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Voi siete qui: Biblioteca » I libri si accumulano e l’ansia cresce. Che fare?

19 Febbraio 2025

I libri si accumulano e l’ansia cresce. Che fare?

Non so voi, ma io sono di letture disordinate (o disordinato di letture). Non riesco a leggere soltanto un libro alla volta: ne ho sempre almeno due, o più spesso tre o quattro libri (a volte anche di più) sulla scrivania e sulla testiera del letto – non avendo un comodino – in fase di lettura.

L’unica disciplina che riesco a darmi in questi mesi è la lettura quotidiana delle cinque pagine canoniche con cui sto “soggiornando” insieme a Hans Castorp & Co. al sanatorio internazionale Berghof. A questo appuntamento imperdibile che ricorre, tranne rare eccezioni, all’ora della colazione si aggiungono altri ritagli di tempo dedicati a saggi o a romanzi.

La difficoltà non consiste tanto nel mescolare tipologie di libri, storie e stili, quanto nel riprendere il filo quando per ragioni di tempo o di priorità devo abbandonare per qualche giorno un autore a beneficio di altri per poi tornare al segnalibro e riaprire il volume. In quel momento devo fare uno sforzo per ricordarmi dove avevo interrotto la lettura e per riattivare il ritmo necessario a portare a termine l’impresa. Certo, prendere appunti aiuta molto, ma non sempre basta.

Pila di libri accumulati in attesa di lettura. Foto di Saul Stucchi per ALIBI Online

Ho trascorso due giorni molto intensi a Genova, “città libro e album di fotografie” (così l’ho definita nel pezzo pubblicato ieri su ALIBI), per soggiornare nella quale mi sono portato giusto il minimo indispensabile. Mi piace viaggiare molto leggero. Il problema è che al ritorno il bagaglio è sempre appesantito da un carico di volumi.

In un viaggio nelle Fiandre che avevamo condiviso il compianto Marco Vallora mi raccontava trucchi e stratagemmi per superare i limiti di peso dei bagagli agli aeroporti. Nei viaggi in treno non ci sono questi ostacoli, tuttavia vedere sulla scrivania e nei ripiani delle librerie le montagne di libri che si accumulano mi crea sempre un po’ d’ansia.

Quest’anno, per la prima volta, sto tenendo un dettagliato resoconto dei libri che entrano in casa, sotto qualsiasi forma: acquistati, regalati, mandati da o richiesti agli uffici stampa delle case editrici e di quelli letti (apro una parentesi veloce: spesso quelli che leggo li prendo in prestito da biblioteche, mentre la maggior parte di quelli che possiedo non li ho ancora letti né – temo – avrò abbastanza decenni per leggerli tutti…).

Il dato più sconfortante è il divario tra titoli che entrano e titoli letti. La sproporzione è imbarazzante. Delle due l’una: o rallento il ritmo delle acquisizioni o aumento quello della lettura. Nel frattempo, ovviamente, non faccio né una né l’altra. Così sono tornato da Genova con cinque libri e a casa mi aspettavano altri quattro.

A oggi, cinquantesimo giorno dall’inizio del 2025, ho trentadue libri in più dell’anno scorso (ma so che alcuni sono in viaggio per raggiungermi). Ho letto sette libri e altri cinque sono in lettura. Gli altri volumi sembrano guardarmi con un misto di rimprovero e di rassegnazione…

Saul Stucchi

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