Alla Galleria Giorgio Franchetti alla Ca’ d’Oro di Venezia è allestita fino al prossimo 23 luglio la mostra “Serenissime Trame. Tappeti della Collezione Zaleski e dipinti del Rinascimento”, curata da Claudia Cremonini, Moshe Tabibnia e Giovanni Valagussa.

Tappeti e dipinti
Il percorso espositivo mette in dialogo tra loro ventisei tappeti antichi e sei dipinti rinascimentali. Così, per esempio, la splendida tela della “Madonna dell’Ombrellino” (Madonna col Bambino, San Giuseppe, l’arcangelo Raffaele e Tobiolo) di Girolamo dai Libri, prestata dal Museo di Castelvecchio di Verona, è “incorniciata” ai due lati da magnifici tappeti appesi alle pareti, mentre di fronte ad essa è disteso un altro spettacolare esemplare.
[codice-adsense-float]Le opere d’arte, nella cui definizione possiamo annoverare anche i tappeti, non sono state naturalmente selezionate a caso. Le tele sono state scelte nell’ambito culturale della vasta area dominata da Venezia, mentre i tappeti sono stati selezionati dalla ricchissima collezione che Romain Zaleski ha donato alla Fondazione Tassara di Brescia (oltre milletrecento pezzi!). A loro si aggiungono tre tappeti della Collezione Franchetti, formata da quattordici manufatti: tutti e tre i tappeti sono stati sottoposti a un attento restauro in occasione della mostra. Ad aprire il percorso è proprio uno di questi tappeti, realizzato in Anatolia.
Tre fili
Il barone Giorgio Franchetti, fondatore del museo statale di Ca’ d’Oro, aveva una passione per i tappeti. E in effetti la mostra intende annodare tre fili: i tappeti, la pittura e appunto il collezionismo.
La tela della “Visitazione” di Vittore Carpaccio mostra la moda di appendere tappeti alle finestre dei palazzi nobiliari, come ostentazione della propria ricchezza, mentre la scena intima della “Nascita di Maria” dello stesso pittore testimonia l’uso quotidiano dei tappeti (s’intende nelle dimore più agiate).
Nelle sale sono esposti tappeti ad arabeschi, tappeti transilvani, tappeti a nicchia e a doppia nicchia, a uccelli e a draghi, a medaglioni, a palmette e nuvole… Il tipo detto “Holbein” è presente in tre versioni, così come il tipo “Lotto”. Dall’interessante video trasmesso in una saletta apprendiamo che Lorenzo Lotto in realtà dipinse soltanto due tappeti, ma talmente bene da meritarsi il privilegio di dare il proprio nome a un tipo di decorazione.
La piccola storia di un grande tappeto
Il video-racconto è stato realizzato da Wladimir Zaleski: gli dà voce Luciano Bertoli, mentre le musiche sono di Pierangelo Taboni. “Ecco: io sono il punto” è l’esordio della “piccola storia di un grande tappeto” che ha viaggiato dall’Anatolia a Costantinopoli per poi arrivare in Europa, scomparire per lungo tempo, venir ritrovato all’inizio del Novecento e subito venduto.
Nel documentario è richiamato il valore del tappeto come ritaglio di luogo sacro, mentre scorrono immagini di opere celebri, dipinte da Holbein il Giovane (come i suoi “Ambasciatori”), Crivelli e Vermeer.
“Osservatemi, toccatemi, accarezzatemi” invita il tappeto turco protagonista della storia. Come nelle epigrafi sepolcrali latine (“Siste viator”), l’esortazione è a fermarsi, a prestare attenzione, a dedicare un po’ di tempo a quello che si ha davanti, pronto a raccontare la propria storia. Ma prendete alla lettera soltanto la prima parte dell’invito del tappeto turco, perché altrimenti incorrereste nei giusti richiami del personale di sala. I tappeti esposti si ammirano, ma non si toccano!
Saul Stucchi
Didascalie:
- TAPPETO A GIARDINO CON COMBATTIMENTO DI ANIMALI
Persia centrale, XVI secolo, II metà
cm 384 x 274 – MT178482
* courtesy and photo credits Galleria Moshe Tabibnia - Vittore Carpaccio
Visitazione (1502-1504 circa)
Olio su tela, 128 × 137 cm
Venezia, Galleria Giorgio Franchetti alla Ca’ d’Oro, inv. d.215
(già Venezia, Museo Correr, inv. 47) - TAPPETO A PICCOLI DISEGNI “HOLBEIN”
Anatolia occidentale, XV secolo, II metà
cm 166 x 102 – T21
*Courtesy and photo credits Open Care – Servizi per l’Arte
SERENISSIME TRAME
Tappeti dalla collezione Zaleski e dipinti del Rinascimento
Dal 23 marzo al 23 luglio 2017
Galleria Giorgio Franchetti alla Ca’ d’Oro
Cannaregio 3932
Venezia
Orari:
Lunedì: 8.15 – 14 (chiusura biglietteria alle 13.30); martedì – domenica: 8.15 – 19.15
(chiusura biglietteria alle 18.45), chiuso il 1 maggio
Biglietti: intero 13 €, ridotti 6,5 € / 11 €
Trasporti:
Da Piazzale Roma o Ferrovia vaporetto linea 1, direzione Lido, fermata Ca’ D’Oro (circa 10 minuti)
Da Piazza San Marco vaporetto linea 1, direzione p.le Roma, fermata Ca’ D’Oro (circa 20 minuti)
Informazioni:
Tel. 041.5200345
www.cadoro.org