più alto sarà l’intera città che infatti alla fine della tragedia crollerà letteralmente a pezzi.

Sebastiano Lo Monaco e Barbara Moselli in "Antigone", foto di Antonio Parrinello

Attorno a Lo Monaco Creonte ruota un gruppo ben affiatato di attori. Da Barbara Moselli come Antigone a Franco Mirabella che interpreta un memorabile Tiresia con qualche debito con l’Ariel della Tempesta di Shakespeare, passando per l’Euridice di Egle Doria.

Il diritto di piangere

Numerose sono le frasi ad effetto di questa tragedia che parla alla nostra contemporaneità: “La legge non può separarmi dal mio sangue” e “Il mio crimine sarà sublime”, dice Antigone. “Considera che siamo nate donne”, le risponde Ismene (Lucia Cammalleri) mettendo in luce la doppia oppressione di cui sono schiave, in quanto sorelle di un nemico pubblico e, appunto, donne.

Il bieco maschilismo di Creonte – vera colpa del sovrano, sembra suggerire questo adattamento di Sicignano e Vannucci – si riassume nella massima “Una moglie ribelle è come un cancro”. Convinto di impersonare la verità, verso la fine deve però ammettere che “L’eccesso della ragione genera morte”.

Un’ultima breve citazione, questa volta ripresa da un trafiletto dedicato al libro “Antigone. Il diritto di piangere” di Alessandra Papa, edito da Vita e Pensiero, pubblicato proprio nei giorni scorsi sul settimanale femminile del Corriere della Sera “Io Donna”. Il pezzo si chiudeva con queste parole: “Papa – studiosa del pensiero femminile e di Hannah Arendt in particolare – pone l’accento anche sul “diritto di piangere”. «Perché, di fronte all’ingiustizia, le lacrime pesano e rendono ragione talvolta delle parole stesse».

Ecco: Creonte arriverà a piangere troppo tardi. Qui sta la tragedia.

Saul Stucchi
Foto di Antonio Parrinello

Antigone

di Sofocle
Traduzione e adattamento Laura Sicignano e Alessandra Vannucci
Informazioni sullo spettacolo

Dove

Teatro Carcano
Corso di Porta Romana 63, Milano

Quando

Dal 20 febbraio al 1° marzo 2020
Le date dal 24 febbraio al 1° marzo sono state cancellate

Orari e prezzi

Orari: martedì e venerdì 19.30
mercoledì, giovedì e sabato 20.30
domenica 16.00
DURATA: 80 minuti senza intervallo
Biglietti: poltronissima 38 €
poltrona/balconata 27,50 €
over 65 20/16 €
under 26 17/15 €

Maggiori informazioni

Sito web ufficiale:

www.teatrocarcano.com

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