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Voi siete qui: Teatro & Cinema » Giuseppe Battiston è più Churchill di sir Winston

9 Gennaio 2020

Giuseppe Battiston è più Churchill di sir Winston

Sala gremita e calorosi applausi al termine della prima recita. A conferma che “Winston vs Churchill” è uno spettacolo da vedere. È in cartellone al Teatro Franco Parenti di Milano fino al prossimo 19 gennaio.

Gran parte del merito del successo va, ovviamente, al protagonista Giuseppe Battiston, ma la sua talentuosa prova attoriale è sostenuta da un apparato all’altezza di cotanto interprete (e personaggio). A cominciare dalla giovane Lucienne Perreca nel ruolo dell’infermiera alla prese con un paziente tutt’altro che paziente.

Giuseppe Battiston e Lucienne Perreca in "Winston vs Churchill" (foto di Noemi Ardesi)

A dirigere l’adattamento del testo “Churchill, il vizio della democrazia” di Carlo G. Gabardini è Paola Rota, mentre le scene sono di Nicolas Bovey, illuminate dal disegno luci curato da Andrea Violato. Classici i costumi di Ursula Patzak, originali – nel senso di curiosi – i suoni e le musiche scelte da Angelo Longo (sparate a un volume un po’ troppo alto, se posso confessare la mia opinione).

L’universo di Churchill, che concretizzò quanti altri mai la massima scespiriana secondo cui tutto il mondo è un palcoscenico, fu appunto il mondo intero, qui raccolto entro un cerchio di terra sulla cui sommità è posta la poltrona dell’ex primo ministro. In scena arriva in realtà prima il fumo del sigaro di sir Winston, quasi animato di vita propria come il sorriso del gatto del Cheshire.

Churchill – Battiston, invece, sta cercando il suo Jock. Ma ancora più intensamente tenta di fare un bilancio della propria carriera, tra acciacchi, sfuriate e perdite di memoria. Dubbi sul suo operato non ne mostra. Fedele al principio di realtà, non può che compatire l’ingenuo idealismo dell’infermiera Margaret. Lei cerca di tenerlo tranquillo, di impedirgli di bere e di fumare. Lui è un vulcano che non ha ancora esaurito la carica di energia.

Giuseppe Battiston in "Winston vs Churchill" (foto di Noemi Ardesi)

Certo, non è più il giovane che era andato a Cuba sul finire dell’Ottocento per imparare a fumare il sigaro. Ma è ancora indomito. Gli fanno compagnia i fantasmi del passato, Franklin (Delano Roosevelt) e Giuseppe (Stalin), ma anche i 43 mila morti di Gallipoli, vittime della disastrosa campagna dei Dardanelli. Sembrava la pietra tombale sulla sua carriera e invece gli venne offerta una seconda occasione, nell’ora più buia per il Regno Unito (per citare il titolo del film con Gary Oldman nei panni di Churchill).

Allora dimostrò di saper reggere il timone della nave in tempesta. Ma quanto stupore prova chi abbia la curiosità di accostare la retorica del vero Churchill con quella del personaggio interpretato da Battiston. Che contrasto! Il discorso letto dal Primo Ministro nella Camera dei Comuni il 4 giugno del 1940 (“We shall fight on the beaches”. Trovate il file audio dell’intero intervento sul sito del giornale The Guardian) sembra una giaculatoria sbiascicata senza troppa convinzione. Quanto Shakespeare c’è invece nell’oratoria di Battiston! (Ancora ricordo il suo “Macbeth” visto a Genova nel 2013).

La memoria di Churchill comincia a fare qualche brutto scherzo. La depressione è in agguato, soprattutto quando riemerge il ricordo della figlia primogenita, morta suicida. Ma finché potrà contare sui fidi alleati sigaro e alcol, sir Winston riuscirà ad alimentare la sua particolare visione del mondo, inanellando un aforisma dietro l’altro. E continuerà a sfidare l’ingenua, ma sorprendentemente combattiva e preparata, infermiera nel gioco delle ultime parole famose.

E io intanto pensavo che dopo aver interpretato Orson Welles e Winston Churchill arriverà prima o poi – spero – il momento in cui Giuseppe Battiston si misurerà con un altro fumatore di sigari con il conto aperto con la storia: Fidel Castro.

Saul Stucchi
Foto di Noemi Ardesi

Winston vs Churchill

da “Churchill, il vizio della democrazia” di Carlo G. Gabardini
con Giuseppe Battiston e Lucienne Perreca
regia Paola Rota
scene Nicolas Bovey
costumi Ursula Patzak
luci Andrea Violato
suono e musica Angelo Longo
Informazioni sullo spettacolo

Dove

Teatro Franco Parenti
via Pier Lombardo 14, Milano

Quando

Dall’8 al 19 gennaio 2020

Orari e prezzi

Orari: giovedì 21:00, venerdì 20:00, sabato 20:30, domenica 16:15, martedì 20:00, mercoledì 19:45
Biglietti: I settore intero 38 €; II, III e IV settore intero 30 €; under 26 / over 65 18 €

Maggiori informazioni

Sito web ufficiale:

www.teatrofrancoparenti.it

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