Voi come scegliete uno spettacolo teatrale? Di norma, io vado sul sicuro puntando sul classico: Shakespeare e i tragediografi greci su tutti. Oppure mi affido all’esperienza personale come spettatore e scelgo in base al nome dell’interprete in scena o del regista, anche laddove non conosco il testo che verrà rappresentato. Ma non è raro che mi lasci guidare dalla curiosità (sono o non sono un giornalista culturale?!).
Nel caso di Cemento di Thomas Bernhard è stato un dettaglio a stuzzicare la mia curiosità: il protagonista è uno scrittore alle prese con una biografia del compositore Felix Mendelssohn Bartholdy…
Al Teatro Out Off di Milano sarà in cartellone fino a domenica 1° marzo – in prima nazionale – l’adattamento drammaturgico che Roberto Trifirò ha tratto dal romanzo di Bernhard (nella traduzione di Claudio Groff per SE). Trifirò ne firma anche la regia e interpreta il monologo, dando voce e corpo a questo scrittore in crisi che non riesce a fare il primo passo.

Il blocco del foglio bianco che pur sottilissimo appare come barriera insormontabile capita a tutti quelli che scrivono per mestiere. Thomas Mann – che, ricordiamolo en passant, vinse il Nobel per la letteratura nel 1929 – ha detto qualcosa come “Lo scrittore è uno per il quale scrivere è più difficile che per le altre persone”.
Ecco dunque il nostro musicologo Rudolf che si sposta da un tavolino all’altro di quelli disposti sul palcoscenico, nelle varie fasi della giornata, tra riti, pause e scuse per rimandare a un altro momento, più propizio, quella tanto sospirata prima riga che dovrebbe dare la stura alla cascata di parole della monumentale biografia del compositore tedesco.
Ma c’è sempre qualcosa che si mette di traverso e gli impedisce di fissare su carta queste benedette parole! In particolare è la sorella a inibirgli l’ispirazione. E il bello è che a infastidirlo è tanto l’assenza quanto la presenza di lei. Averla finalmente convinta ad abbandonare quella cripta che è la sua casa non ha infatti portato allo scrittore alcun giovamento in termini di creatività.
Cripta è la parola chiave attorno alla quale Gianni Carluccio – che collabora da tempo con Trifirò: ricordo qui soltanto Il re del plagio di Jan Fabre, Regredior ed Edipus di Giovanni Testori, sempre all’Out Off – ha costruito le scene (suoi anche i costumi e le luci).
Me l’ha raccontato lui stesso durante una piacevole chiacchierata davanti a un caffè qualche giorno fa: anche in quel caso, motore primo è stata la mia curiosità. Nel foyer del Teatro Comunale Nouveau di Bologna, in attesa di assistere allo spettacolare Idomeneo di Mozart, il mio sguardo è stato catturato da un campione di pavimento per l’Attila di Verdi, realizzato proprio da Carluccio… Ma di questo racconterò in un’altra occasione.

Nelle note di regia Trifirò svela che la sua lettura del romanzo ha preso forma dalla frase / immagine: “Ogni esistenza è un muro.”
Riguardo al personaggio che interpreta dice:
In lui non c’è più slancio creativo, solo accumulo, stratificazione, paralisi. In fondo, Cemento è un’autopsia del nostro presente. Il cemento è quello dei casermoni senza volto, delle periferie mute, del turismo di massa, dei loculi senza storia. È simbolo dell’amorfo, del morto, dell’irreversibile. È ciò che resta quando tutto il resto è stato rimosso. Ecco perché ho scelto di non cercare redenzione, né poesia. Solo una lenta sedimentazione. Solo materia. Solo il muro”.
Il suo musicologo Rudolf è un uomo piegato dalle proprie fisime, stizzito perché non gli viene riconosciuto il valore dello sforzo intellettuale che è alla base del suo lavoro, più a suo agio con i morti che con i vivi (il tema della morte aleggia in tutto il romanzo).
Come aveva già scoperto l’Orazio delle Epistole (Romae Tibur amem, ventosus Tibure Romam), la sua vita non muta con il drastico cambio di clima nel soggiorno a Palma di Maiorca, dove farà la conoscenza di Anna, interpretata da Priscilla Cornacchia.
Non gli scalda il cuore nemmeno La mer di Charles Trenet… a differenza di me che non ho smesso di canticchiarla per un bel po’, nella versione di Julio Iglesias (quella che chiude il film La talpa, per intenderci).
NB: Promozione speciale riservata alle lettrici e ai lettori di ALIBI Online : biglietti ridotti a 7 € (anziché 20 €) per lo spettacolo Cemento in scena al Teatro Out Off fino al 1° marzo. Per prenotare con la promozione riservata scrivere a biglietteriaoutoff@gmail.com e indicare PROMO ALIBI ONLINE.
Saul Stucchi
Foto di Angelo Redaelli
Cemento
di Thomas Bernhardtraduzione Claudio Groff
adattamento drammaturgico e regia Roberto Trifirò
con Roberto Trifirò e Priscilla Cornacchia
scene, luci e costumi Gianni Carluccio
assistente alla regia Alessio Boccuni
collaborazione ai movimenti Franco Reffo
tecnico Iacopo Bertrand Bonalumi Lottieri
fotografo Angelo Redaelli
produzione Teatro Out Off
Informazioni sullo spettacolo
Dove
Teatro Out OffVia Mac Mahon 16, Milano
Quando
Dal 10 febbraio al 1° marzo 2026Orari e prezzi
Orari: martedì, giovedì 20:30mercoledì, venerdì e sabato 19:30
domenica 16.00
lunedì riposo
Durata: 1 ora e 10 minuti senza intervallo
Biglietti: intero 20 €; ridotti 14/10 €