Dal 13 al 15 maggio il Teatro Sala Fontana di Milano ha avuto in cartellone Riccardo III di e con Michele Sinisi, tratto dal dramma storico di William Shakespeare.
Scritto con Francesco M. Asselta, lo spettacolo è la rivisitazione del celebre monologo di apertura, durante il quale il duca di Gloucester si presenta e anticipa il piano che metterà in atto per sfogare il proprio odio.
L’inverno del nostro scontento
È consigliabile ripassare bene il testo originale o almeno la sua traduzione in italiano per avere presente quanto l’attore declama, sibila, urla e sussurra durante la rappresentazione (sempre in inglese).
L’azione scenica è la trasformazione in atto di quanto Riccardo dice o, se vogliamo, di quanto passa attraverso il filtro interpretativo con cui Sinisi vaglia le parole di Riccardo.
A cominciare dalla ripetizione, in infinite varianti, dell’incipit:
Now is the winter of our discontent
Made glorious summer by this sun of York,
And all the clouds that loured upon our house
In the deep bosom of the ocean buried.
Ovvero, nella traduzione di J. Rodolfo Wilcock, riveduta da Giorgio Melchiori per l’edizione nei Meridiani Mondadori:
Ormai l’inverno del nostro scontento
si è fatto estate al bel sole di York,
e giacciono nel seno dell’oceano
tutte le nuvole che minacciavano
la nostra casa.
Kevin Spacey a Napoli
Proprio quel “Now” ribadito a mezza voce, avvicinandosi zoppicando al microfono piazzato sul palcoscenico come se fosse una recita scolastica o una prova volume, o invece urlato a squarciagola muovendosi come un ossesso mi ha fatto ricordare il “Riccardo III” di Sam Mendes che ho visto nel 2011 al Teatro Politeama di Napoli con l’inarrivabile Kevin Spacey nella parte del protagonista.
Ecco: per me spettatore e modesto recensore il confronto diretto è stato inevitabile. Ho apprezzato affinità e divergenze (per usare un binomio a me caro) tra i due modi di recitare, di interpretare il deforme duca roso dall’ambizione. Entrambi gli attori mi sono parsi molto bravi nell’uso della voce e nella capacità di creare un personaggio semplicemente inclinando una spalla o zoppicando.
In una versione per molti aspetti tradizionale e con una folta compagnia a supporto, Spacey riempiva il palcoscenico con la sua presenza scenica, magnetica.
Sinisi, da solo, l’ha occupato inventandosi un modo originale per richiamare i vari personaggi. Il sangue delle vittime di Riccardo è il rosso del pennarello lavato via dal piano della scrivania in scena con un detergente a spruzzo. Il monologo diventa uno spettacolo molto fisico durante il quale l’attore fa combattere Riccardo contro i suoi fantasmi, fino a prenderli a cinghiate.
Due curiosità in chiusura
Al termine della rappresentazione ho avuto il piacere di scambiare qualche parola e le nostre rispettive impressioni con l’attore Alessandro Quattro che avevo intervistato (proprio in quello stesso 2011) in occasione del suo (e di Alessandro Mor) spettacolo “Bruto”.
Rimasti gli ultimi in sala, abbiamo salutato Sinisi mentre usciva nel foyer del teatro. Così gli ho chiesto di chi fosse la voce registrata che verso la fine recita (anch’essa in inglese) il monologo di Riccardo. È di Peter Speedwell, un attore inglese che da anni vive a Cisternino. Chissà che storia ne trarrebbe quel genio di Shakespeare!
Saul Stucchi
RICCARDO III
- da William Shakespeare
- di e con Michele Sinisi
- scritto con Francesco M. Asselta
- voce off Peter Speedwell
- direzione tecnica Alessandro Grasso
- suoni Claudio Kougla
- assistenza alle scene Daniele Geniale
- segreteria Lidia Bucci
Dal 13 al 15 maggio 2016 ore 20:30, domenica 16:00
Teatro Sala Fontana
via Boltraffio 21
Milano
Informazioni:
Tel. 02.69.01.57.33
www.teatrosalafontana.it