C’è a Travemünde un albergo ristorante dal tipico tetto spiovente in ardesia, con ampie vetrate da cui si può ammirare la spiaggia e, più in là, il Mare del Nord. Non mi sentirei di raccomandarne il caffè, ma i dolci sono ottimi e forse si può trovare anche un budino di amaretti, lamponi, pan di Spagna e crema all’uovo.
Nella pace di un giorno feriale, a metà di un pomeriggio d’autunno, sarebbe il posto ideale per leggere Città di mare con nebbia di Sandor Weltmann (Skira). Ma qualunque altro posto andrebbe bene lo stesso, ve l’assicuro. Persino la rumorosa e affollata carrozza di una metropolitana…
Vi basterà arrivare in fondo alla prima pagina per accorgervi di essere entrati in un labirinto e dopo una ventina saprete di esservi perduti, ma non v’importerà. Vi soffermerete (vi invito a farlo!) a considerare gli indizi che l’enigmatico autore, uomo di mondo e “maschera di una maschera”, ha lasciato per la via, briciole gustose che risvegliano l’appetito. E si sa: l’appetito vien leggendo. Ve lo dimostro citando poche righe da pagina 58:
“Sotto un cielo di perla, nella falsa luce che succede all’alba, gli abitanti delle piccole eleganti antiche case raccolte intorno alla piazzetta intitolata a Ildegarda di Bingen vennero destati da un urlo raccapricciante. Affacciatisi alle finestre, ben presto si resero conto che sola la casa di Balling restava muta e cieca. Alle guardie civiche, accorse, fu necessario forzare una finestra al piano terreno, per entrare. E, una volta entrate…”
Quella che avete tra le mani è una storia di delitti in una città, appunto, di mare con nebbia. Una storia di misteri e di esseri mostruosi, d’inseguimenti e d’indagini, di sogni e d’incubi e di paure strane (come la nelommetafobia), di libri in latino sulla stregoneria (nomina nuda tenemus…) e di poesie come quella che principia così:
Este desconocido es un cristiano
de serio porte y negra vestidura,
donde brilla no más la empuñadura,
de su admirable estoque toledano
(ed è un peccato che Il Cavaliere con la mano al petto non sia arrivato a Treviso per la mostra de El Greco…). È una storia di profezie che paiono campate per aria e che invece si avvereranno, potete scommetterci, disseminata di colte citazioni cinematografiche, sulla quale aleggia una densa atmosfera alla Poe, con richiami a Conan Doyle e strizzatine d’occhio al secondogenito Mann (ma anche al fratello maggiore?).
Una storia raccolta tanto tempo fa e affidata a un manoscritto (anzi, a un dattiloscritto) che il curatore Hans Tuzzi ha tradotto, con garbo acume ed evidente piacere (suo e nostro) dal tedesco. Nelle pagine della postfazione è lui a fornire al lettore le chiavi per sciogliere alcuni enigmi. O forse ad alimentare l’appetito gettando altre sapide briciole della sua erudizione. Perché “è uno dei piccoli piaceri dell’erudizione viaggiare nei luoghi attraverso il tempo e ritrovare, là dove oggi sono altri nomi e altre funzioni, personaggi e vicende che lì non ti saresti mai aspettato d’incontrare”.
Ma questa è un’altra storia. Sotterranea.
PS: chissà se il gentile curatore saprebbe consigliarci una colonna sonora adatta a fare da sottofondo alla lettura di questo delizioso racconto gotico… Vien quasi da chiederglielo.
Saul Stucchi
Sandor Weltmann
CITTA’ DI MARE CON NEBBIA
Skira
2015, 144 pagine, 15 €
www.skira.net