Ultime settimane per visitare alla Fondazione Leonardo Sciascia di Racalmuto (AG) la mostra fotografica “Il giorno della civetta. Il set, il fuori set e i ritratti di Enrico Appetito”. Inaugurata lo scorso 25 giugno, rimarrà aperta fino al 19 settembre. Chi si trovasse già in zona o abbia la possibilità di andare in Sicilia, non si perda quest’occasione.
I più fortunati saranno quelli che riusciranno a visitare questa esposizione e quella che sarà allestita alla Reggia di Colorno (PR) da sabato 11 settembre a mercoledì 8 dicembre 2021, ovvero “FERDINANDO SCIANNA – Due scrittori: Leonardo Sciascia e Jorge Luis Borges”, per la curatela di Sandro Parmiggiani.
Agli sciasciani più attenti – cioè agli sciasciani tout court – non sarà sfuggito il legame tra il romanzo più celebre (ma sì, diciamolo, anche il più “popolare” del Nostro) e Parma.

Ma torniamo al punto di partenza. Non è soltanto la Fondazione Sciascia a ospitare le foto di Appetito. Una parte delle immagini è infatti esposta al Teatro Regina Margherita, altre in Municipio e per le vie di Racalmuto, altre infine al Verdura Resort di Sciacca, albergo del gruppo Rocco Forte Hotels con cui la Fondazione ha iniziato a collaborare proprio in occasione di questa mostra.
Dal romanzo al film
L’evento è una delle numerose iniziative organizzate per celebrare lo scrittore nel centenario della nascita, avvenuta appunto a Racalmuto l’8 gennaio 1921.
A ben vedere la ricorrenza è doppia. “Il giorno della civetta”, infatti, venne pubblicato giusto sessant’anni fa, nel 1961 da Einaudi (nella collana “I coralli”). Nel 1968 uscì invece il film omonimo diretto da Damiano Damiani, con Franco Nero nei panni del capitano dei Carabinieri Bellodi, Claudia Cardinale come Rosa Nicolosi e Lee J. Cobb come don Mariano Arena.
Le 120 immagini esposte in mostra – inedite – raccontano le riprese del film, ne immortalano attori e comparse, evocano il territorio siciliano com’era oltre quarant’anni fa (nostalgia assicurata su tutti i fronti…).

L’archivio intitolato al fotografo di scena Enrico Appetito (1936-2003) conserva oltre mezzo milione di immagini, realizzate sul set di più di cinquecento film! Appetito ha fotografato attori e attrici di molti dei più celebri titoli della storia del cinema italiano, anche se viene ricordato soprattutto come “il fotografo di Alberto Sordi”.
Sciascia e il cinema
Per quanto riguarda il rapporto di Sciascia con il cinema, posso rimandare ad alcuni libri.
“«Questo non è un racconto». Scritti per il cinema e sul cinema” è curato per la Piccola Biblioteca Adelphi da Paolo Squillacioti, il quale scrive nelle note al testo:
Esula dagli obiettivi di questo libro l’ampio e studiatissimo capitolo delle trasposizioni cinematografiche dei libri di Sciascia, in ragione del limitato coinvolgimento dello scrittore in quelle operazioni, peraltro non tutte riuscite: come ha notato Di Grado, «rovistata come tutta la letteratura isolana alla ricerca di trame e ambienti, di temi da riciclare in accessibili luoghi comuni», la sua opera «sconta un ambivalente destino cinematografico che varia dall’illustrazione allo stravolgimento, dall’appiattimento commerciale all’altrettanto irrispettosa riscrittura d’autore»”.
Qualche riga più avanti Squillacioti rievoca un aneddoto relativo proprio alla versione cinematografica de “Il giorno della civetta”.
A Sebastiano Gesù, che si era sentito rispondere: «sa che io non vedo i film sulla mafia, non li ho mai visti» e aveva provato a replicare: «Avrà visto almeno i film tratti dalle sue opere», Sciascia contrappose un secco «Nemmeno quelli», per poi ammettere: «Si immagini che ‘Il giorno della civetta’ l’ho visto due anni dopo la sua uscita nel circuito commerciale. L’ho visto a Palermo, al cineforum Casaprofessa, dai salesiani. Sono stato invitato, sono venuti, addirittura a prendermi da casa e così ho avuto modo di vedere il film. Eppure ‘Il giorno della civetta’ era un buon film».
A proposito de “Il giorno della civetta” (il romanzo) scrive invece Salvatore Silvano Nigro nel capitolo “Due amici: l’editor e l’autore” del suo recente “Una spia tra le righe” (Sellerio, La nuova diagonale): “Il libro è «girato» come fosse un cinedocumentario. «Girare un libro» è invenzione linguistica dello stesso Sciascia”.
Sciascia e Pasolini
Infine è dedicato proprio al cinema il saggio che chiude “Pasolini e Sciascia. Ultimi eretici”, curato da Filippo La Porta per il Centro Studi Pier Paolo Pasolini Casarsa della Delizia (pubblicato da Marsilio). Lo scrive Roberto Chiesi e ha per titolo “Le immagini fantasmatiche, in ellissi e abiurate. Sciascia, Pasolini e il cinema”.
Qualche analogia e molte differenze, presenta la relazione di Leonardo Sciascia con il cinema rispetto a quella di Pasolini. In misura maggiore che per quest’ultimo, il cinema fu un’esperienza fondamentale della sua giovinezza, non soltanto per quanto riguarda la sua formazione culturale ma anche per la sua identità artistica (tanto che «fin oltre i vent’anni sognai di fare il regista, il soggettista, lo sceneggiatore»). In seguito la sua attitudine nei confronti del cinema mutò radicalmente. Quando il cinema italiano, dal Neorealismo fino agli anni settanta, entrò nella fase più significativa della sua storia, l’interesse e l’attenzione dello scrittore si convertirono in un rifiuto sempre più generalizzato, che finì per investire, con poche eccezioni, quasi tutti i cineasti e le loro opere”.
Come testimoniano i brani qui citati, il rapporto di Sciascia con il cinema è stato complesso. Anche senza volerlo approfondire – ma so già che molti di voi matureranno questo proposito -, visitare la mostra fotografica di Racalmuto consentirà di “rileggere” con occhi nuovi tanto il romanzo quanto il film “Il giorno della civetta”.
Saul Stucchi
Il giorno della civetta
Il set, il fuori set e i ritratti di Enrico Appetito
Informazioni sulla mostra
Dove
Fondazione Leonardo SciasciaViale della Vittoria 3
Teatro Regina Margherita
Via Vittorio Emanuele
Palazzo di Città
Via Vittorio Emanuele 3, Racalmuto (AG)
Quando
Dal 25 giugno al 19 settembre 20210Orari e prezzi
Orari:Fondazione Sciascia:Lunedì, mercoledì e domenica 9.00 – 13.00
Martedì, giovedì, venerdì e sabato 9.00 – 13.00; 16.00 – 20.00
Teatro Regina Margherita:
da martedì a sabato 9.00 – 13.00; 16.00 – 20.00
Palazzo di Città:
da lunedì a sabato 9.00 – 13.00; 16.00 – 20.00
domenica 9.00 – 13.00
Biglietti: ingresso libero