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Voi siete qui: Arte » “Il sogno del melograno” di Casorati a Palazzo Maffei

7 Aprile 2026

“Il sogno del melograno” di Casorati a Palazzo Maffei

Da qualche anno c’è un motivo in più per tornare a Verona: visitare Palazzo Maffei, magnifica casa museo nella centralissima Piazza delle Erbe. Come questa cambia ogni giorno, così muta pelle – anche se con minor frequenza – l’esposizione della raccolta d’arte distribuita su due piani.

Se giusto un anno fa avevo scritto di due nuovi ingressi, ovvero una barca funebre egizia e la La grande onda di Kanagawa, celeberrima icona dell’arte di Hokusai, ora sono qui a rendere conto di un nuovo cambiamento nel percorso espositivo (un viaggio attraverso due millenni raccontato in ventinove sale per mezzo di oltre settecento opere, tra dipinti, sculture, oggetti e arredi, tutte da ammirare).

Alla fine dello scorso anno è entrato nella collezione Carlon il dipinto Il sogno del melograno, realizzato a olio su tela da Felice Casorati nel 1912. È diventato il protagonista della sala V, dedicata al pittore piemontese (Novara 1883 – Torino 1963) che condivide con una tempera su cartone intitolata Vaso con papaveri e margherite e un altro olio: Le piantine.

Come sempre, ben fatta è la didascalia a corredo del grande dipinto che ha raffigura una giovane dormiente distesa su un tappeto di fiori, con la testa dolcemente abbandonata su un cuscino decorato con margherite. Nella mano destra stringe una melograna, frutto che simboleggia la fertilità per i semi di cui è ricco.

Ne cito alcune righe a beneficio del lettore (e futuro visitatore):

L’influsso di Gustav Klimt e della Secessione viennese si riflette nella resa decorativa e bidimensionale, ma Casorati elabora una visione più intima e lirica. L’atmosfera sospesa, quasi sacrale, fonde natura e sogno in un’iconografia densa di richiami simbolisti, preraffaelliti e botticelliani.
Il sogno del melograno è il manifesto di un’arte visionaria e interiore, che rifugge la realtà per immergersi nel mito, nel simbolo, nell’allucinazione poetica. L’opera anticipa una delle linee più originali della pittura italiana del primo Novecento, tra astrazione spirituale e figurazione evocativa”.

A sinistra rispetto al quadro, per il visitatore che sia al centro della sala, c’è una teca condivisa con la sala successiva. Contiene alcuni tomi della Encyclopédie di Diderot e d’Alembert. In effetti la sala è rivolta all’approfondimento sui temi del sapere universale e della caducità delle cose.

Sia detto di passaggio: la parete opposta a quella che ospita Il sogno del melograno è occupata da uno degli allestimenti che personalmente apprezzo di più nell’intero percorso di Palazzo Maffei (insieme all’Antiquarium e al salone con affaccio sulla piazza). In piccoli box illuminati come teche da gioielleria trovano posto piccoli busti, teste, vetri e vasi antichi.

La caducità delle cose a cui è dedicata la sala vale evidentemente anche per il pannello introduttivo. Almeno fino a settimana scorsa, in occasione della mia visita, riportava ancora l’indicazione a un capolavoro di Mario Schifano degli anni Settanta che da qualche tempo ha lasciato posto a Il sogno del melograno di Casorati.

Saul Stucchi
Foto di Andrea Pugiotto

Casa Museo Palazzo Maffei

Piazza delle Erbe 38
Verona

Orari: tutti i giorni (tranne il martedì) 10.00 – 18.00
Ultimo ingresso 17.10
Martedì chiuso
Biglietti: intero 15 €; ridotti 13/11/7 €
Terrazza 5,50 €

Informazioni:

https://palazzomaffeiverona.com

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