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Voi siete qui: Senza categoria » “Quartett” di Heiner Müller diretto da Maximilian Nisi

29 Gennaio 2026

“Quartett” di Heiner Müller diretto da Maximilian Nisi

Fino a domenica primo febbraio il Teatro Franco Parenti di Milano propone – per la sua Sala Blu – lo spettacolo Quartett di Heiner Müller, per la regia di Maximilian Nisi che ne è anche interprete insieme a Viola Graziosi (entrambi tornano periodicamente a calcare uno dei palcoscenici del teatro “multisala” milanese: ricordo per esempio il primo ne Il piacere dell’onestà di Pirandello e la seconda in Offelia suite).

In questo caso si tratta di un piccolo gioiello raffinato che gusteranno in particolare gli amanti delle atmosfere settecentesche. Müller, infatti, si rifà alle Liaisons dangereuses (“Le relazioni pericolose”) a due secoli di distanza dalla composizione del romanzo epistolare di Choderlos de Laclos (i due testi, quello del tedesco e quello del francese, sono rispettivamente del 1980 e del 1782). E quelle sono richiamate dai bei costumi di Vincenzo La Mendola, che firma anche le scene. Allo spettatore sembrerà di calarsi in un film in costume o di veder prendere vita alcuni dei ritratti di Vittore Ghislandi più noto come Fra Galgario.

Il velo sulla quarta parete – quella che mette in comunicazione la scena con la platea – accentua la dimensione onirica di quell’ambiente claustrofobico in cui si muovono i due interpreti. E dico interpreti perché i personaggi in realtà sono di più.

Quartett è infatti la rappresentazione di un gioco di ruolo tra la marchesa di Merteuil e il visconte di Valmont, entrambi lontani ormai dai loro giorni migliori. Come topolini di laboratorio in gabbia, si muovono avanti e indietro nel boudoir tra specchi (elemento fondamentale per tutte le implicazioni psicologiche e sceniche che comporta, come moltiplicatore di immagini e di significati) e arredi in rovina. Si cercano, si respingono, si toccano e si “usano” per raggiungere il proprio piacere, tra gesti più o meno espliciti e mugolii.

Mi pare di poter dire che Müller ha ben appreso la lezione degli scrittori libertini: l’amore è essenzialmente parola. O, detto in altro modo, nulla è più eccitante della parola. L’eros che si fa parola, per dirla con il poeta catanese (nei prossimi giorni sarà nelle sale il film Franco Battiato. Il lungo viaggio di Renato De Maria. E Quartett è prodotto da Teatro della Città di Catania…).

Le opere dei scrittori libertini erano considerate libri da leggere con una mano sola, intendendo che l’altra era libera di impegnarsi in altra attività altrettanto eccitante. Ecco: l’eccitazione è cercata, mimata, raggiunta e trasmessa in questo spettacolo che non perde mai la tensione, grazie al talento di Nisi e Graziosi.

Il fatto che sia délabré non significa che sia meno potente l’eros che si sprigiona dal testo e da questo allestimento di Nisi. Civiltà dell’eros proprio perché civiltà della parola – si leggano i libri di Benedetta Craveri (questi sì da reggere con due mani, vista la mole di pagine in cui la studiosa inanella aneddoti, episodi e personaggi uno più interessante dell’altro) – il Settecento francese è qui epitomato in una serie di massime come «la guerra è un buon veleno contro la noia», «la paura rende filosofi» e «il suicidio è il coronamento della masturbazione».

Tra ribaltamenti di ruoli, un bastone molto espressivo (quasi la personificazione dell’assente per un classico ménage à trois in un convegno amoroso peraltro affollato), un’illuminazione ben calibrata e stoccate verbali tra una palpata e l’altra la marchesa e il visconte ci danno dentro.

Nel senso che non si risparmiano perché il nemico più temibile è la noia, non la morte, e il tempo va in qualche modo ammazzato. Il tic toc dell’orologio che si ode prima dell’inizio e alla fine è lì a ricordarcelo. E forse è vero che l’eternità è l’erezione del tempo.

Saul Stucchi
Foto di Michele Pantano

Quartett

di Heiner Müller
traduzione Saverio Vertone
regia Maximilian Nisi
con Viola Graziosi e Maximilian Nisi
musiche originali Stefano De Meo
scene e costumi Vincenzo La Mendola

Informazioni sullo spettacolo

Dove

Teatro Franco Parenti
via Pier Lombardo 14, Milano

Quando

Dal 27 gennaio al 1° febbraio 2026

Orari e prezzi

Orari: martedì 27 gennaio 20:30
mercoledì 28 gennaio 19:15
giovedì 29 gennaio 20:15
venerdì 30 gennaio 19:15
sabato 31 gennaio 19:15
domenica 1° febbraio 15:45
Durata: 1 ora e 10 minuti senza intervallo

Biglietti: intero 25/20/15 €; ridotto 18/16/12 €
Tutti i prezzi non includono i diritti di prevendita

Maggiori informazioni

Sito web ufficiale:

https://teatrofrancoparenti.it

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