Donne di nessuno è la raccolta di racconti di Shobha Rao (traduzione di Raffaella Vitangeli per Neri Pozza, 2026) ambientata nell’India prima e dopo il 1947, anno in cui nel nord ovest e nel nord est si forma un nuovo stato a maggioranza musulmana: il Pakistan.
Temi di questi testi: l’amore, il desiderio, la vendetta, la lotta per la sopravvivenza e lo spirito di adattamento degli esseri umani. Per fare questo Rao non solo scrive delle storie di media lunghezza ma le lega a coppie. Questo significa che ciò che viene narrato in un racconto termina in quello che lo segue. Espediente questo, che le permette di mostrare le illusioni, le speranze e le disillusioni dei suoi personaggi, dare la spiegazione o mostrare come i personaggi si siano adattati e siano riusciti a sopravvivere. Ad unire i due racconti alle volte è il tema, altre i personaggi.

Il tema dell’amore è presente e lega le prime due storie. In Una donna non riabilitata, Neela si ritrova in un campo per rifugiate e donne vedove, quando le viene detto che il marito è morto. Qui incontra la giovane Renu e, per il breve tempo che trascorrono insieme, le due diventano amanti. Neela forse conosce il vero amore, cosa che non ha conosciuto con suo marito, che la va a cercare e la riporta a casa. Forse anche Renu, protagonista de L’amante del mercante, rimpiange l’amore di Neela, costretta, una volta divenuta serva di un ricco mancante, a sedurre sia il suo padrone che la sua padrona per avere una vita migliore.
Anche ne La polizia imperiale il tema è l’amore. Un amore improponibili per il tempo e la società. Il protagonista del racconto è Jenkins, un ufficiale della Polizia Imperiale che si innamora del suo giovane attendente, Abheet Singh, che muore durante le sommosse in città. In Animosa, Jenkins ricompare, si viene a sapere che è emigrato negli USA ed è divenuto il portiere del condomino in cui la giovane donna, protagonista del racconto, si chiude in casa dopo un fallimento sentimentale.
La perdita dell’innocenza e il desiderio di vendetta legano Bendata a Il fiocco perduto. Il primo non è solo la storia di una bambina rapita e fatta prostituire, ma anche il racconto della vendetta, pianificata meticolosamente dalla bambina sfruttata divenuta adolescente verso la tenutaria del bordello. Ne Il fiocco perduto si comprende cosa abbia spinto la tenutaria del racconto precedente a diventare così fredda e calcolatrice. E perché sia ossessionata da quella ragazzina, in cui rivede forse se stessa.
Ne L’opposto del sesso, un giovane cartografo desidera sposare la figlia di un ricco uomo del villaggio. Per ottenere quello che vuole non esita a spostare il confine sulle carte e far cadere in miseria la famiglia della ragazza di cui vuole ottenere la mano. A unire il primo racconto a Un fiume così possente è l’idea di un amore puro, non imposto dalla famiglia e dalla società. Si vede allora Alok Debnath, il capo del giovane cartografo, vagare − in preda alla demenza − nei bassifondi di una grande città alla ricerca di una prostituta locale che ha amato anni prima.
Ne La strada per Mirpur Khas, durante i tumulti della Partizione, una coppia sposata intraprende un viaggio verso un luogo più sicuro. Lungo il cammino, a causa della scarsità dei mezzi e dopo che il poco denaro che avevano gli viene sottratto, la moglie è costretta a prostituirsi per la sopravvivenza di entrambi. In Memsahib, la storia si sposta sul gestore della stazione di servizio, che guarda senza dargli alcun aiuto una giovane moglie prostituirsi. Alla stazione di servizio l’uomo è arrivato alcuni anni prima dopo aver ucciso la giovane donna di cui si era innamorato perdutamente.
In Kavitha e Mustafa, un treno carico di rifugiati viene attaccato, i passeggeri derubati e picchiati, una donna indù e un ragazzo musulmano riescono a fuggire aiutandosi a vicenda in un disperato tentativo di sopravvivenza. In Coprifuoco, la nipote di quel ragazzino – ormai adulta e residente in Gran Bretagna – va in vacanza con il marito. La coppia è ancora alle prese con un terribile dolore, e il loro matrimonio è a rischio.
Tanti e diversi sono i personaggi di cui si parla in Donne di nessuno. Senza alcun sentimentalismo l’autrice racconta un mondo spietato dove gli uomini e le donne finiscono per diventare vittime degli eventi storici. Di come ognuno ‘toccato dalla Storia’ cerchi di sopravvivere come può, magari anche alle spese degli altri. Shobha Rao descrive la storia di popolazioni costrette a spostarsi e ad adattarsi per sopravvivere.
Claudio Cherin
Shobha Rao
Donne di nessuno
Traduzione di Raffaella Vitangeli
Neri Pozza
Collana Le Tavole d’Oro
2026, 224 pagine
20 €