Quella di ieri sera (mercoledì 7 giugno) è stata la prima delle tre recite di Cleopatràs al Teatro Franco Parenti di Milano. Applausi più che calorosi hanno testimoniato l’apprezzamento del folto pubblico allo spettacolo di Valter Malosti che il teatro ha voluto inserire in cartellone come ulteriore omaggio a Giovanni Testori nel centenario della nascita.

Prima dell’inizio la padrona di casa Andrée Ruth Shammah ha chiamato Giuseppe Frangi di Casa Testori per condividere con lui due parole sull’occasione. La direttrice ha sottolineato l’importanza del ruolo degli spettatori come ambasciatori di Testori: del piacere di ascoltare la sua lingua inventata e l’attualità delle sue creazioni.
Per quel poco che vale la mia testimonianza, non posso che confermare con vigore: il mio primo Testori a teatro – proprio con Cleopatràs, nell’interpretazione di Arianna Scommegna, altrettanto magistrale di questa di Anna Della Rosa – è stata una folgorazione, un battesimo del fuoco. Da allora cerco di non perdermi tutte le declinazioni che l’opera testoriana assume sul – e fuori dal – palcoscenico. Questa Cleopatràs di Malosti, per esempio, l’avevo già ammirata al Teatro della Triennale di Milano nell’ottobre del 2021.
Rileggendo ora la recensione a quella rappresentazione sono stupito nel constatare che avevo citato alcuni versi che anche ieri mi hanno colpito in modo particolare. Se infatti dovessi trascegliere, da tutta la pirotecnica girandola di espressioni che caratterizzano il primo dei Tre Lai (a cui seguono Erodiás e Mater Strangosciás), indicherei proprio nelle parole “è sol d’amor / il canto mio di me” il cuore e l’epitaffio di Cleopatràs.

Ieri sera provavo, ancora, una duplice ammirazione (e mi torna alla mente la fiamma cornuta di Inferno XXVI): per la lingua di Testori impastata di latinismi, dantismi e giochi di parole, e per la resa – fedele e insieme moltiplicatrice – che ne fa Anna Della Rosa. I gesti del corpo e delle mani (la cura del movimento è di Marco Angelilli): studiati al millimetro e mai fuori luogo. “Son giusta / come attor? / Il gesto / m’appartien?”. Sì: sei perfetta!
E la dizione! Quali accenti, quali intonazioni, quali sfumature riesce a rendere! E le doti da performer, agghindata in un abito da sera regale (i costumi sono firmati da Gianluca Sbicca) degno di un dipinto di Alma-Tadema con in testa una cofana alla Pisanello, mentre riempie del suo talento la scena (disegnata, come le luci, da Nicolas Bovey). Accanto a lei, nel ruolo del giovane servitore che le porge la ferale cesta con il serpentello, Aron Tewelde.
Seduto in poltrona pensavo anche a Cleopatràs come testimonianza del Mediterraneo più grande cantato da Braudel. L’Eghitto (non è un refuso, caro lettore) nostro brianteo, le onde segrinate, l’immensa landa ricca di messi e di fabbrichette: paesaggio amato e insieme amaro, degno di fare il pari con quello del modello nell’enfolio scespirriano.
Cleopatràs, tra Francesca da Rimini, Madama Butterfly (qui Butterflai) e Turandot, regina e schiava di Eros e Thanatos, canta l’epicedio per il suo bell’Antonio e spira bestemmiando il Crocefisso. Ma il suo autore sa che a chi molto ha amato, molto sarà perdonato.
Saul Stucchi
Foto di Tommaso Le Pera
Cleopatràs
di Giovanni TestoriUno spettacolo di Valter Malosti
con Anna Della Rosa e con Aron Tewelde
progetto sonoro Gup Alcaro
scene e luci Nicolas Bovey
costumi Gianluca Sbicca
cura del movimento Marco Angelilli
produzione TPE – Teatro Piemonte Europa, Festival delle Colline Torinesi
Informazioni sullo spettacolo
Dove
Teatro Franco ParentiVia Pier Lombardo 14, Milano
Quando
Dal 7 al 9 giugno 2023Orari e prezzi
Orari: mercoledì 7 giugno 19:45giovedì 8 giugno 21:00
venerdì 9 giugno 19:45
Durata: 1 ora e 10 minuti senza intervallo
Biglietti: primo settore intero 22,50 € + 1,50 € quota energia
Secondo settore intero 20 €; ridotti 15 €
Terzo settore intero 15 €; ridotti 15 €
Tutti i prezzi non includono i diritti di prevendita