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Voi siete qui: Storia » In chiusura “Antiche civiltà del Turkmenistan”

6 Aprile 2026

In chiusura “Antiche civiltà del Turkmenistan”

Ultimissimi giorni per visitare ai Musei Capitolini di Roma, più specificamente nelle sale di Palazzo dei Conservatori, la mostra Antiche civiltà del Turkmenistan. Chiuderà infatti i battenti domenica 12 aprile.

È promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali con il Ministero degli Affari Esteri e Cooperazione Internazionale, e realizzata in collaborazione con il Ministero della Cultura del Turkmenistan, l’ISMEO – Associazione Internazionale di Studi sul Mediterraneo e l’Oriente, il CRAST (Centro Ricerche Archeologiche e Scavi di Torino per il Medio Oriente e l’Asia) e l’Università degli Studi di Torino. Ne firmano la curatela Claudio Parisi Presicce, Barbara Cerasetti, Carlo Lippolis, Mukhametdurdy Mamedov, mentre l’organizzazione è curata da Zètema Progetto Cultura.

Presenta al pubblico circa 150 reperti che provengono dalla Margiana protostorica e dall’antica Partia. Un pannello di sala mostra la mappa – compilata dall’archeologa Elise Luneau – delle principali culture dell’Asia Centrale, in contatto durante l’età del Bronzo, con l’indicazione delle fonti di minerali (dall’oro all’alabastro) e delle possibili vie di scambio.

Nelle teche sono esposti vasi, flaconcini cosmetici, statuette – come quella composita in steatite nera e marmo bianco dalla Tomba 1799 della Necropoli Reale di Gonur-tepe, datata tra la seconda metà del III e gli inizi del II millennio (mi ha ricordato la bella mostra Idoli. Il potere dell’immagine, allestita al Palazzo Loredan di Venezia nel 2018).

Molto ben fatti i pannelli didattici, dedicati, per esempio, alla vita quotidiana e all’economica agropastorale, alla classe elitaria e agli oggetti di prestigio come status symbol, al memoriale degli Arsacidi di Nisa Vecchia.

Senza dubbio i protagonisti dell’esposizione sono i rytha in avorio, scoperti nel 1948 dalla missione sovietica nella Casa Quadrata di Nisa Vecchia. Cito dal pannello che li presenta:

Il rhyton è un contenitore impiegato per bere e versare diffuso in Asia Centrale fin dai periodi più antichi. Gli esemplari da Nisa presentano un caratteristico terminale che riproduce a tutto tondo esseri ibridi come il leogrifo, creature mitologiche o figure umane, al di sotto del quale si trova il foro per l’erogazione del liquido. Sulla porzione superiore corre un fregio istoriato sormontato da una cornice con protomi e maschere aggettanti. Fra le decorazioni dei fregi figurano i dodici dei dell’Olimpo, cicli narrativi ispirati a modelli di ambito mediterraneo, e scene collegate al rituale dionisiaco”.

Si potrebbe rimanere ore davanti a questi straordinari manufatti per ammirarne ogni dettaglio della decorazione, ma si perderebbe l’occasione di dedicarsi anche ad altri capolavori selezionati dai curatori. In particolare le teste in argilla cruda – di un principe partico? Di un guerriero o un eroe? Di un sovrano, forse Mitridate I o Mitridate II – rinvenute nella Sala Quadrata e nella Sala Rotonda di Nisa Vecchia, ora custodite al Museo Statale di Ashgabat, capitale del Turkmenistan.

E poi la statua di Afrodite Anadiomene – ovvero che emerge dal mare – in marmo e gesso, datata al II secolo avanti Cristo e quella di una dea non identificata, forse Ecate, più o meno contemporanea.

Tutto il materiale esposto è meritevole di attenzione, essendo stato scelto perché il visitatore possa avvicinarsi alla storia di una vasta area – geografica e culturale – in Italia poco nota, in un arco temporale molto esteso. Amuleti-sigilli, frammenti di recipienti, vasi cultuali, figurine antropomorfe, collane braccialetti orecchini, brocchette e un’ascia cerimoniale.

Ma poi, inevitabilmente, si tornerà a fissare lo sguardo sui ryhta in avorio.

Utilizzati dai membri della corte arsacide in contesti probabilmente connessi alla sfera celebrativa e funeraria o commemorativa, i rhyta niseni vedono la fusione di elementi appartenenti a tradizioni artistiche diverse: se i terminali si rifanno all’immaginario vicino-orientale e centro-asiatico, i fregi si caratterizzano per un linguaggio figurativo di matrice ellenistica.”

Saul Stucchi

Didascalie:

  • Rhyton
    II sec. a.C. – I sec. d.C.
    State Museum of the State Cultural Centre of Turkmenistan
  • Testa maschile
    I sec. a.C. – I sec. d.C.
    State Museum of the State Cultural Centre of Turkmenistan

Antiche civiltà del Turkmenistan

Informazioni sulla mostra

Dove

Musei Capitolini
Piazza del Campidoglio 4, Roma

Quando

Dal 25 ottobre 2025 al 12 aprile 2026

Orari e prezzi

Orari: tutti i giorni 9.30 – 19.30

Biglietti: informazioni sul sito ufficiale

Maggiori informazioni

Sito web ufficiale:

www.museicapitolini.org

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