Fino al 2 aprile al Pacta Salone di Milano è in cartellone lo spettacolo “Aiace” con Viola Graziosi, per la regia di Graziano Piazza. Il monologo di Ghiannis Ritsos è tradotto da Nicola Crocetti che martedì sera, in occasione della prima milanese, l’ha presentato al pubblico presente.
“Perché hai scelto proprio Aiace, uno dei monologhi meno rappresentati di Ritsos?” ha chiesto Crocetti al regista. Piazza ha risposto che ciò che l’ha colpito del testo è il bisogno di comunicare del poeta greco, unito a forte desiderio di giustizia. “In effetti Aiace è Ritsos” ha commentato Crocetti, mentre il regista spiegava che la trasposizione al femminile del personaggio dell’eroe gli consente di veicolare un messaggio di speranza. La donna è in grado di contenere la dimensione del mito e di trasmetterlo, con un atto di testimonianza.
Crocetti ha rievocato la figura di Ritsos, di cui ha avuto il piacere e l’onore di essere amico per vent’anni. Ne ha elogiato la statura morale gigantesca, definendolo poi uno dei più grandi poeti del Novecento, in assoluto, insieme all’altro grande della cultura greca novecentesca, ovvero Nikos Kazantzakis, noto in Italia soprattutto per “Zorba il Greco” e “L’ultima tentazione” (da entrambe le opere sono stati tratti film celeberrimi, diretti rispettivamente da Michael Cacoyannis e Martin Scorsese).
La vita di Ritsos non è stata semplice, ha detto Crocetti ricorrendo a una litote. E il frequente utilizzo del mito classico si spiega con la necessità (e la volontà) di superare la censura e la mancanza di libertà. Il poeta scriveva in modo dissimulante dell’attualità che viveva e che gli stava a cuore attraverso il mito. Il mito, dunque, come parabola. Lo si ritrova nell’opera “Quarta dimensione” (edita dallo stesso Crocetti), ovvero la confusione tra tempo e spazio.
I 17 monologhi drammatici furono in gran parte composti da Ritsos durante la prigionia in campo di concentramento o a domicilio coatto. L’isola di Leros che oggi attira migliaia di turisti ogni estate, dopo il colpo di stato dei Colonnelli (nel 1967) era un inferno in cui il campo di concentramento per detenuti politici confinava con il manicomio…
L’Aiace di Ritsos non è più il “baluardo degli Achei” cantato da Omero. È un uomo sconfitto e umiliato, annichilito. Il monologo è disseminato di anacronismi che accentuano la confusione e la sovrapposizione tra mito e realtà. La delusione dell’eroe è quella del poeta, così come era di Ritsos il desiderio di trovare un uomo con cui confrontarsi alla pari.
In scena c’è soltanto una sedia su cui è appoggiata una vestaglia. Viola Graziosi entra dal fondo della sala, come per attenuare l’effetto di disorientamento che creano le parole di un uomo in bocca a una donna. “Sono io, il forte, l’indomito” si presenta Aiace-Viola. Ma il contrasto più stridente non è tra l’eroe maschio e l’attrice femmina, bensì tra l’Aiace terrore dei Troiani e l’uomo che è diventato, abbattuto dalla vergogna.
La donna che dà vita alle sue parole gli fa da specchio e da testimone. È come se lei traducesse in parole i pensieri di lui, ne rievocasse l’etica del sacrificio e dell’onore, ne rinverdisse i ricordi di gloria quando lui, solo, osava affrontare Ettore che furoreggiava nella piana di Troia.
Alla prova della scena ha ragione il regista: la sensibilità femminile rende evidente e fa emergere la disperazione maschile.
Non solo con le parole, ma anche con i gesti l’attrice richiama la banalità e la quotidianità fatta di piccole cose tangibili alle quali Aiace tenta di ancorarsi. Ma è giunto il tempo dei bilanci e l’eroe è consapevole di essere vittima di un inganno: ha dissipato le sue forze combattendo contro fantasmi. Ora vuol farsi sempre più piccolo, escludersi dal consorzio umano (“Chiudi le porte. Chiudi le finestre! Spranga il muro di cinta!”), abbandonarsi al desiderio di scomparire.
PS: Graziano Piazza sarà in scena insieme a Maddalena Crippa dal 19 al 23 aprile, al Piccolo Teatro Studio di Milano, con lo spettacolo “Lampedusa Way” di Lina Prosa, ultimo capitolo della “Trilogia del Naufragio”.
Saul Stucchi
Dal 28 marzo al 2 aprile 2017
AIACE
di Ghiannis Ritsos
- Traduzione di Nicola Crocetti
- Con Viola Graziosi
- Voce di Graziano Piazza
- Regia Graziano Piazza
- Scenografia musicale Arturo Annecchino
- Costumi Valentina Territo
- Registrazioni e mix David Benella
- Assistente alla regia Ester Tatangelo
- Produzione Sycamore T Company
Orari: 20:45; domenica 17:00
Biglietti: intero 24 €; ridotto 12/10 €
Prossimo spettacolo:
Dal 9 al 26 marzo
COSÌ È (SE VI PARE)
di Luigi Pirandello
Regia Annig Raimondi
Pacta Salone
Via Ulisse Dini 7
Milano
Informazioni:
Tel. 02.36503740
www.pacta.org