Il Teatro Out Off di Milano ha in cartellone la “Fedra” di Ghiannis Ritsos nelle date dal 9 all’11 marzo. Si tratta di un progetto artistico di Edoardo Siravo, attore, regista e doppiatore, nonché presidente del Teatro dei Due Mari di Tindari che insieme al Teatro Palladium e a Roma Tre Università degli Studi produce lo spettacolo.
La regia è di Federico Vigorito, la scenografia e i costumi sono di Annalisa Di Piero. In scena recita Stefania Barca, ma alla sua presenza fisica fanno da cornice, nel prologo e nell’epilogo del monologo, Gabriella Casali ed Enrica Costantini che appaiono in video.
La scenografia è spoglia: qualche foglio di carta sparso per terra, un catino con una brocca d’acqua e una sedia che occupa il centro della scena, su cui siede un manichino bianco. È Ippolito, silente quanto scultoreo testimone e destinatario della confessione d’amore e sofferenza della matrigna Fedra.
Il vestito rosso che indossa l’attrice simboleggia nel colore tanto la passione quanto il sangue che scorrerà per questo rapporto impossibile, per questo amore non corrisposto. Il testo di Ritsos fa parte della raccolta “Quarta dimensione”, insieme, tra gli altri, all’“Aiace” che Graziano Piazza ha messo in scena l’anno scorso al Pacta Salone con Viola Graziosi nel ruolo dell’eroe greco.
Anche qui i riferimenti all’Atene contemporanea al poeta creano nello spettatore (e nel lettore) un effetto di straniamento – assolutamente voluto e cercato – che intende mettere in evidenza la forza viva del mito che persiste nel presente. Allo stesso modo il segno del rossetto impresso sulla testa del manichino ancor prima che Fedra lo baci sottolinea la ciclica riproposizione della storia. C’è sempre una Fedra, come c’è sempre un Ippolito e c’è sempre un intreccio intricato di disciplina, estasi e gelosia…
Stefania Barca esprime con gesti e parole, atti e movimenti il ventaglio di emozioni provate da una donna che ha perso la ragione o, dal suo punto di vista, non vede ragioni perché il giovane si neghi a lei. Un passaggio è chiarissimo:
La santità prima del peccato – non ci credo; – impotenza la chiamo, la chiamo viltà.
E questo passo è stato richiamato dalla stessa attrice nel momento di confronto con il pubblico venerdì sera. A dividere il palco con lei e Siravo c’erano Maddalena Giovannelli, docente di teatro antico e scena contemporanea all’Università degli Studi di Milano, e Roberto Traverso, responsabile della comunicazione e drammaturgo dell’Out Off.
Perché Ritsos? Ha chiesto Traverso. Perché è un autore molto profondo, ingiustamente messo da parte, quasi dimenticato. Proporre Ritsos è più difficile oggi che trent’anni fa, ha risposto Siravo, aggiungendo che Ritsos ha fatto con la tragedia greca quello che Picasso ha fatto con Raffaello.
Ha poi accennato alle due appendici del prologo e dell’epilogo, due parti che sono più importanti di quanto non si creda, perché fanno riferimento a due sfere ben distinte, presiedute rispettivamente da Artemide (la vergine cacciatrice) e da Afrodite (la dea dell’amore).
La Giovannelli si è soffermata sulle parole e sui silenzi di Fedra che in Euripide è perlomeno reticente: è la nutrice che svela a Ippolito l’amore della signora.
Dall’Ippolito di Euripide (anzi, dai due Ippoliti: quello “coronato” è il rifacimento e la palinodia di quello “velato”) molta acqua è passata sotto i ponti che ha portato con sé la “Fedra” di Seneca, di Racine e della Yourcenar, solo per citarne alcune gemmazioni oltre a quella di Ritsos.
Il teatro serve anche a riconsiderare le storie, fin quasi a trovare bella la follia di una donna che confessa un amore impossibile, se ne assume la responsabilità e si spinge fino alla vendetta. Una Fedra per la Festa delle Donne!
Saul Stucchi
Dal 9 all’11 marzo 2018
Fedra
- di Ghiannis Ritsos
- con Stefania Barca, Gabriella Casali e Enrica Costantini
- progetto artistico Edoardo Siravo, regia Federico Vigorito
- scene e Costumi Annalisa Di Piero
- assistente alla regia Andrea Dante Benazzo
- organizzazione Mariangela De Riccardis
- Produzione Teatro dei Due Mari, Palludium, ROMA 3 – Università degli studi
Orari: venerdì 20.45; sabato 19.30; domenica ore 16.00
Biglietti: intero 18 €; ridotto 9/12 € con prevendita e prenotazione 1,50/1,00 €
Teatro Out Off
via Mac Mahon 16
Milano
Informazioni: www.teatrooutoff.it