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Voi siete qui: Arte » Losanna celebra gli Svizzeri all’assalto di Parigi. Col pennello

9 Marzo 2015

Losanna celebra gli Svizzeri all’assalto di Parigi. Col pennello

paris_anousdeux_1Fino al 26 aprile 2015 si può visitare al Musée Cantonal des Beaux-Arts di Losanna la mostra Paris, à nous deux! (Parigi, a noi due!). Il percorso espositivo mette insieme una selezione di opere della collezione permanente con altre arrivate in prestito da istituzioni pubbliche e da collezionisti privati e si articola in dieci sezioni che raccontano il rapporto tra gli artisti presenti al MCB-A e la capitale francese (capitale mondiale dell’arte, ça va sans dire). Si apre con l’autoritratto di Jacques Sablet, pittore di Losanna nato nel 1749, mentre accanto si può ammirare il suo ritratto realizzato dal fratello François: si può così immediatamente stabilire un confronto tra l’arte dei due fratelli. Ma il tema della prima sezione è niente meno che il Salone di Parigi. Di Jacques è esposta la tela intitolata La Tarantella, acquistata nel 1799 dall’abate (e futuro cardinale) Joseph Fesch, zio di Napoleone, per l’astronomica cifra di seimila franchi. Ci sono il mare, il vino, il mandolino e i danzatori; mancano solo gli spaghetti, ma compare tutto il campionario della scena di genere italiana (la carta vincente di Sablet), una sorta di “orientalismo della porta accanto o de noantri”. Fesch era un grande collezionista di Sablet, da cui comprò anche “La mosca-cieca” che rappresenta, invero un po’ ingenuamente, la bellezza e l’innocenza del popolo italiano. I contemporanei d’oltralpe scorgevano in queste scene la semplicità dei costumi degli antichi, conservatasi nella nostra società proprio perché arretrata…
paris_anousdeux_2Che sia una mostra di confronti lo dimostra anche l’accostamento della tela Offerta a Imeneo di François Sablet, un elogio del matrimonio che è insieme tentativo di moralizzare l’amore, alla Danza delle Baccanti di Charles Gleyre, in cui le donne ballano discinte in un’atmosfera molto sensuale. La Donna brigante che veglia il sonno del marito di Léopold Robert ebbe un tale successo da spingere il pittore a realizzarne numerose repliche: se ne conoscono almeno quattordici!

La seconda sezione è dedicata alle Esposizioni Universali. Nella seconda metà dell’Ottocento Parigi ne ospitò ben cinque edizioni. Era l’epoca in cui l’ideologia progressista andava per la maggiore e la Francia scommetteva sulla carta delle belle arti per imporre il suo dominio (almeno culturale) sull’Europa, mentre la Svizzera non aveva una direzione unitaria e centralizzata della produzione artistica e i suoi artisti, in gran parte formati all’estero, stentavano a costruirsi un’identità propria. François Bocion, che si allontanava raramente dal suo Lago Lemano solo per Venezia e la Liguria, ha immortalato San Remo com’era 150 anni fa, con le lavandaie sulla battigia e le colline pressoché vergini, una sola striscia a indicare la strada costiera. Molte tele hanno dimensioni monumentali e denunciano influenze di Courbet e della Scuola di Barbizon. La terza sezione si concentra sui nuovi saloni e nuove gallerie. Qui i quadri si fanno più piccoli e le scene d’interni prevalgono su quelle di esterni. La concorrenza tra artisti diventa sempre più accesa, così, per esempio, Marius Borgeaud va controcorrente rispetto ai colleghi che dipingono scene di genere in Bretagna (le “solite” figure di vedove di marinai e processioni in costumi tipici) per proporre invece una Bretagna intima, come quella catturata nella Camera rossa del 1911 (che richiama alla memoria la Camera da letto di Van Gogh ad Arles).
paris_anousdeux_5Sarebbe un errore trascurare l’apporto femminile. Di Alice Bailly, di cui è esposta la tela intitolata Donna col ventaglio, Apollinaire diceva: “Il suo cubismo nuancé è una delle novità interessanti di questo Salone”, riferendosi al Salone degli Indipendenti del 1913. L’anno dopo sarebbe scoppiata la Grande Guerra che avrebbe fatto milioni di morti e distrutto un mondo. È dunque alla guerra che è dedicata la quarta sezione: propaganda; proclami; l’esecuzione di Edith Cavell, infermiera britannica giustiziata dai Tedeschi per aver favorito la fuga di prigionieri alleati, che tanta commozione suscitò in Europa; i ritratti di soldati e ufficiali, come quello dell’asso dell’aviazione Georges Guynemer: Louise-Catherine Breslau lo ha immortalato a vent’anni nel 1916, l’anno prima che il suo aereo venisse abbattuto vicino a Ypres (il corpo del pilota non fu mai ritrovato).
paris_anousdeux_3Parigi e i parigini sono raccontati nella quinta tappa del percorso attraverso vignette e ritratti, mentre la moda (già allora importantissima) è la protagonista della sesta sezione. Che la vita borghese sia spesso una sceneggiata era ben chiaro anche agli artisti svizzeri a cavallo della Grande Guerra. La Camera rossa di Félix Vallotton è un concentrato di simboli che smascherano il tradimento e l’adulterio di una coppia di amici. Dello stesso artista sono esposte anche le dieci scenette della serie “Intimità”, vero e proprio J’Accuse contro l’ipocrisia della coppia borghese che vive di menzogne e pensa soltanto al denaro. Il percorso procede con le sezioni dedicate agli spettacoli (in particolare al circo) e alle rappresentazioni della città di Parigi, capitale moderna, per infine concludersi con la sala numero 10 in cui sono raccolte opere che raccontano la passione per l’arte di Henri-Auguste Widmer, medico nato a Losanna nel 1853. In decine di anni Widmer collezionò sculture di artisti del calibro di Rodin, Despiau, Bartholomé e Maillol. Le acquistava attraverso la mediazione di mercanti d’arte, ma conosceva anche i fonditori e finì col dialogare direttamente con gli artisti, quando si trasferì a Parigi, irresistibile polo d’attrazione anche per i compassati medici svizzeri.
Saul Stucchi

Didascalie:
Jacques Sablet
Bord de mer au crépuscule avec paysans napolitains dansant la Tarantella, 1799
Olio su tela, 212 x 155 cm
Collezione privata. Presentato al Salone di Paris del 1799
Foto: DR

Gustave Buchet
L’Esprit nouveau, 1925 / 1928
Olio su tela, 81 x 116 cm
Losanna, Musée cantonal des Beaux-Arts
Foto: Musée cantonal des Beaux-Arts

Théophile-Alexandre Steinlen
Les échappés de l’enfer, 1917
Acquaforte e acquatinta in nero, 55 x 72 cm
Losanna, Musée cantonal des Beaux-Arts
Foto: Musée cantonal des Beaux-Arts

La foto delle sale dell’esposizione è di Clémentine Bossard.

PARIS, À NOUS DEUX!
Artisti della collezione all’assalto della capitale
Dal 5 febbraio al 26 aprile 2015

Musée Cantonal des Beaux-Arts
Place de la Riponne 6
Losanna (Svizzera)

Orari: martedì – venerdì 11.00 – 18.00; sabato e domenica 11.00 – 17.00
Biglietto: intero 10 CHF, ridotto 8 CHF
Info:
www.mcba.ch

LAUSANNE TOURISME
Avenue de Rhodanie 2
Losanna
www.lausanne-tourisme.ch

Informazioni sulla Svizzera:
www.myswitzerland.com/it

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