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Voi siete qui: Arte » Le Balene risalgono l’Arno fino a Pisa. Con una mostra

24 Febbraio 2016

Le Balene risalgono l’Arno fino a Pisa. Con una mostra

Una stampa di baleneFino al 20 marzo 2016 si può visitare al Museo della Grafica di Pisa, ospitato a Palazzo Lanfranchi sul Lungarno Galilei, la mostra Balene.

È una piccola esposizione che dà tanto e dunque bisogna subito riconoscere il merito ad Alessandro Tosi che l’ha curata e alle istituzioni che l’hanno promossa e concretamente realizzata, ovvero lo stesso Museo della Grafica (Comune di Pisa, Università di Pisa) in collaborazione con il Museo di Storia Naturale dell’Università di Pisa.

Chi scrive ringrazia anche il giornalista Stefano Bucci che l’ha recensita sull’inserto “Lettura” del Corriere della Sera, dando visibilità nazionale a un’impresa che altrimenti rischiava di rimanere entro i confini regionali, se non cittadini. A qualcosa, dunque, il giornalismo ancora serve…

Stampa di baleneLa balena del Granduca

Ma arriviamo alle balene, anzi alla balena, a quella “rarità così stimabile” che è il motore primo della mostra.

Signor Sergente Maggiore. Non saprei esprimere a Vostra Signoria con quanto piacere, e stima abbia io ricevuto la Ganascia et un pezzo de i quaranta creduti Denti del Pesce smisurato, che arenò a’ mesi addietro a codesta spiaggia, e che Vostra Signoria con espressioni sì amorevoli, e sì obbliganti ha voluto mandarmi.

Così scriveva il Granduca di Toscana Cosimo III de’ Medici al Sergente Maggiore Fortunio Desideri di Populonia in una lettera esposta in una teca (per fortuna accanto è presente la trascrizione). In un’altra epistola, datata al 10 aprile 1774, il Granduca comunicava di aver avuto la notizia dell’arrivo a Livorno e “dell’intero Spino”. Questi documenti sono stati prestati dalla Fondazione Anna Maria Luisa de’ Medici che li conserva.

I resti del cetaceo spiaggiato a Populonia l’anno precedente vennero sistemati nell’atrio del Giardino dei Semplici di Pisa perché potessero essere ammirati dai visitatori. E infatti molti viaggiatori e uomini di scienze ne conservano testimonianza nei rispettivi diari e opere.

Oggi è il Museo di Storia Naturale ospitato nella Certosa di Calci a conservare la mandibola, le coste e le vertebre della balena, tra i pezzi più cospicui della Galleria dei Cetacei (una meta da segnarsi per la prossima gita in Toscana).

Una stampa di baleneSuggestioni e fossili

Fuori dalle ampie finestre scorre placido l’Arno, ma invano il visitatore si soffermerebbe con la speranza d’individuare la sagoma del gigantesco animale. Meglio ammirare la terracotta invetriata realizzata l’anno scorso da Nicoletta de Francesco, intitolata proprio Balene a Pisa e lasciare la mente libera d’inseguire suggestioni letterarie, giornalistiche e artistiche, da Moby Dick alla balena di Sinbad di Stefano Faravelli, dal dag gadol (grande pesce) che inghiottì il profeta Giona al mostro marino che si pappò Pinocchio, fino ai reportage di Paolo Rumiz e del catalano Jacinto Antón, cullati dalle note della Tragic Overture (Opera 81) di Brahms, diffuse con discrezione dagli altoparlanti.

Poco più in là incontriamo alcune gigantografie di resti ritrovati nel deserto occidentale egiziano (Fayum). Questi fossili di 40 milioni di anni fa (a uno storico di Roma come me viene sempre da aggiungere ironicamente “giorno più, giorno meno…”) hanno dato il nome di Wadi el Hitan, ovvero Valle delle Balene, all’area del ritrovamento.

Il tema della caccia e dello spiaggiamento delle balene accomuna le litografie, le incisioni e le acqueforti esposte lungo il percorso, realizzate in gran parte da artisti fiamminghi del Seicento.

Il mare di Possenti

La vera sorpresa sono i disegni a tempera su carte nautiche di Antonio Possenti (Lucca, 1933). Nel pannello di presentazione leggiamo che oltre quarant’anni fa Dino Buzzati lo definì “pittore fantastico così originale e aristocratico” e non possiamo che concordare con lo scrittore. La balena ricorre spesso nell’opera di Possenti, tanto da poter essere considerata “il simbolo stesso dell’arte visionaria” (Mario Cancogni).

In una teca al centro di questa sala sono esposti denti di capodoglio incisi nel XIX secolo con storie di balene e marinai: uno ha la forma di pinguino, mentre un altro riporta una scena di scorticamento di un cetaceo su di un pontile.

Decisamente più allegre e poetiche le colorate tavole di Possenti, ciascuna delle quali è una lode laica alla natura.
Saul Stucchi

Didascalie:

  • Balene, incisione, XIX sec., Collezione privata
  • Balene, litografia, XIX sec., Collezione privata
  • Gillian van der Gouwen
    Een Walvish lang 70 voeten, gestrandt op de Hollandstse zee-kust, tusschen Schevelingen en Katwyk in Sprokklmaandt, 1598
    Bulino, 1679-1681, Collezione privata

BALENE

  • Fino al 20 marzo 2016
  • Museo della Grafica
  • Lungarno Galileo Galilei 9
    Pisa
  • Orari: tutti i giorni 9:00 – 19:00
  • Informazioni:
  • tel. 050.2216060
  • www.museodellagrafica.unipi.it
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