Dopo l’epica (…) impresa della recensione a puntate dell’Iliade, ALIBI intraprende un lungo viaggio nell’Odissea, anche in questo caso nella versione edita da La Lepre con la traduzione di Dora Marinari e il commento di Giulia Capo. Qui sotto potete leggere la prima delle ventiquattro puntate. Buona lettura!
L’Iliade è un poema epico corale, un gigantesco affresco (quasi un reportage ante litteram) di una guerra di molti contro molti. L’Odissea invece si presenta come poema di un eroe, di un individuo che si distingue dalla massa dei compagni, dei nemici, delle divinità che lo contrastano o lo sostengono. Sorprendentemente, però, questo eroe non compare all’inizio dell’opera, ma in sua assenza di lui parlano gli dei, il figlio e la moglie, i pretendenti di lei. Si nota anche che l’abbrivio è meno drammatico e più romanzesco, rispetto all’altro pilastro della cultura greca: i pochi versi che descrivono il piacevole banchetto di Efesto presso gli Etiopi (il Poeta o qualche interpolatore successivo si perita di distinguere tra quelli dell’Oriente e quelli dell’Occidente) dipingono una scena quasi domestica…

Assente il nemico giurato di Odisseo, gli dei decidono che per lui è arrivato il momento di tornare a casa. Atena si presenta al figlio Telemaco prendendo l’aspetto di Mente per infondere al giovanotto il desiderio del genitore da tanti anni lontano da Itaca. Nel rispetto delle buone maniere, lo straniero è accolto con cortesia e viene sfamato prima che possa raccontare il motivo per il quale è venuto. All’ospite Telemaco spiega che molti conoscono la sua casa e suo padre stesso ha viaggiato tra molti uomini: il poeta apre una finestra su un mondo di viaggiatori. Atena – Mente afferma di portare sulla nave ferro e di cercare bronzo: proprio citando questo passo, Moses I.
Finley ha scritto nel suo Il mondo di Odisseo (1977, edizione Laterza, 1978, con traduzione di Fausto Codino)
Il bisogno di metallo era così vitale che persino un re poteva onorevolmente mettersi in viaggio per cercarlo.
L’ospite consiglia a Telemaco di mandar via i pretendenti e all’indomani riunire in assemblea tutti i Greci. Il giovane dovrà invece mettersi in viaggio per cercare notizie del padre, recandosi prima da Nestore a Pilo e poi da Menelao a Sparta. Se verrà a sapere che Odisseo è morto, tornato a casa dovrà uccidere i rivali, così come Oreste ha ucciso Egisto, reo di avergli assassinato il padre a tradimento.
[codice-adsense-float]Le tristi note di Femio che rievoca il ritorno dei Greci da Troia azzittisce i rivali e richiama Penelope “bella come una dea”. La sposa di Odisseo chiede all’aedo di cambiare solfa, ché la canzone che sta cantando le spezza il cuore per il ricordo del suo uomo, ma il figlio le ordina un po’ bruscamente di tornare nelle sue stanze: “dei racconti si interesseranno gli uomini: tutti gli uomini, ma soprattutto io, che sono il capo di questa casa”.
Le parole dell’ospite hanno rinvigorito Telemaco che parla ai rivali anticipando quanto dirà il giorno dopo all’assemblea. Loro si meravigliano del suo coraggio e Antinoo non riesce a formulare altro che un curioso avvertimento: il giovane stia attento che Zeus non lo faccia re di Itaca! Fatto sta che i rivali cantano e ballano fino a sera, poi ciascuno torna a casa propria, mentre la serva Euriclea accompagna a letto Telemaco e gli sistema la tunica: il giovane è già in età di andare per mare da solo, ma evidentemente non si sogna di riporre il vestito da sé.
Saul Stucchi
I versi più belli:
Raccontami, Musa, di quell’uomo ricco d’ingegno,
che molto dovette andar vagando,
dopo aver distrutto la sacra città di Troia,
e vide i paesi di molti uomini e ne conobbe i costumi,
e molte pene soffrì errando sul mare,
cercando di salvare la propria vita
e di portare indietro i suoi compagni.(I, vv. 1-5) Omero

- Odissea
- Autore: Omero
- Traduzione di Dora Marinari
- Commento di Giulia Capo
- Prefazione di Piero Boitani
- Copertina flessibile: 628 pagine
- Collana: Visioni
- Lingua: Italiano
- www.lalepreedizioni.com