“L’ALIBI della domenica” è dedicato alla prima metà de “I fratelli Karamazov” di Dostoevskij.
Ieri, sabato 19 febbraio, sono arrivato a metà dell’opera, letteralmente. Lo scorso 30 dicembre avevo annunciato che avrei letto – per la terza volta – “I fratelli Karamazov” di Dostoevskij al ritmo di 10 pagine al giorno, utilizzando la nuova traduzione di Claudia Zonghetti per la collana Supercoralli di Einaudi. Totale: 100 giorni. Il 19 febbraio è il cinquantesimo giorno dell’anno, dunque sono a metà del percorso che si concluderà il prossimo 10 aprile.

Durante questa terza rilettura sto prendendo un sacco di appunti. In particolare mi hanno colpito queste cose che ora vado a illustrarvi.
- La complessità della struttura. Il romanzo de “I fratelli Karamazov” è diviso in quattro parti (come i Vangeli, viene da pensare) e in dodici libri (più un epilogo), ciascuno dei quali è suddiviso in un numero vario di capitoli. Due sono i volumi in cui Einaudi ha pubblicato l’opera in questa nuova edizione. Nella lettura è bene non perdere mai di vista lo schema della struttura, come se fosse una mappa.
- Nella frazione che sto leggendo in questo momento (ovvero l’ottavo libro, posto nella terza parte) diventano sempre più frequenti le “fughe in avanti”, gli accenni che l’autore fa di quanto capiterà nelle pagine seguenti. Sono veloci anticipazioni subito chiuse con frasi come “tutto questo il lettore lo troverà perfettamente spiegato più avanti” e “sto correndo troppo”. Questa tecnica stuzzica la curiosità del lettore. La cosa impressionante è che funziona anche con chi ha già letto il romanzo e sa “come va a finire”.
- Impressiona anche l’abilità registica di Dostoevskij. Sa mescolare con maestria momenti drammatici a situazioni da commedia, addirittura nella stessa scena. Come esempio calza a pennello proprio la scena appena letta. Mi riferisco al capitolo III della parte terza, intitolato “Le miniere d’oro”. Quello tra Dmitrij Karamazov e la signora Chochlakova è un dialogo tra sordi che strappa più di un sorriso, anche se la situazione (almeno per uno dei due) è drammatica e presto diverrà tragica.
Sia detto di passaggio: giusto a metà del romanzo compare il pestello di bronzo che avrà il suo peso, è il caso di dire. Avrebbe poi detto Čechov: “Se nel primo atto di una pièce c’è un fucile appeso al muro, nel secondo o terzo sarà utilizzato. Se il fucile non viene usato, non dovrebbe neanche starsene lì appeso”. - La stessa perizia Dostoevskij la dimostra nel gestire la quantità dei temi che intreccia nei Karamazov. Certo, alcuni sono principali e altri, diciamo così, secondari, tuttavia per ciascuno di essi l’autore trova tempo e modo per piazzarli nell’occasione giusta. Alle grandi questioni dell’esistenza di Dio e della giustificazione del male, si intersecano polemiche letterarie (con stoccate a Turgenev, per esempio) e spunti di riflessione sulla questione femminile.
Ma anche considerazioni sul realismo. “Che orribili tragedie provoca agli uomini il realismo!” dice Dmitrij al pope mentre si recano da “Segugio” e poche pagine più avanti la Chochlakova se ne esce con queste parole proprio nel dialogo con Dmitrij appena ricordato: “Ora parteggio solo per il realismo, io, i miracoli sono stati una delusione troppo grande”. - Come ultima, ma non per importanza, segnalo l’abilità nell’architettare la trama di quello che a tutti gli effetti è un romanzo giallo. Se spogliassimo – mi perdoni l’autore per aver anche solo preso in esame questa ipotesi – “I fratelli Karamazov” di tutto l’apparato filosofico che lo rende l’inarrivabile vertice della letteratura universale, il romanzo starebbe comunque in piedi come validissimo thriller. In questo caso, naturalmente, non ci sarebbero volute cinquecento pagine per trovare la prima menzione dell’arma del delitto.
Adesso che siete arrivati in fondo a questo pezzo spero vi sia venuta voglia di leggervi il capolavoro di Dostoevskij. A me ne resta poco meno di metà, nella quale succederà di tutto. Per fortuna.
Saul Stucchi
Fëdor Dostoevskij
I fratelli Karamazov
Traduzione di Claudia Zonghetti
Einaudi
Collana Supercoralli
2021, 2 volumi, pagine 1080
32 €