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Voi siete qui: Musica & Danza » Intervista al violoncellista Mario Brunello a Genova

4 Marzo 2025

Intervista al violoncellista Mario Brunello a Genova

Quando: la sera dello scorso 17 febbraio. Dove: sul palco del Teatro Carlo Felice di Genova. A occuparlo c’è soltanto Mario Brunello, violoncellista di fama internazionale. I pochi tecnici che ho visto mentre lo aspettavo si sono eclissati dietro le quinte e il musicista è rimasto da solo a provare, alternando violoncello e violoncello piccolo, dopo averli amorevolmente estratti dalle loro custodie, entrambe di un colore rosso fiammante. Anche da vicino è difficile apprezzare la differenza di dimensioni. Ho però notato che quello piccolo ha un legno più chiaro.

Appena arrivato, Brunello li ha fotografati con lo sfondo della platea. «È un rito», ho sentito dire uno dei tecnici a un collega. Alle 20.30 è previsto l’inizio del concerto che chiuderà il ciclo dedicato alle Sonate e Partite di Johann Sebastian Bach ai due strumenti, organizzato per la stagione 2024/2025 della GOG Giovine Orchestra Genovese.

I convenevoli sono presto espletati e Brunello si concentra sull’esecuzione, in un teatro vuoto, dal soffitto trapuntato di luci al minimo. E inizia la magia. Oltre un’ora di prove a cui ho il privilegio di assistere da solo in religioso silenzio, osservando la sala (strani, quei balconi!), la decorazione del sipario di “Nerone” Ceccarelli, le rosse custodie, ma soprattutto i gesti del musicista.

Mario Brunello durante le prove del concerto al Teatro Carlo Felice di Genova, 17 febbraio 2025. Foto di Saul Stucchi per ALIBI Online

Al termine avvicino la sedia su cui ho assistito alle prove e mi presento di nuovo. Esordisco dicendo che nel marzo di due anni fa ero alla Fondazione Querini Stampalia di Venezia per assistere alla presentazione del documentario Concrete Bach di Riccardo De Cal.

Qualche giorno prima dell’intervista il regista ha avuto la cortesia di permettermi di vedere da remoto il filmato, chiedendomi di portare a Brunello i suoi saluti. Il musicista si apre nel primo sorriso della serata e mi ringrazia. Poi estraggo il secondo asso dalla manica – più prosaicamente dalla tasca del giubbotto che non mi sono tolto durante le prove – e gli mostro la mia copia di Silenzio, il libro che Brunello ha pubblicato nel 2014 con il Mulino.

«Queste prove mi hanno fatto pensare al rapporto tra musica e silenzio. Tra un’ora suonerà davanti a centinaia di spettatori. Quanto sarà diverso rispetto a come ha suonato adesso?» La sua risposta è articolata.

Mi spiega che un programma come quello di stasera solitamente non si suona in uno spazio così ampio come quello della sala del Carlo Felice. «Bisogna immaginarsi che questo spazio sia la mente di ogni persona che viene ad ascoltare. Penso che bisogna riuscire a ricreare nella mia e nella sua singola mente uno spazio dove far nascere, far vivere e far morire anche questo pensiero che ci viene dal passato attraverso i suoni.»

Mario Brunello durante le prove del concerto al Teatro Carlo Felice di Genova, 17 febbraio 2025. Foto di Saul Stucchi per ALIBI Online

Osservo che mentre suonava il violoncello, l’altro strumento era riposto, in silenzio. Ma era veramente in silenzio? «Chiaramente no: prima di tutto perché li suono tutti e due e quindi entrambi aspettano di dire qualcosa, di dire la loro.» E poi mentre ne suona uno, magari gli viene in mente come sarebbe il passaggio con l’altro strumento. Sono come due corde vocali, una di qua e l’altra di là, racconta.

«Ho letto che il violoncello è un Maggini di inizio Seicento, mentre l’altro…» Completa la mia frase spiegando che l’altro – il violoncello piccolo – è una copia di uno strumento anch’esso di inizio Seicento, fatta una decina di anni fa.

«Del Maggini – gli dico – ho trovato in Rete la stessa informazione ripetuta quasi in “copia e incolla”, ovvero che è appartenuto a Benedetto Mazzacurati e poi a Franco Rossi». Sorride ancora. «Ma il Maggini – insisto – , avendo oltre quattro secoli di vita, deve averne di storie da raccontare…» «Eh, sì. È questa la magia di questi strumenti: che portano dentro di loro il suono, le esperienze, i viaggi…».

«Non ha mai subito incidenti?», lo provoco. Come le persone, risponde: chiaramente, se fanno viaggi, possono subire incidenti. Ma lo strumento non è mai rimasto a terra (io intanto pensavo alla disavventura di Sheku Kanneh-Mason che alla fine dell’anno scorso ha dovuto cancellare un concerto a Toronto perché una compagnia aerea gli aveva negato il permesso di portare a bordo il suo violoncello, valutato 3 milioni di dollari!). «Ci sono padri che dimenticano i bambini in macchina», ma per fortuna a lui non è mai successo, mi rincuora Brunello.

Mario Brunello al termine del concerto al Teatro Carlo Felice di Genova, 17 febbraio 2025. Foto di Saul Stucchi per ALIBI Online

L’altra mia curiosità riguarda le sue attività a latere rispetto alla musica. «Ho visto che riprendono le attività di Antiruggine [lo spazio culturale che gestisce con la moglie]…» e gli racconto che, in scala decisamente minore, anch’io mi occupo dell’organizzazione di eventi culturali.

Quali sono le loro motivazioni? «Cosa ci spinge è semplicemente la possibilità, per fortuna, di avere molti contatti con artisti e persone che hanno qualcosa da dire e il fattore comune a tutte queste persone è quello di far conoscere il lavoro che sta dietro alla loro creazione e delle volte questo lavoro è più spettacolare, nel senso buono del termine, che non quello che poi si vede sul palcoscenico perché qui è influenzato da tanti fattori legati alla performance che sono “obbligatori”. Solo il fatto di salire su questi cinquanta, settanta centimetri di palco dà l’autorevolezza, ma anche l’autorità e l’obbligo di “performare” in qualche modo.»

E poi prosegue: «Io sento molto forte la voglia di condividere tante scoperte, piccole cose che si fanno a tu per tu con la partitura, con il testo, con lo strumento e questo vedo che succede anche agli scrittori, ai cineasti, agli attori, ai compositori. Antiruggine è uno spazio privato, nel senso che è aperto alle persone ma non è di gestione pubblica. È come se fosse una grande sala di casa che si apre quando ho l’occasione di condividere una serata con queste persone che hanno voglia di raccontare.»

«Perché abbiamo riaperto? Perché mi mancava molto! La pandemia ha creato questo, come posso dire…» e cerca il termine appropriato. «Cesura?», suggerisco. «No, non tanto una cesura. Un abisso, ecco! Ha creato un abisso tra il prima e il dopo. Questo abisso c’è chi riesce a valutarlo, a vedere l’importanza di questa profondità e chi invece ci è passato sopra senza accorgersene o se n’è accorto ma se ne è già dimenticato. Questo post pandemia ha fatto rinascere la voglia di avere ancora uno spazio. Ho trovato un altro spazio molto interessante, come lo era prima, magari forse ancora più bello, più giusto per questo tipo di attività. E in un paesino che non ha nessuna fama se non quella di aver dato i natali a un papa [Pio X: il paese si chiama appunto Riese Pio X, in provincia di Treviso], un normalissimo paesino di campagna…»

«Posso chiederle i suoi interessi culturali, al di là della musica?» «Mah… tutto quello che è sviluppo, cose che creano, a me piacciono, che siano musica, azioni culturali in genere, sport, persone, moltissimo la natura…».

Gli chiedo se mi autografa Silenzio e mentre scrive “A Saul con molto piacere!!”, gli domando se sente il vento mentre suona. «Questo qui è il vento?!», ribatte stupito, «pensavo fosse una lucidatrice…».

A me rimane giusto il tempo di salutarlo e ringraziarlo per l’intervista. Alle 19.30 nella Sala Paganini ci sarà una presentazione del concerto a cura di Giulio Odero e non voglio perdermela.

Durante l’esibizione – applauditissima – Brunello dirà poche parole al pubblico, a cominciare dalla comunicazione dell’inversione dei primi due brani rispetto al programma di sala. A proposito del violoncello piccolo lo definirà «strumento dimenticato che Bach amava molto» e poi saluterà gli spettatori dichiarando che «è stato un piacere e un onore» eseguire qui tutte le dodici sonate di Bach.

Agli applausi finali si porterà avanti e indietro entrambi gli strumenti, proprio come se fossero dei figli che ha cura di non abbandonare, e li mostrerà con orgoglio al pubblico, quasi volesse dire “Questi sono i miei gioielli!”.

Saul Stucchi

17 febbraio 2025 ore 20:30
Teatro Carlo Felice di Genova
Mario Brunello al violoncello e violoncello piccol
o

Programma:

Johann Sebastian Bach

  • Partita n. 1 in si minore per violino BWV 1002
  • Suite n. 2 in re minore per violoncello BWV 1008
  • Sonata n. 3 in do maggiore per violino BWV 1005
  • Suite n. 6 in re maggiore per violoncello BWV 1012
  • bis:
  • Adagio dalla Sonata in sol minore BWV 1001
  • Prélude dalla Suite n. 1 in sol maggiore BWV 1007

Mario Brunello
Silenzio
il Mulino
Collana Voci
2014, 120 pagine
11 €

Prossimi concerti della GOG

  • 24 marzo 2025 ore 20:30
    Doric String Quartet, Cuarteto Quiroga
    Teatro Carlo Felice
  • 31 marzo 2025 ore 20:30
    Viviane Hagner, Sindy Mohamed, Eckart Runge, Matthias Kirschnereit
    Teatro Carlo Felice
  • 7 aprile 2025 ore 20:30
    Fedra Ensemble
    Teatro Carlo Felice
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