Uscito dalla maratona di cinque ore della versione completa della Lehman Trilogy al Piccolo Teatro Grassi di Milano ho avuto l’impressione di aver partecipato a un rito collettivo, più che a un “semplice” spettacolo. A qualcosa di molto simile ai momenti di catarsi cittadina (politica) che coinvolgeva gli Ateniesi durante le feste in onore di Dioniso: ore e ore seduti sui gradini del suo teatro a vedere se stessi riflessi nello specchio dello spettacolo. E oggi come allora i più previdenti si sono portati il panino da casa per mangiare qualcosa durante l’intervallo tra la prima e la seconda parte della trilogia. I lunghi e calorosi applausi con cui il pubblico ha salutato gli attori hanno rivelato però che la sensazione di aver partecipato a un rito non era soltanto mia.
Dal testo di Stefano Massini (classe 1975!) Luca Ronconi ha tratto un allestimento pulito, preciso, rigoroso. In una parola: perfetto. Gran parte del merito va agli interpreti, su tutti gli straordinari Massimo Popolizio, Fabrizio Gifuni e Fausto Cabra, ma anche le scene di Marco Rossi, i costumi di Gianluca Sbicca e le luci di A.J. Weissbard hanno dato un grande contributo al successo della rappresentazione.
Epopea del capitalismo americano, dunque mondiale, Lehman Trilogy racconta origine, ascesa e caduta di una famiglia di ebrei partiti dalla Baviera per cercar fortuna negli Stati Uniti. Sacrifici, perseveranza, fiuto per gli affari e spregiudicatezza hanno trasformato un negozietto (“piccolo, ma mio!” si vanta con orgoglio il maggiore dei tre fratelli trapiantati negli USA) in un impero finanziario che poi è crollato trascinando con sé l’economia globale. La bancarotta dichiarata dalla Lehman Brothers nel 2008 ha innescato un effetto domino che ancora oggi non si è arrestato. Insomma: immaginatevi di ripercorrere le vicende del successo e del fallimento di una famiglia Buddenbrook elevata all’ennesima potenza. Tutto è grande, tutto è esagerato, tutto si compra e tutto si vede; denaro genera denaro, gli investimenti danno frutti e chiamano altri investimenti in una corsa che pare infinita. E invece si sa (si dovrebbe sapere!) che ad ogni ascesa segue una discesa che può essere anche tracollo e precipitazione nell’abisso.
La parabola è una catena i cui anelli sono quadretti dai titoli evocativi, scritti a mano su una parete. Sono in yiddish, ebraico, inglese e tedesco, le lingue parlate dai componenti della famiglia Lehman. Si comincia con Luftmensch, il Sognatore, per finire con lo Squash, lo sport per eccellenza degli yuppies anni Ottanta e Novanta. In mezzo ci sono l’amore, il lutto, le feste comandate, la terribile crisi del 1929 che avrà bisogno di un nuovo Noè pronto a portare l’umanità in salvo dal diluvio, il vitello d’oro della borsa, il sogno di Martin Luther King e l’equilibrista Solomon Paprinskij che per decenni va avanti e indietro sulla sua fune senza mai cadere. Finché, naturalmente, non cade.
Saul Stucchi
Foto di Attilio Marasco
LEHMAN TRILOGY
di Stefano Massini
regia Luca Ronconi
scene Marco Rossi
costumi Gianluca Sbicca
luci A.J.Weissbard
suono Hubert Westkemper
trucco e acconciature Aldo Signoretti
Interpreti: Massimo De Francovich, Fabrizio Gifuni, Massimo Popolizio, Martin Ilunga Chishimba, Paolo Pierobon, Fabrizio Falco, Raffaele Esposito, Denis Fasolo, Roberto Zibetti, Fausto Cabra, Francesca Ciocchetti, Laila Maria Fernandez
Lehman Trilogy va in scena in due parti autonome al prezzo di € 33 (platea) o € 26 (balconata) per ciascuna parte. Si può vederne una sola o entrambe, in sere diverse nell’arco della settimana, oppure congiuntamente nelle date indicate sul sito del teatro. Presentando in biglietteria il biglietto della Prima o Seconda parte si potrà acquistare un biglietto per la Seconda o Prima parte al prezzo di € 15. Per chi acquista contestualmente i biglietti delle due Parti è disponibile la Lehman Card a € 40.
Durata
prima parte: 2 h e 35 min
seconda parte: 1 h e 55 min
Piccolo Teatro Grassi
Milano
Dal 29 gennaio al 15 marzo 2015
Informazioni e prenotazioni: tel. 848.800.304
http://piccoloteatro.org