È di conforto scoprire che i designer pensano al cibo – intendo a tutte le implicazioni che esso comporta, dalla produzione industriale al consumo di massa – più e meglio di chi organizza esposizioni universali che dovrebbero essere dedicate al tema. Almeno questo è quello che ho dedotto visitando le principali mostre di Reciprocity Design Liège, appunto a Liegi, a cominciare da The Taste of Change, allestita (fino al 31 ottobre) all’Espace Saint-Antoine del Musée de la Vie Wallonne.
La navata centrale della chiesa sconsacrata è occupata da un lunghissimo tavolo su cui sono disposti una sessantina di progetti selezionati tra i quasi 200 partecipanti al concorso internazionale rivolto a scuole, studenti e designer. I temi d’ispirazione erano i cambiamenti d’abitudini alimentari, gli stili di vita, il consumo e la conservazione del cibo, la produzione e la distribuzione, le diversità biologiche e culturali.
Tutti i progetti selezionati mi sono sembrati interessanti e innovativi, come per esempio S-Pot di Maddalena Selvini che sfrutta il riutilizzo del calore per ridurre il consumo energetico o Kanaa del francese Aurélien Altius che recupera le antiche tradizioni culinarie dell’oriente utilizzando però una pietra saponaria svedese. Mix di culture, abbattimento delle frontiere (geografiche e politiche, ma anche culturali e sociali) e ovviamente un occhio (anzi due) all’aspetto estetico, ché sempre di design stiamo parlando.
Mangiare più lentamente porta a mangiare di meno è l’idea alla base del progetto Sana del belga Arno Van Baelen. Se è vero che lo stomaco impiega circa 20 minuti a comunicare al cervello di essere pieno, allora è bene allungare il tempo a tavola, ingerendo lentamente bocconi piccoli, tagliati e portati alla bocca con posate dalla forma appositamente studiata.
Ma è anche importante approcciarsi al cibo con un altro atteggiamento, di piena consapevolezza. Un video mostra la vivisezione di un panino al salame come se si trattasse di un corpo umano sul tavolo operatorio. La politica ormai la si fa al supermercato e il cibo fa la cultura, così come la cultura fa il cibo.
Consapevolezza, partecipazione, consumo responsabile, attenzione al sociale (la funzione del design come servizio pubblico, per tutti, è stata sottolineata dalla direttrice artistica Giovanna Massoni) sono state le parole più ripetute durante le varie presentazioni del Polo del Design di Liegi. Per la prima volta Reciprocity esce dai confini provinciali e anche questo è un segnale ben chiaro.
La mostra Welcome To_ _ espone invece le ricerche, i progetti e i lavori sviluppati in due zone, il distretto di Saint-Gilles e quello di Seraing-Ougrée. Anche in questo caso l’aspetto sociale è il più evidente e importante: ogni quartiere, così come ogni agglomerato urbano, si fonda su una comunità di persone che non può essere ridotta alla semplice somma di cittadini e di corrispondenti esigenze.
All’Athénée Léonie de Waha è invece in corso la mostra Deconstruction – The Sum of the Parts che illustra il procedimento di decostruzione di un edificio e il successivo riutilizzo dei materiali per la costruzione di una nuova struttura. A fare da scenografia è lo spettacolare teatro del Liceo, progettato dall’architetto Jean Moutschen: chiuso da molti anni per restauri, rimarrà aperto fino al prossimo primo novembre proprio per la mostra.
Tra le altre tappe del ricco programma della manifestazione è il caso di citare almeno l’esposizione dedicata all’arte berbera, ospitata (anch’essa fino al primo novembre) al centro d’arte Espace 251 Nord. È il risultato di oltre vent’anni di studi del curatore Lucien Viola e raccoglie tappeti e vesti, ma anche elementi architettonici e porte in legno, degli Imazighen, ovvero dei Berberi. Manufatti spettacolari!
Al Grand Curtius si possono invece visitare A Touch of Steel, con la selezione delle opere di 22 studenti che si sono cimentati artisticamente con l’acciaio, e Cuillère Couteau Fourchette, una straordinaria carrellata nell’universo delle posate, dal 1931 a oggi. Abituati come siamo a utilizzarli tutti i giorni, prestiamo poca attenzione a forchetta, coltello e cucchiaio, mentre molti designer hanno riservato a questi accessori tutto il loro talento, producendo vere e proprie opere d’arte.
Saul Stucchi
SPECIALE LIEGI:
– Reciprocity Design Liège si apre all’Euroregione Mosa-Reno
– Al Grand Curtius di Liegi una piccola mostra sulla Fuga in Egitto
– Al Pentahotel ho dormito ai piedi di Liegi
– Liegi si presenta al mondo con uno splendido biglietto da visita
Info: www.reciprocityliege.be
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www.ouftitourisme.be
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