• Passa alla navigazione primaria
  • Passa al contenuto principale
  • Passa alla barra laterale primaria
  • Passa al piè di pagina
  • Luoghi
    • Italia
    • Europa
    • Mondo
    • A letto con ALIBI
  • Mostre
    • Arte
    • Fotografia
    • Storia
  • Spettacoli
    • Teatro & Cinema
    • Musica & Danza
  • Biblioteca
  • Interviste
  • Egitti

Alibi Online

Voi siete qui: Biblioteca » Da BEE “Le cose di cui non parliamo” di Slavenka Drakulić

29 Agosto 2026

Da BEE “Le cose di cui non parliamo” di Slavenka Drakulić

Piccole incisioni che raccontano vari tipi di dolore, ecco cosa ricordano i sedici testi che compongono Le cose di cui non parliamo di Slavenka Drakulić (traduzione di Elvira Mujčić, per Bottega Errante, 2026).

Una cosa è certa: le storie e i dolori che si raccontano in questo libro non riuscirebbero a sopravvivere, se non li si raccontasse con una scrittura fredda e immediata. Nelle diverse vicende delineate è chiaro che è il quotidiano a dominare. E a essere protagoniste sono le ferite minime e quotidiane delle donne a cui si dà voce. Perché molte di queste sono ai margini, prive delle parole necessarie per raccontare, e non possono far altro che nascondere «la tristezza per tutto ciò di cui sono state private col passare degli anni». O «l’aridità di una vita sospesa e la solitudine che emana quello che le circonda quando sono rimaste sole».

In alcuni racconti si indaga su complicati legami d’amore. Come ne La paura della bambina di entrare in mare, in cui una madre e una figlia sono legate da omissioni, silenzi e attese. O come in Così senza il calore del suo corpo in cui una donna ripensa al legame con sua sorella e confessa come si sia sentita invisibile accanto lei pur amandola. Poi, ci sono anche le aspettative deluse di una donna a cui viene detto che le cure intraprese non la porteranno a una guarigione, come accade ne La camicia viola. Mentre in Smarrita si descrive la dipendenza affettiva.

In alcuni testi in cui si parla del corpo malato o appesantito dalla vecchiaia l’autrice descrive lo «sforzarsi» o l’«usare le energie necessarie» per padroneggiare le membra quando si è malati o nella quarta età anche raggiungere una poltrona, una sedia o una doccia diventa qualcosa che non è così scontato.

Ne Le cose di cui non parliamo non si parla solo di dolore, di malattie o di terapie, ma anche dell’incomunicabilità della coppia, come in Conversazione estiva, silenzio estivo, del rimpianto per amori non vissuti o del desiderio che sembra debba svanire nella vecchiaia, cosa di cui si racconta ne La neve, così meravigliosamente soffice, dove una donna finisce per innamorarsi dell’unico amico del marito che lo va a trovare in ospedale.

Slavenka Drakulić in alcuni momenti sa essere ironica, come ne La donna con la collana di perle, dove il gioiello dalla madre diventa lo spartiacque tra due mondi: quello borghese prima della guerra e la nuova epoca in cui regna un’effimera, socialista uguaglianza di classe.

Questa ironia si trova anche quando l’autrice scrive di morte. In alcuni racconti compaiono testamenti redatti da chi ha la speranza che, una volta letti, qualcuno attuerà le proprie ultime volontà.

Oltre l’ordinario c’è anche un richiamo al passato più prossimo. Ne La pelle sottile la Drakulić descrive le ansie e i timori di una donna che si ammala di Covid-19, mentre il mondo si ferma, e riesce a uscire dall’ospedale viva, nonostante l’avessero data per spacciata. Il racconto è forse il più intenso dell’intera raccolta.

Claudio Cherin

Slavenka Drakulić
Le cose di cui non parliamo
Traduzione di Elvira Mujčić
BEE Bottega Errante Edizioni
Collana Estensioni
2026, 192 pagine
18 €

Tweet
Share
0 Condivisioni

Archiviato in:Biblioteca

Barra laterale primaria

Articoli recenti

  • Da BEE “Le cose di cui non parliamo” di Slavenka Drakulić
  • Il “Viaggiatore sovrappeso” Notarangelo torna a Mezzago
  • A Merano l’anteprima del Festival della Solitudine
  • Il festival “L’ultima luna d’estate” si interroga sul potere
  • Da Neri Pozza “Donne di nessuno” di Shobha Rao

Footer

INFORMAZIONI

  • Chi siamo
  • Contatti
  • Informativa privacy & Cookie

La rivista online

ALIBI Online è una rivista digitale di turismo culturale, diretta dal giornalista Saul Stucchi. Si occupa di mostre d'arte, storia e archeologia, di cinema e teatro, di libri di narrativa e di saggistica, di viaggi in Italia e in Europa (con particolare attenzione alle capitali come Parigi, Madrid e Londra). Propone approfondimenti sulla cultura e la società attraverso interviste a scrittori, giornalisti, artisti e curatori di esposizioni.

Copyright © 2026 · ALIBI Online - Testata giornalistica registrata al Tribunale di Milano; reg. n° 213 8 maggio 2009
Direttore Responsabile Saul Stucchi