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Voi siete qui: Arte » Gli amori di Mercurio ed Erse si dipanano su otto splendidi arazzi

19 Settembre 2010

Gli amori di Mercurio ed Erse si dipanano su otto splendidi arazzi

pannemaker_anteRimangono pochi giorni per visitare la mostra Los amores de Mercurio y Herse. Una tapicería rica de Willem de Pannemaker, ospitata nella Sala C dell’Edificio de Jeronimos del Museo del Prado a Madrid.

Come rivela il titolo, gli arazzi esposti furono prodotti dall’atelier di Pannemaker, celebre arazziere di Bruxelles, mentre resta tuttora ignoto il nome dell’autore dei cartoni preparatorii. Nel suo saggio pubblicato nel catalogo della mostra, Nello Forti Grazzini ricorda che l’attribuzione a Raffaello ha goduto di un qualche credito per diverso tempo, ma alla fine del XIX secolo ha cominciato a perdere consensi.

Le caratteristiche raffaellesche sono ormai considerate un’eco di seconda o addirittura di terza mano. Nel 1994 lo stesso Forti Grazzini propose di collocare l’autore in ambito italiano e oggi sottolinea le vicinanze con le due serie de La Storia di Mosè e dei Fructus Belli, mettendo in evidenza il collegamento con l’ambito mantovano di Giulio Romano.

Quindici anni dopo lo specialista di arazzi conferma sostanzialmente la propria ipotesi, ribadendo che i dettagli architettonici dei paesaggi rappresentati sugli otto arazzi sono incontestabilmente italiani, mentre l’ampiezza delle viste e la minuziosa descrizione dei dettagli rimandano al gusto fiammingo.

Richiama inoltre l’attenzione del visitatore sul rigoroso impiego della prospettiva “scientifica”, vanto della pittura rinascimentale italiana. Le figure, d’altro canto, sembrano iscriversi dentro “solidi geometrici” e questa caratteristica richiama l’enfasi prestata alla geometria e alla prospettiva della pittura lombarda di inizio Cinquecento che aveva debiti nei confronti di Bramante, Bramantino e Bernardo Zenale.

Ma l’autore dei cartoni utilizzati per questa splendida serie ha ammodernato questo quadro di citazioni, utilizzando elementi figurativi più moderni, presi – non a caso – dalle opere romane di Raffaello e della sua bottega. Forti Grazzini, andando anche per esclusione, arriva a proporre come autore dei cartoni il cremonese Giovan Battista Lodi, sulla cui opera peraltro rimangono scarse informazioni precise.

Gli otto arazzi in mostra sono introdotti dal Ritratto equestre di Francisco Gomez de Sandoval y Rojas, opera di Rubens. Chi era costui? Era il primo duca di Lerna, nonché proprietario degli arazzi che impreziosivano la sua collezione a partire dal 1603. Dai cartoni vennero realizzate due serie, di cui quella esposta è la sola a essersi conservata completa, nonché la più ricca perché incorpora fili d’argento e oro a quelli di lana e seta. La serie fu dispersa nel 1909 e in occasione della mostra è stata riunita per la prima volta.
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Ed ecco i temi rappresentati sugli otto arazzi:

  1. Mercurio si innamora di Erse (si notino il monogramma di Willem de Pannemaker e la data 1570 sul bordo dell’arazzo)
  2. Passeggiata di Mercurio ed Erse
  3. Mercurio prigioniero di Aglauro
  4. Cecrope accoglie Mercurio
  5. Aglauro corrotta dall’invidia
  6. Ballo nel palazzo di Cecrope
  7. Camera nuziale di Erse
  8. Metamorfosi di Aglauro e partenza di Mercurio

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La fonte delle storie è facilmente individuabile: si tratta infatti del II libro delle Metamorfosi di Ovidio, il cui racconto è seguito piuttosto fedelmente dall’autore dei cartoni, anche se non mancano le “licenze”: la scena del ballo, infatti, non compare nella versione del poeta latino e la sua introduzione si spiega con il favore che il tema suscitava tra i contemporanei.

Lo stesso duca di Lerna era un grande appassionato di musica. Non si può non notare che gli edifici (e i loro interni) sono rappresentati in modo particolarmente sontuoso, come per esempio i pavimenti marmorei che sono resi con sfumature delicatissime e davvero realistiche, mentre l’Attica è talmente rigogliosa e verde da richiamare piuttosto l’Arcadia del mito.

Le figure sono molto grandi, tuttavia sono disposte in composizioni ariose, su diversi piani, a suggerire la profondità delle scene. Prima di uscire dalla sala è il caso di soffermarsi a considerare la sorte della povera Aglauro, già per metà pietrificata nelle splendide murature del palazzo reale.
Saul Stucchi

Los amores de Mercurio y Herse. Una tapicería rica de Willem de Pannemaker
Museo del Prado
Paseo del Prado s/n
Madrid

www.museodelprado.es

Fino al 26 settembre 2010

Orari: da martedì a domenica 9.00-20.00
Sala C Edificio de Jeronimos

Biglietto (permette di visitare la collezione permanente del Prado):
Intero 8 €; ridotto 4 €

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