Qualche mese fa ho avuto il piacere di intervistare lo chef Fabio Picchi nella sala del Teatro del Sale, di fronte al suo ristorante Il Cibreo a Firenze (se avete ancora un po’ di pazienza, a breve potrete leggerne il resoconto qui su ALIBI).
Durante quella simpatica chiacchierata, seduti al tavolone di legno davanti alla cucina, rimasi colpito in particolare dalla gestualità istrionica, direi teatrale, di Picchi. Ma ieri sera ho scoperto che la vera teatrante è sua moglie! Sì, certo, sapevo già che Maria Cassi di mestiere fa l’attrice, ma non avevo ancora avuto occasione di assistere a un suo spettacolo. Così “Schegge”, in scena al Teatro Franco Parenti di Milano fino al 19 gennaio, mi ha rivelato quello che molti spettatori già sanno e che il marito mi aveva anticipato: Maria è bravissima!
Sullo stesso palco della Sala AcomeA sul quale un paio di ore prima Piero Boitani aveva tenuto la sua lectio magistralis (davvero magistrale) su Ulisse, inscenando un siparietto con l’amico della casa editrice Il Mulino che ne ha appena pubblicato il monumentale “Il grande racconto di Ulisse”, Maria Cassi ha ricreato con le sole parole e l’accompagnamento della chitarra del giovane maestro Marco Poggiolesi la Piazza dei Ciompi dove vive. Naturalmente insieme al marito che per privacy ha deciso di chiamare “Garibaldi”, tra le risa del pubblico in sala.
“Non mi piace cucinare, ma sono maritata con uno chef che è più famoso di me” ha scherzato l’attrice, dando il via a una serie di gag sul celebre coniuge che russa rumorosamente ed è convinto che ogni malanno di lei sia dovuto alla fame… Ma ce n’è anche per i Milanesi che non parlano come loro, i Toscani, e hanno inventato la roulette russa della raccolta differenziata!
“Schegge” sono pensieri, apparizioni, fantasmi di “una notte buia e tempestosa” nel cuore di Firenze. È teatro surreale, cabaret allo stato puro. La Piazza dei Ciompi è il palcoscenico su cui si esibiscono il tossico, l’uomo con il cane, la dama charmante, il fornaio, il giovane che prende a calci una lattina di birra, tutti al richiamo della civetta (ma non sarà un gabbiano?). Loro sono i comprimari, Maria è la protagonista assoluta.
Ammirato dalla sua arte istrionica, ieri sera mi veniva da chiedermi se Maria sia più brava a fare le smorfie o a modulare la voce e intanto lei rievocava alcuni dei brani più celebri della storia della musica leggera, da “Image”di John Lennon (fischiettata da lei è ancora più da brividi) a “No Woman, No Cry” di Bob Marley fino a “Stairway to Heaven” dei Led Zeppelin, mentre raccontava del suo colon irritabile e del gatto Beppe che la notte le si mette sulla testa come un colbacco.
Quante avventure deve vivere in quella casa il povero felino, se “Schegge” ne è solo un frammento, pur esilarante e sapido (almeno quanto le misteriose “centopelli” che secondo lo chef dovrebbero sedare la fame notturna dell’attrice).
“Il teatro è amore, passione e rivoluzione” ha detto Maria al termine dello spettacolo ringraziando il pubblico per i calorosi applausi e il bravo maestro Poggiolesi. E grazie anche a Garibaldi.
Saul Stucchi
Dall’11 al 19 gennaio 2017
Schegge
- di e con Maria Cassi
- e con Marco Poggiolesi alle musiche di scena
- luci e suoni Diego Costanzo
- Orari: martedì, giovedì e sabato 20.45; mercoledì e venerdì 19.30; domenica 15.45
Lunedì riposo - Biglietti: intero platea 32 €; galleria 25 €; ridotto 18 €
- Durata: 80 minuti
Teatro Franco Parenti
Via Pier Lombardo 14 Milano