• Passa alla navigazione primaria
  • Passa al contenuto principale
  • Passa alla barra laterale primaria
  • Passa al piè di pagina
  • Luoghi
    • Italia
    • Europa
    • Mondo
    • A letto con ALIBI
  • Mostre
    • Arte
    • Fotografia
    • Storia
  • Spettacoli
    • Teatro & Cinema
    • Musica & Danza
  • Biblioteca
  • Interviste
  • Egitti

Alibi Online

Voi siete qui: Teatro & Cinema » Hitler contro Picasso e gli altri: L’ossessione nazista per l’arte

13 Marzo 2018

Hitler contro Picasso e gli altri: L’ossessione nazista per l’arte

Sarà nelle sale italiane soltanto nelle date del 13 e 14 marzo 2018 il film “Hitler contro Picasso e gli altri”, ideato da Didi Gnocchi, scritto da Sabina Fedeli e Arianna Marelli, diretto da Claudio Poli e prodotto da 3D Produzioni e Nexo Digital.

Toni Servillo nel film "Hitler contro Picasso e gli altri"Si tratta di un’anteprima mondiale che sbarca in grande stile, con una copertura da blockbuster in ben 320 sale nazionali. Sarà poi seguita dall’uscita in altri 50 paesi del mondo, dagli USA all’Australia, dal Sud America alla Cina, dove il film arriverà il prossimo autunno.

A fare da Virgilio in questo viaggio nell’ossessione nazista per l’arte è Toni Servillo, non solo voce narrante, ma anche forte ed espressiva presenza scenica.

La discesa agli inferi è costellata di numerose tappe, con continui salti temporali tra passato e presente che danno movimento alla pellicola, così come ci si sposta nello spazio, dalla Francia dei musei presi di mira dai nazisti a New York, diventata centro mondiale dell’arte moderna per aver accolto i galleristi ebrei in fuga dall’Europa delle leggi razziali, passando per la Germania che era diventata il centro di raccolta delle opere confiscate.

Un'immagine della mostra sull'arte degenerata del 1937La storia raccontata dal film prende avvio il 9 agosto 1945, a guerra da poco conclusa, quando gli Americani interrogano Gisela Limberger, segretaria personale di Hermann Göring, il “grande saccheggiatore” che aveva depredato mezza Europa per saziare la sua fame d’arte (aveva una vera e propria ossessione per Cranach dice in un’intervista Jean-Marc Dreyfus, autore del libro Le catalogue Goering). Il Vice-Cancelliere del Reich allestì a Carinhall un museo in memoria dell’amata Carin, la prima moglie.

[codice-adsense-float]Nella presentazione stampa milanese Didi Gnocchi ha raccontato la genesi dell’opera. L’idea del film le è venuta da una serie di coincidenze che non ha potuto ignorare, dalla lettura del libro di Anne Sinclair “Rue La Boétie 21” (Skira), racconto della vicenda della galleria parigina di suo nonno Paul Rosenberg, alla consultazione del catalogo della mostra sull’arte degenerata organizzata dal regime nazista nel 1937 (si parla di questa mostra epocale anche nel romanzo “Il mistero dell’angelo perduto” di Paolo Jorio e Rossella Vodret), alla visita di alcune mostre dedicate al gigantesco furto d’arte perpetrato dai nazisti nei confronti di collezionisti e galleristi ebrei. “Era impossibile sfuggire a questa storia”, ha confessato l’autrice.


Numerose sono le testimonianze raccontate nel film a carico dei gerarchi nazisti, in primis Hitler e Göring che finirono per diventare tra loro rivali quando il Führer – artista frustrato, due volte rifiutato dall’Accademia di Belle Arti di Vienna – iniziò a collezionare opere per il “Museo dei Musei” che avrebbe voluto realizzare a Linz.

Lo spettatore conosce così la storia di Edgar Feuchtwanger, bambino ebreo vicino di casa di Hitler a Monaco; di Cornelius Gurlitt che nascondeva in casa oltre mille opere raccolte dal padre per il regime nazista; dei nonni di Simon Goodman e di quelli di Tom Selldorff…

Kirchner, Due nudi sul letto, 1907-1908, Kunstmuseum BernLe vicende personali dei collezionisti ebrei depredati vengono raccontate dalle parole di storici, giornalisti, scrittori e galleristi e dalle immagini di opere passate di mano in mano in modo fraudolento, quando non violento. I passaggi più intensi emotivamente sono sottolineati dalla musica della colonna sonora firmata da Remo Anzovino.

Tra tutti questi racconti tragici c’è spazio anche per ricordare la vicenda grottesca del falso Veermer dipinto da Han van Meegeren nel 1936-37 e acquistato da Göring. Per essere creduto, il falsario fu costretto a riprodurre uno dei propri falsi davanti ai giudici durante il processo in cui era accusato di collaborazionismo. L’anno scorso la “Cena in Emmaus”, realizzata da van Meegeren nel 1936-7, venne prestata dal Museum Boijmans Van Beuningen di Rotterdam al Tel Aviv Museum of Art per la mostra “Fake?”.
Saul Stucchi

Didascalie:

  • Toni Servillo in una scena del film
  • Un’immagine della mostra del 1937 sull’arte degenerata
  • Ernst Ludwig Kirchner
    Due nudi sul letto (1907-1908)
    Kunstmuseum Bern

Hitler contro Picasso e gli altri
L’ossessione nazista per l’arte

13 e 14 marzo 2018

Informazioni:

www.nexodigital.it

Tweet
Share
0 Condivisioni

Archiviato in:Teatro & Cinema

Barra laterale primaria

Articoli recenti

  • A che punto siamo con l’intelligenza artificiale?
  • Il giradischi dei ricordi all’incontrario va…
  • Alcune proposte musicali per il mese di marzo
  • Mostra fotografica di Simone Cozzi a Vedano al Lambro
  • Recensione di “Dalla montagna perduta” di Pierre Jourde

Footer

INFORMAZIONI

  • Chi siamo
  • Contatti
  • Informativa privacy & Cookie

La rivista online

ALIBI Online è una rivista digitale di turismo culturale, diretta dal giornalista Saul Stucchi. Si occupa di mostre d'arte, storia e archeologia, di cinema e teatro, di libri di narrativa e di saggistica, di viaggi in Italia e in Europa (con particolare attenzione alle capitali come Parigi, Madrid e Londra). Propone approfondimenti sulla cultura e la società attraverso interviste a scrittori, giornalisti, artisti e curatori di esposizioni.

Copyright © 2026 · ALIBI Online - Testata giornalistica registrata al Tribunale di Milano; reg. n° 213 8 maggio 2009
Direttore Responsabile Saul Stucchi