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Voi siete qui: Teatro & Cinema » “In cerca di Mr Goodbar”: vita di una maestra

17 Luglio 2021

“In cerca di Mr Goodbar”: vita di una maestra

Recensione del film “In cerca di Mr Goodbar” di Richard Brooks (1977).

Parto da questo delizioso piccolo film (immagino sconosciuto ai più), per completare la trilogia dedicata alla mia difficile adolescenza. Dal momento che la protagonista come lavoro svolge quello di insegnante, colgo al volo l’occasione per tuffarmi anch’io nel mondo della scuola. Prometto che, con questa puntata, metterò fine ai miei ricordi da “lettino da psicoanalista”, e mi riprometto, fin dalla prossima recensione di essere più sintetico e più attinente alle pellicole.

Diane Keaton in una scena di "In cerca di Mr Goodbar" di Richard Brooks

Dunque – mi costa tanto raccontarlo – perché quelli che mi hanno conosciuto negli anni in cui ero docente, farebbero fatica a credere che, come alunno, abbia potuto passare tante traversie.

Tuttavia, per onestà intellettuale (e come momento importante per la mia autoanalisi) vengo a parlare di uno studente, primo della scuola alle elementari e poi, continuando il corso degli studi, sempre più in basso, fino a toccare il fondo. (Probabilmente questo è il motivo per cui ho sempre simpatizzato per quanti, tra i miei allievi, avevano maggiori difficoltà).

Nelle due puntate precedenti raccontavo dei miei problemi all’interno della famiglia e di quelli fuori di essa: ebbene questi due disagi si sono uniti nell’istituzione scolastica, creando, nel mio caso, un mix esplosivo.

Durante le elementari la maestra mi citava ad esempio per gli altri: ordinato, preciso, studioso etc. Ma è bastato che, giunto nella scuola media, oltre alle materie curricolari, “dovessi” entrare in rapporto con i miei coetanei, perché perdessi le mie sicurezze e trovassi non poche difficoltà nel farmi accettare dai compagni. La situazione è poi precipitata, quando, in quarta ginnasio, ho incontrato per la prima volta l’altro sesso. Detto tra parentesi, anche questo tema (i miei rapporti con le donne) potrebbero essere una ulteriore – non contemplata – puntata: ma non temete, ve la risparmierò.

Comunque, tornando agli anni passati al liceo classico (e chiudendo il discorso), posso solo dire che non li rivivrei neppure se in cambio mi offrissero “tutto l’oro del mondo”. Ma, mi viene da pensare che esista una forma di “provvidenza”, se – finito a fare di mestiere l’insegnante – ho avuto la mia rivincita: per tutti gli anni in cui sono stato sulla cattedra, ho mantenuto sempre fissa nella mia testa la sofferenza patita da alunno, e, di conseguenza, mi sono sforzato con tutte le energie di cui disponessi, di essere ogni giorno l’opposto di quei professori che mi avevano “educato”.

Solitudine esistenziale

Ma arriviamo a “Looking for Mr Goodbar” (titolo originale). “Io non mi sento sola…io sono sola”, dice Theresa, interpretata da Diane Keaton.

C’è molta sintonia con un film di cui ho parlato recentemente, “Taxi Driver”: stessi anni (1976 e 1977), stessa critica alla società americana e stessa solitudine esistenziale dei protagonisti. E anche due interpreti notevoli: un superlativo Robert De Niro, un’eccellente Diane Keaton.

La pellicola è liberamente tratta dall’omonimo romanzo di Judith Rossner che fece scalpore all’epoca: si tratta della vera storia dell’insegnante Roseann Quinn, uccisa all’età di 28 anni da un suo amante occasionale.

“Una maestra elementare che batte i bar malfamati… Certo che questo paese va a puttane…” (Tony, Richard Gere).
Vale anche per questo film quanto ho scritto per “Taxi driver”: là dicevo della solitudine esistenziale che lo sceneggiatore voleva che Scorsese mettesse in scena, qui il “vecchio” cineasta Richard Brooks cerca di raccontare in immagini il mondo che cambia e il senso di smarrimento che vede intorno a sé.

Il ritmo di “In cerca di Mr Goodbar” è incalzante, i dialoghi gradevoli, la sceneggiatura (dello stesso Richard Brooks) alterna momenti di ironia e umorismo, ad altri pieni di cinismo e squallore, affrontando temi ancora oggi attuali, come il moralismo o il femminismo. A livello sociale, l’istantanea della società americana che viene fuori è veramente sconfortante, con un giudizio molto pesante soprattutto nei confronti della famiglia e del matrimonio.

A livello personale, il rifiuto degli affetti “sicuri”, la ricerca di qualcosa che non sa neppure lei cosa sia, conducono la protagonista (e noi spettatori) verso un malessere di vivere risolto (si fa per dire) con il drammatico epilogo.

Poco sopra associavo al regista l’aggettivo “vecchio”: questo perché, oltre all’età anagrafica (nato nel 1912, aveva -all’epoca del film – 65 anni), Richard Brooks ha vissuto nel mondo del cinema dal 1950 alla sua morte (1992). Di origini russe, oltre che sceneggiatore e regista, Ruben Sax (vero nome di Brooks) è stato uno scrittore e un autore molto attento alle qualità specifiche del linguaggio cinematografico. Sulla sua tomba, voluta dalla figliastra Tracy Granger, è stata posta una targa con la scritta “Prima viene la parola…”, quasi a volerlo ricordare più come letterato che non come uomo di cinema.

Nel campo della Settima Arte è stato un autore versatile e poliedrico, confrontandosi con diversi generi. Le sue profonde convinzioni democratiche lo hanno portato a dirigere spesso pellicole caratterizzate da una forte problematica sociale.

Note e osservazioni

“In cerca di Mr Goodbar” è uno dei due film nei quali recitò Diane Keaton (pseudonimo di Diane Hall, classe 1946), nel 1977. L’altro film è “Io e Annie”, per il quale ottenne l’Oscar come migliore attrice protagonista. Probabilmente questo è il motivo per cui non venne candidata anche per la sua straordinaria interpretazione nel film di Brooks.

Uno dei protagonisti maschili è Richard Gere. Aveva in realtà debuttato nel grande schermo due anni prima (“Rapporto al capo della polizia”), ma “In cerca di Mr Goodbar” passa per essere il suo primo ruolo importante. È davvero curioso che in questa pellicola il suo personaggio sia un “prostituto”, la stessa parte che poi lo renderà celebre nel 1980 con “American Gigolò”.

Quando Theresa (Diane Keaton) incontra Tony al bar, lei sta leggendo “Il padrino”, proprio come fa nel romanzo originale. Tony dice di aver visto il film, e proprio nella riduzione cinematografica del 1972, Diane Keaton recita la parte di Kay.

Il titolo del film (“In cerca di Mr Goodbar”) farebbe pensare ad un locale con questo nome. Tuttavia ho letto da qualche parte su internet (ma non ricordo dove), che Mr Goodbar potrebbe avere un significato diverso, legato all’ambito sessuale. Se qualcuno mi illuminasse, gliene sarei grato.

L S D

In cerca di Mr Goodbar

Regia: Richard Brooks
Soggetto: dal romanzo di Judith Rossner
Sceneggiatura: Richard Brooks
Interpreti: Diane Keaton, Tuesday Weld, William Atherton, Richard Kiley, Richard Gere

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