Al Teatro Libero di Milano è in cartellone fino al prossimo 15 gennaio lo spettacolo “Atra bile. Quando saremo più tranquille” di Laila Ripoll, regista e drammaturga spagnola (ha, tra le altre cose, diretto spettacoli per il Festival del Teatro Classico di Mérida).
L’opera in scena al Libero è tradotta da Barbara Foresti e vede la regia di Tiziana Bergamaschi, mentre sul palcoscenico si muovono (come tarantolate, sappiatelo) Valentina Ferrari, Marisa Miritello, Elisabetta Torlasco e Greta Zamparini. Quest’ultima ha smesso le scarpe rosse e i vestiti succinti di “Temporaneamente tua” per indossare, come le colleghe, lunghe vesti nere adatte al lutto che ha colpito la famiglia.
La scenografia è ridotta al minimo: tre sedie e un catafalco. Verrebbe da pensare a uno spettacolo lento e tedioso come una litania, ma “Atra bile” è tutto l’opposto. Lo si capisce fin da subito, dalle giaculatorie recitate senza convinzione dalle tre sorelle, messe male in arnese. Una è ingobbita, un’altra è zoppa e la terza è demente e non è consapevole di quello che fa (ma sarà davvero inconsapevole?).
“Soffri con più entusiasmo!” dice la zoppa alla gobba, rimproverandola con stizza. E questa esortazione ossimorica dà il la a un’ininterrotta sequela di rabbuffi, improperi, strigliate e stoccatine, ciascuna sorella contro le altre (che anche nella follia della demente, sia chiaro, c’è del metodo). Rancori, piccole e grandi vendette, gelosie e ripicche.
E nella bara? Nella bara c’è il povero marito della zoppa (ma sarà davvero zoppa?), morto ma tutt’altro che immobile… Immaginando una sorta di sequel de “La casa di Bernarda Alba” di Federico García Lorca, Laila Ripoll prova a rispondere alla domanda “Cosa sarebbe successo, se un uomo fosse entrato a sconvolgere quel microcosmo famigliare e ci avesse piantato radici, sposando una delle figlie?”.
La risposta che possiamo anticipare, senza svelare troppo, è che l’uomo sarebbe morto prima della moglie. Ma che avrebbe fatto in tempo a vivere una vita piuttosto intensa, a partire dal momento in cui Nazaria lo vide con la divisa da guardiamarina (ma sarà stato davvero un guardiamarina?), innamorandosene a prima vista.
E poi c’è la domestica Ulpiana, una virago che parte sottomessa per poi esternare i suoi mali e i suoi piani. E ci sono le ossa del gatto morto (ma saranno davvero ossa di un gatto morto?).
Una veglia funebre così non l’avete mai vista, c’è da scommetterci. Morirete dal ridere.
Saul Stucchi
Dal 9 al 15 gennaio 2017
ATRA BILE Quando saremo più tranquille
di Laila Ripoll
- Traduzione di Barbara Foresti
- regia Tiziana Bergamaschi
- Con Valentina Ferrari, Marisa Miritello, Elisabetta Torlasco e Greta Zamparini
- Orari: da lunedì a domenica ore 21.00
Teatro Libero
Via Savona 10
Informazioni e prenotazioni:
Tel. 02.8323126
www.teatrolibero.it