Con una fotografia dal titolo Milano da bere, scattata nel 2023, Simone Cozzi è l’ospite della MicroMostra di ALIBI del mese di aprile. L’undicesimo microallestimento organizzato dall’editora e dal direttore della rivista culturale che state leggendo è stato caratterizzato da un’importante – e molto apprezzata – novità.
Ma è il caso di procedere con ordine. I lettori di ALIBI conoscono Simone Cozzi soprattutto come scrittore, autore di romanzi “gialli” che chi scrive queste righe ha più volte definito “noir” nelle recensioni a essi dedicate.

Simone – mi permetto il riferimento con il solo nome di battesimo perché ci conosciamo dal lontano 1994, quando per un anno abbiamo condiviso una casa in occasione del servizio civile alle porte di Varese (in “quel” 1994!), praticamente da sempre si dedica però anche alla fotografia. Lo ricordava ieri sera all’inaugurazione della MicroMostra, davanti a una quindicina di invitati. Se è arrivato alla scrittura grazie alla madre per gestire la comunicazione ricorrendo a una forma non verbale, quando soffriva di balbuzie, per la passione per la fotografia è debitore nei confronti del padre.

Conosco bene i suoi romanzi – in particolare quelli che hanno il Delegato Ripamonti come detective alle prese con casi che rischiano di mettere in disordine l’ordine imposto dal regime durante il Ventennio – e anche la sua fotografia (per aver visto diverse sue esposizioni, come Everybody wants to be a cat che recentemente ha tenuto nella sua Vedano al Lambro (MB) o quella che ho organizzato con gli Amici della Biblioteca di Mezzago, intitolata Metromorphosis. Cronache di una città che sfugge. E mi pare che ci sia un nesso tra il noir della sua scrittura e il bianco e nero della sua fotografia…
E proprio nel percorso espositivo della mostra mezzaghese era inserita Milano da bere che ieri Simone ha appeso alla parete del nostro soggiorno. La foto è ispirata agli anni Ottanta, quando le persone avevano ripreso a uscire e la città tornava a respirare dopo la cappa del terrorismo. Raffigura lo storico Bar Magenta, a due passi dall’Università Cattolica (frequentata da Simone, che ha ricordato l’esame di teologia con don Giussani, il fondatore di CL) e dalla stazione Cadorna.

La fotografia si potrà ammirare su appuntamento fino al 30 maggio, data di inaugurazione della prossima MicroMostra (in realtà anche successivamente a questa data perché l’autore ha generosamente deciso di farcene dono, contravvenendo a una delle poche indicazioni che diamo agli artisti invitati, ovvero quella di riprendersi l’opera al termine del periodo espositivo).

Ma è il momento di tornare alla novità anticipata in apertura: ad accompagnare l’inaugurazione della MicroMostra di Simone Cozzi è stato l’amico e compagno di molte iniziative Andrea Giussani. Il musicista brianzolo non solo ha mostrato la sua maestria – suonando senza spartito – ma ha anche catturato l’attenzione degli ospiti dialogando con Simone e il sottoscritto a proposito di jazz e dell’influenza reciproca con la musica classica, per esempio in Stravinskij, e della pratica della trascrizione musicale (nelle sue varie declinazioni), a cui proprio in settimana ho dedicato un incontro alla Biblioteca Ostinata di Milano ospitando il chitarrista classico Giacomo Copiello, ideatore e organizzatore di Trascrizioni Festival a Vicenza (in autunno ci sarà la terza edizione).
Riscontri e commenti sulla serata di ieri sono stati molto positivi – un poco deve aver contribuito anche la ricca tavolata del rinfresco – a riprova che fare cultura è un’attività tutt’altro che noiosa.
Saul Stucchi
Foto di Enrico Giudicianni