• Passa alla navigazione primaria
  • Passa al contenuto principale
  • Passa alla barra laterale primaria
  • Passa al piè di pagina
  • Luoghi
    • Italia
    • Europa
    • Mondo
    • A letto con ALIBI
  • Mostre
    • Arte
    • Fotografia
    • Storia
  • Spettacoli
    • Teatro & Cinema
    • Musica & Danza
  • Biblioteca
  • Interviste
  • Egitti

Alibi Online

Voi siete qui: Biblioteca » “El idioma de Borges”: forum al Teatro Franco Parenti

10 Dicembre 2019

“El idioma de Borges”: forum al Teatro Franco Parenti

Al Teatro Franco Parenti di Milano si è tenuta ieri, 9 dicembre, la terza edizione del “Forum – El idioma de los latinoamericanos”, dedicata quest’anno al linguaggio di Jorge Luis Borges.

Assente per motivi di salute la padrona di casa, Andrée Shammah che avrebbe dovuto parlare dello spettacolo da lei diretto “Cita a ciegas (Confidenze fatali)” con, tra gli altri, Gioele Dix, Laura Marinoni ed Elia Schilton, in cartellone dall’11 al 22 dicembre.

forum "El idioma de Borges" al Teatro Franco Parenti di Milano

El idioma de Borges

A fare da moderatore Sabatino Alfonso Annechiarico, scrittore e giornalista, drammaturgo e attore, docente e ricercatore italo-argentino. I lavori del forum, che rientra nel progetto Focus Argentina organizzato dal Franco Parenti con il Consolato Generale e Centro di Promozione della Repubblica Argentina, l’Instituto Cervantes di Milano e il Dipartimento di Lingue e Letterature Straniere dell’Università degli Studi di Milano, sono stati preceduti dalla consegna di una targa del Consolato Argentino a Betina Lilián Prenz in memoria di suo padre Juan Octavio Prenz, scomparso lo scorso 14 novembre. Era stato proprio il professor Prenz a promuovere “El idioma de Borges” come argomento dell’edizione 2019.

Betina Lilián Prenz riceve la targa del Consolato Argentino al Teatro Franco Parenti di Milano

Annechiarico ha gettato i semi per la prossima edizione, anticipando che probabilmente sarà dedicata alla ricezione di Cervantes in America Latina. Poi ha rievocato la figura e l’opera di Prenz, “mitteleuropeo latinoamericano”.

Anche la figlia Betina ha ricordato il lavoro del padre che consisteva essenzialmente nel pensare: odiava infatti scrivere, tanto da chiedere alla figlia di trascrivere il discorso per l’accettazione del Premio Nonino 2019 che lui le dettava, salvo poi pronunciarne uno del tutto diverso inventato al momento della premiazione. Borges e Prenz erano due professori, accomunati dall’idea della lettura come piacere. Aneddoti e citazioni ne hanno intrecciato le storie, soffermandosi sul termine “travesura” (birichinata).

forum "El idioma de Borges" al Teatro Franco Parenti di Milano

Dante Liano, dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, ha tenuto una lectio sull’universo di Borges. “Quello che Einstein è per la fisica, Borges lo è per la letteratura”, ha detto. La conoscenza profonda della letteratura inglese era alla base delle sue distopie. E a Borges si può senza dubbio applicare la definizione che lo stesso scrittore argentino diede di Quevedo: non un autore letterario tra gli altri, ma una letteratura completa.

Borges e gli scrittori italiani

Emilia Perassi dell’Università degli Studi di Milano ha parlato di “Borges: lo scrittore e gli scrittori”, ricostruendo le tappe della fortuna di Borges in Italia. Il boom della conoscenza di Borges in Italia viene solitamente datato agli anni Cinquanta, ma in realtà già dagli anni Venti e Trenta era noto nel nostro paese. Il primo Borges ad arrivare in Italia fu quello poetico.

In effetti, però, il mito borgesiano si fondò a partire dal 1955, quando Einaudi pubblicò con il titolo “La Biblioteca di Babele” Ficciones nella collana “I gettoni”, con la traduzione di Franco Lucentini. Il successo dell’edizione aprì la strada alla traduzione di altre opere.

Ma a Borges non mancarono i detrattori. In particolare la critica militante marxista non ne apprezzò la concezione letteraria, ritenuta (a torto, secondo la professoressa Perassi, e più modestamente l’estensore di queste righe) non impegnata. Tanto per fare un paio di nomi: nel 1971 Mario Luzi definì l’opera di Borges “una facciata dietro la quale non si trova precisamente nulla” e pochi anni dopo (nel 1974) Claudio Magris vi vide un “catalogo della vecchiezza e della rassegnazione”.

All’aperta ammirazione di Guido Piovene e di Italo Calvino (il più borgesiano degli scrittori italiani) risponde la posizione molto ambigua di Umberto Eco. Se da una parte sono numerosi gli incroci con Borges nel suo romanzo più fortunato, “Il nome della rosa”, dall’altra il vegliardo Jorge da Burgos si differenzia dalla figura dello scrittore argentino. Prima di tutto perché non ride mai (e odia il riso) e poi per il suo fanatismo. Dietro un’ammirazione profonda si può scorgere in Eco una sotterranea antipatia per Borges, retaggio della concezione critica marxista.

Borges e il tempo

Per questioni di tempo la professoressa Perassi ha saltato l’intenso rapporto di Sciascia con Borges, recuperato in parte al termine del forum su sollecitazione di un giornalista presente tra il pubblico (vi lascio indovinare chi…). Tra gli ultimi autori italiani che hanno scritto su Borges la professoressa ha citato Giacomo Marcacci e Fabio Bussotti (il suo “Il cameriere di Borges” è recensito su ALIBI Online).

Ultimo intervento del forum quello di Fabio Rogriguez Amaya, dell’Università degli Studi di Bergamo, dal titolo “Borges: itinerancias temporales”. Tema ne è stato il tempo. Amaya ha analizzato alcuni brani dell’opera borgesiana mettendo in evidenza gli espedienti letterari usati dall’autore per attrarre il lettore. L’apparente innocenza del testo è uno dei segreti del potere seduttivo di Borges. La sua è un’opera di vasi comunicanti che mettono appunto in comunicazione prosa e poesia, presente e passato, spazio e tempo, finzione e realtà.

A chiusura mi sia concessa una piccola considerazione personale. Bella la quinta scenografica alle spalle dei relatori: un’intera biblioteca! Peccato che i libri fossero finti. Borges non avrebbe apprezzato. E Luchino Visconti nemmeno.

Saul Stucchi
Nella foto, da sinistra a destra: Emilia Perassi, Betina Lilián Prenz, Sabatino Alfonso Annechiarico, Dante Liano e Fabio Rogriguez Amaya.

Focus Argentina

Informazioni: Progetto Focus Argentina al Teatro Franco Parenti

Tweet
Share
0 Condivisioni

Archiviato in:Biblioteca

Barra laterale primaria

Articoli recenti

  • “Everybody wants to be a cat”: mostra di Simone Cozzi
  • A Milano tornano “I giorni dell’ostinazione”
  • “Le armoniose stagioni” di Vivaldi al Conservatorio di Torino
  • “La più bella. La versione di Elena” di Brunella Schisa
  • Recensione del romanzo “Orbital” di Samantha Harvey

Footer

INFORMAZIONI

  • Chi siamo
  • Contatti
  • Informativa privacy & Cookie

La rivista online

ALIBI Online è una rivista digitale di turismo culturale, diretta dal giornalista Saul Stucchi. Si occupa di mostre d'arte, storia e archeologia, di cinema e teatro, di libri di narrativa e di saggistica, di viaggi in Italia e in Europa (con particolare attenzione alle capitali come Parigi, Madrid e Londra). Propone approfondimenti sulla cultura e la società attraverso interviste a scrittori, giornalisti, artisti e curatori di esposizioni.

Copyright © 2026 · ALIBI Online - Testata giornalistica registrata al Tribunale di Milano; reg. n° 213 8 maggio 2009
Direttore Responsabile Saul Stucchi