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Voi siete qui: Europa » Viaggio in Olanda: pedalando a Broek in Waterland

23 Settembre 2018

Viaggio in Olanda: pedalando a Broek in Waterland

Quinta parte del reportage di Marco Grassano sull’Olanda.

L'interno della Grote Kerk o "Grande Chiesa" di Broek in WaterlandCi portiamo verso la vicina Grote Kerk, “grande chiesa”, monumentale costruzione gotica dalle pareti di laterizi leggermente sbilenche, come del resto quelle di tutte le case, per effetto della cedevolezza del terreno: peculiarità evidenziata dalla nostra guida tascabile. Eppure, i criteri costruttivi sono stati tali che tutti gli edifici sono ancora saldamente in piedi e in funzione.

La Grande Chiesa

Passiamo una porta a bussola, in vetro e ferro, saliamo alcuni gradini e ci ritroviamo nell’immensa navata. Il pavimento in pietra grigia include fitte lapidi funerarie, nel medesimo materiale e ugualmente lucidate dal passaggio. Dietro un bancone con alle spalle una scaffalatura che esibisce grossi volumi illustrati dai titoli fiamminghi, due donne, parlando un po’ di inglese, ci accolgono, ci chiedono di dove siamo e ci fanno estrarre da un espositore un foglio plastificato che presenta, nella nostra lingua, la storia della chiesa e le sue caratteristiche principali. Lasciamo loro gli zaini e iniziamo la visita.

Concepita come tempio cattolico, prima del suo completamento passò alla Chiesa Luterana, per cui non contiene immagini sacre. La parte centrale della navata, fra le due file di colonne che reggono il soffitto di assicelle a vista, è occupata da una serie di strutture in legno scuro, scolpito e intarsiato. L’ampia parte dietro le due donne è il coro.

Seguono un pulpito, palchetti per le autorità, sedie per i fedeli, attorno a un tavolo per celebrare e un fonte battesimale in marmo ruvido inciso da decorazioni. Sopra l’abside, un imponente organo rosso e dorato. In fondo a destra, una piccola libreria con una collezione di Bibbie, in varie lingue ed edizioni, sia riformate che cattoliche. In italiano, quella della CEI e quella protestante tradotta da Giovanni Diodati; in portoghese, la versione di João Ferreira de Almeida, citata in una poesia di Fernando Pessoa; molte delle altre mi sono linguisticamente inaccessibili. Disposti su un tavolino lì accanto, vengono offerti piccoli volumi coi Vangeli nelle principali lingue comunitarie, stampati dalla Società Biblica di Ginevra.

Proseguiamo il giro. Sull’altro lato, una piccola barca a vela e, a ridosso del coro, banchetti con in vendita libri usati, in olandese: romanzi o best sellers a tematica tutt’altro che devota. Forse è l’innato istinto commerciale di queste popolazioni che pervade anche le chiese e prevale su tutto.

Torniamo dalle donne e scambiamo qualche chiacchiera con loro. Mi informano che la raccolta di bibbie è stata offerta da un privato cittadino. Replico che anch’io ne ho varie, in diverse versioni nella stessa lingua, ma solo in quelle che so leggere. “E l’olandese lo legge?” mi domanda la donna di sinistra. “Purtroppo no” rispondo. Posiamo l’opuscolo, raccogliamo gli zaini, salutiamo e usciamo.

La via principale di Broek in Waterland, nel nord dell'OlandaImbocchiamo di fronte, passato un triangolo di verde pubblico, la via principale, che in effetti ha qualcosa delle main streets delle cittadine di provincia americane, quelle di mattoni. Incrociamo un canale, coi suoi alberi e le sue casette rivierasche, e proseguiamo.

Per le strade di Broek in Waterland

Ci fermiamo su una delle panchine di legno smaltato poste a ridosso degli edifici, come se fosse un’abitudine sedersi lì la sera – quando il clima lo permette… – per chiacchierare coi vicini, un po’ come nel Rione Orti di Alessandria, angolo di villaggio in città. Sul frontone della casa davanti a noi, un inserto in pietra corrosa con la data 1638. Appena indietro, nella laterale, angusta Schoolstraat, presumo “Via della Scuola”, al civico 2A, abbiamo notato un edificio che pare una chiesetta, con vetrate ad arco tondo sui lati e sopra la porta di ingresso, ma che in fin dei conti deve essere proprio la scuola, anche perché nettamente più grande delle costruzioni abitative vicine.

Ci alziamo e riprendiamo il percorso. Un edificio più corposo, con la grande scritta, sulla facciata, ANNO / DE VRIENDSCHAP / 1856. È sempre limitante ignorare la lingua del Paese che si visita. Notiamo che le casette hanno tutte una specie di ampia vetrina al lato dell’entrata: certo, per ricevere più luce. Caratteristica delle abitazioni unifamiliari diffusa un po’ dovunque, in Olanda. Ma io mi sentirei parecchio a disagio sapendo di poter essere osservato mentre leggo o ascolto musica o guardo la TV. Ché altre attività sono qui rigorosamente riservate ad altre stanze. Other voices other rooms, come il romanzo d’esordio di Truman Capote.

Vetrine di negozi, le cui insegne non comprendiamo: a parte, forse, quella della cartolibreria Boek Kantoor. Ecco che alla fine della via ci troviamo di fronte a un campanile, con tanto di carrillon di campane, che però non è annesso ad alcuna chiesa e reca invece sul frontespizio la scritta Waterlandsmuseum DE SPEELTOREN.

Una chiesa cattolica a Broek in Waterland, in OlandaGiriamo dapprima a sinistra, fino a una slanciata chiesa cattolica di impianto goticheggiante. Torniamo quindi indietro e prendiamo a destra, ritrovandoci poco dopo nei pressi dell’ampio ponte a cavallo di un canale che nel, tratto ampliantesi verso il porto e la laguna, presenta barche ormeggiate e tramagli da pesca sospesi alle sponde. A ridosso della ringhiera, la statua in bronzo di qualche misterioso personaggio dalla lunga zimarra, seduto su una panca e con una clava che gli si rizza da uno dei ginocchi.

Broek in Waterland (Olanda): il canale verso il porto e la lagunaAndando nell’altra direzione, e partendo dall’angolo col bar della Amstel Bier, costeggiamo da destra il naviglio, sempre scandito dagli immancabili alberelli di olmo e da qualche salice dal fogliame glauco. Oltrepassiamo e fotografiamo il piccolo ponte levatoio bianco (a bilanciere, come tutti gli altri del borgo) di St. Jacobsbrug e un secondo ponticello di fronte all’uscita del vicolo della scuola, per poi arrivare alla confluenza con un altro canale e svoltare a destra verso la via già percorsa. La incrociamo e raggiungiamo l’ennesimo ponte levatoio, il Lijnbaerbrugh, che valichiamo.

Passiamo dall’altra parte del canale e ci troviamo lungo un canale più importante, con motoscafi in fila lungo la riva fra i quali si è infiltrato un piccolo veliero a un albero, dal timone a barra. Proseguendo ci troviamo in breve di fronte alla Grande Chiesa e quindi accanto alle nostre biciclette.

Un piccolo veliero in un canale a Broek in Waterland (Olanda)Riprendiamo la pista ciclabile sull’altro lato della statale, diretti a Volendam. Il percorso procede pianello fra prati con pecore che brucano, canali e rare isole boscate che schermano qualche attività umana a carattere ambientale, in genere depuratori o trattamenti di liquami zootecnici. Passiamo su un lungo argine che taglia in due un braccio di laguna, insinuatesi come un fiordo.

Dopo il bianco Pietvinkbrug a bilanciere, che conduce a un gruppo di casette rivierasche dagli spioventi acuti con uno stile architettonico che ricorda il New England, proseguiamo sulla terraferma, sempre costeggiando un canale. Ci viene in mente il paesaggio anfibio della Camargue interna, a nord della Saintes Maries, tranne che per le costruzioni. Ma, a pensarci bene, anche le cabanes viste laggiù avevano i tetti molto ripidi, di canne palustri anziché di tegole. Bovini al pascolo. Ciuffi di alberi attorno a cascinali piccoli o grandi.

A una rotonda, lasciamo la strada principale e ne prendiamo, a destra, una ugualmente grande, imboccando pochi metri dopo una ciclabile asfaltata che rasenta un canale patinato di verde, dal quale si dipartono periodicamente, ad angolo retto, altri canali o fossati più piccoli, colmi d’acqua. Qualche fattoria a bordo strada. In vari punti, bovini pezzati, in piedi o placidamente sdraiati.

Nel canale, alla nostra destra, nuota una famigliola di cigni, genitori e cinque pulcinotti ancora grigi ma già abbastanza cresciuti. Mi viene in mente una poesia di Yeats, musicata da Angelo Branduardi, su questi nobili uccelli: “Creature di luce, ora lenti scivolano sull’acqua, misteriosi e belli: fra quali giunchi faranno il nido?”.

Un mulino dalle pale in movimento. Spiego a Ester che si tratta di pompe per trasferire l’acqua da un canale a un altro di livello superiore, e non di insediamenti molitori come quelli, pur apparentemente simili, visti a Malta.
Quinta parte – Segue
Marco Grassano
Foto di M. Ester Grassano

Didascalie:

    • L’interno della Grande Chiesa
    • La via principale di Broek in Waterland
    • Un tempio cattolico
    • Il canale verso il porto e la laguna
    • Il piccolo veliero nel canale
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