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Voi siete qui: Biblioteca » Da Guanda “Londres 38 o sull’impunità” di Philippe Sands

23 Ottobre 2026

Da Guanda “Londres 38 o sull’impunità” di Philippe Sands

Durante la dittatura di Augusto Pinochet, la caserma Yucatán al numero 38 di calle Londres nel centro di Santiago, fu un centro clandestino di detenzione e tortura: vi passarono oppositori destinati agli interrogatori, alle sevizie, al trasferimento; alcuni scomparvero per sempre. Da quell’indirizzo prende il titolo Londres 38 o sull’impunità. Pinochet in Inghilterra e un nazista in Patagonia, il libro di Philippe Sands pubblicato da Guanda nella traduzione di Silvia Albesano ed Elisa Banfi.

Avvocato e docente di diritto allo University College London, Sands ha seguito da vicino la vicenda giudiziaria di Pinochet. Nel libro ricostruisce l’arresto londinese del 1998 e intreccia la storia del dittatore cileno con quella di Walther Rauff, ex ufficiale delle SS rifugiatosi in Cile dopo la guerra. Archivi, testimonianze, ipotesi e ricordi personali compongono un’indagine in cui il diritto crea uno spazio, un agone in cui si giocano responsabilità e impunità.

Pinochet governò il Cile dal colpo di Stato dell’11 settembre 1973 al 1990. Nel 1998 fu arrestato a Londra: per la prima volta un ex capo di Stato rischiava concretamente di essere chiamato a rispondere all’estero dei crimini commessi nel proprio Paese. Che avesse ordinato o almeno tollerato le torture, in pochi avevano dubbi; si trattava ora di vedere se la carica ricoperta potesse proteggerlo anche cessato il proprio potere.

A Sands fu chiesto di consigliare Pinochet; la prospettiva di difenderlo si presentò nel quadro della regola del cab rank, secondo cui l’avvocato accetta un incarico indipendentemente dalle proprie convinzioni. Rinunciò, anche per l’opposizione della moglie. Il che inserisce un tratto di umanità in un sistema, quello liberale, che in teoria molto pretende dalla responsabilità individuale ma non quando la stessa metta a rischio l’apparato burocratico, disumanizzante che lo sostiene.

Il co-protagonista della vicenda, Rauff, durante la guerra aveva contribuito allo sviluppo dei furgoni a gas mobili, usati per uccidere con il monossido di carbonio. Come altri gerarchi nazisti, fuggì in Sudamerica, a Punta Arenas, in Patagonia, dove lavorò nell’industria conserviera. Nel 1962 il Cile lo arrestò su richiesta della Germania occidentale, ma la Corte suprema respinse l’estradizione facendo leva sulla prescrizione. Una decisione giuridica, dunque, stabilì che un uomo accusato di crimini di massa restasse libero.

La possibile vicinanza fra Rauff e l’apparato repressivo di Pinochet è uno dei nodi più inquietanti, ma anche più delicati dell’indagine. Sands raccoglie testimonianze e ricostruisce accuse secondo cui l’ex ufficiale nazista avrebbe avuto contatti con il regime.

La distinzione fra documenti, ricordi e congetture è decisiva: la tentazione di saldare ogni indizio in una spiegazione unica — il nazista in Patagonia, la dittatura, la casa di detenzione nel centro di Santiago — è forte.

Sands segue le piste, le verifica e registra anche ciò che resta incerto; la ricerca di documenti, la messa a confronto, la variabilità delle tracce danno al libro un passo da detective story. E Calle Londres 38 diventa così il punto d’incrocio fra tempi e geografie: Santiago, la Germania, l’anticomunismo, le tecniche del potere e i silenzi che le proteggono.

Il caso Pinochet mostrò che, di fronte alla tortura e ai crimini contro l’umanità, la giustizia poteva oltrepassare le frontiere. Ma nel 2000 il ministro dell’Interno britannico autorizzò il ritorno del dittatore in Cile per ragioni di salute: la svolta giuridica non si tradusse in un processo. Pinochet non fu estradato in Spagna; Rauff morì senza essere consegnato alla giustizia tedesca.

Il precedente, tuttavia, incrinò l’idea che un ex capo di Stato fosse intoccabile e contribuì a riaprire indagini e procedimenti. La storia suscitò l’interesse anche di Roberto Bolaño, ricordato nel libro, che utilizzò la figura di Rauff sia per Notturno cileno che per La letteratura nazista in America.

Ora, è significativo che l’opera di Sands intercetti un tempo, quello oggidiano, in cui lo stesso diritto universale e la giurisdizione internazionale vengono messi in discussione dalle autocrazie sovraniste, anche in relazione ai grandi crimini di guerra, omicidi di massa, genocidi. Un motivo in più per leggerla.

Michele Lupo

Philippe Sands
Londres 38 o sull’impunità
Pinochet in Inghilterra e un nazista in Patagonia

Traduzione di Silvia Albesano ed Elisa Banfi
Guanda
2026, 448 pagine
27 €

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